La fama delle Cinque Terre è senz’altro collegata anche ai suoi prodotti, il vino bianco secco da tavola D.O.C., chiamato semplicemente Cinque Terre, e lo “Schiacchetrà”, raro e pregiato vino liquoroso, prodotto da uva passita.
Un tocco di colore è aggiunto dal “limoncino”, liquore ricavato dai numerosi limoni con i quali si addobba festosamente il paese di Monterosso durante la Sagra del Limone per la Pentecoste.
I sentieri dell’uva sono ancora quelli di una volta, con gli alberi da fico in posizione strategica per dare ombra nei momenti di riposo, le agavi per indicare i confini e lo sbocco per le stradine sulle lunghe vertiginose scalette di pietra, e segnalare terminali dei trenini a monorotaia di recente installazione, unici elementi verticali di questa mega architettura formata da un’infinità di piani orizzontali sostenuti da altrettanti muri a secco.
I cesti colmi si portano ancora a spalla o sulla testa, camminando in bilico sui bordi stretti delle fasce, superando l’insidia dei fili di ferro che, piantati nel muro inferiore, tengono tesi i pergolati, rasentando le “ciuende” di erica posta a difesa dei tralci dal vento di libeccio. A parte si depositano i cesti dell’ultimo raccolto di uva da tavola: galletta, regina di Puglia, moscatella e albarola; a parte si allineano le corbe contenenti le uve selezionate per i vini dolci “amabili” o bianchi secchi: albarola (trebbiana), biancorotto, bruciapagliaio, piccabon (pizzamosca); per i bianchi da tavola: fiore di bosco, rappolungo, fogliaccia, ruspara e sesagra; a parte infine, trattati con particolare cura, i cesti con la “magnagra” (albarola), da cui si ottiene il raro sciacchetrà nero.
I sentieri delle uve delle Cinque Terre finiscono in mare. Un tempo, infatti, si ormeggiava il gozzo sotto i vigneti a sbalzo; le ceste colme d’uva venivano calate e braccia robuste le trasportavano a riva.
Oggi la vendemmia via mare è soltanto un ricordo del passato, ma la vostra gita alle Cinque Terre vi consentirà ugualmente di sorseggiare alcuni tra i vini più pregiati al mondo.
( Fonte Genovapress )
Osservazioni di Winetaste
Con tutto il bene che voglio agli amici liguri, e senza nulla togliere alla qualità dei loro vini, e devo qui confermare di averne degustati degli ottimi al link:
https://www.winetaste.it/ita/anteprima.php?id=2578
ecc., mi sembra che l’affermazione secondo la quale i vini delle Cinque Terre, sono tra i piu pregiati al mondo , sia un pò azzardata ed ottimistica. Bisognerebbe che il Mondo fosse molto piu piccolo di quello attuale, e forse anche l Italia. Affermazioni propagandistiche di sicuro, ma che possono fuorviare i consumatori non troppo esperti ed attenti.
Alla salute con i magnifici vini delle Cinque Terre, con la giusta classificazione sensoriale che a loro compete.
Roberto Gatti

















