Istituto nazionale per il Commercio Estero
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COMUNICATO STAMPA
ICE: A ROMA IL BUSINESS FORUM ITALO-SAUDITA
Vattani: nel primo semestre 2007 lexport italiano verso il Paese cresce del 46%
Roma, 6 novembre 2007 – E uneconomia che vola, quella saudita: il Paese, il cui surplus di bilancio è stato nel 2006 di 71 miliardi di dollari, ha infatti registrato questanno una crescita del 4,8%, che si prevede salirà al 5,5% nel 2008. Una crescita che trascina le esportazioni dellItalia (secondo fornitore europea dellArabia Saudita dopo la Germania): più 22% nel 2005, più 35% nel 2006, più 46% nel primo semestre di questanno.
Questo il quadro delle relazioni italo-saudite tratteggiato dal Presidente dellIstituto nazionale per il Commercio Estero (Ice), Umberto Vattani, intervenendo al Forum italo-saudita promosso da Unioncamere e dal Consiglio delle camere saudite e svoltosi oggi a Roma alla presenza del Presidente del Consiglio Romano Prodi e dei rispettivi Ministri degli Esteri, Massimo DAlema e il Principe Saud Al-Faisal.
Nel corso del Business Forum, organizzato nellambito della visita di Stato in Italia del Re saudita Abdullah Bin Abdulaziz Al-Saud, si è inserita la firma di un memorandum dintesa del Saudi-Italian Joint Business Council che apre al Sistema Italia nuove prospettive di espansione anche in settori non collegati direttamente all’energia.
Il memorandum sollecita la messa in vigore dellaccordo – da poco sottoscritto dai due Paesi – che evita la doppia imposizione fiscale, incrementa gli scambi tra operatori economici, resi più facili dalla nuova legislazione saudita in materia di visti, avvia progetti comuni nei settori bancario e assicurativo. Un ruolo positivo per lincremento delle relazioni tra Italia e Arabia Saudita potrà essere svolto, ha sottolineato il Presidente Vattani, dallUfficio della Saudi Arabian General Investment Authority.
Il Business Forum, al termine del quale si sono svolti anche incontri diretti tra circa 70 aziende di imprese dei due Paesi, ha confermato le ambizioni del programma saudita di diversificazione economica verso attività produttive non-oil. Particolarmente interessanti le prospettive di sviluppo nel settore delle costruzioni: i sauditi prevedono infatti la realizzazione di sei nuove città (già avviati i progetti di King Abdullah City, a nord di Gedda, e per unaltra a Tabuk, vicino al confine con la Giordania), il cui contributo alla crescita del Pil si prevede ammonterà a 150 miliardi di dollari entro il 2020.
Questi mega-progetti, si stima, creeranno opportunità di investimenti per un valore di 100 miliardi di dollari nei settori dellacciaio, plastica, vetro e ceramica e in progetti infrastrutturali, trasporti e viabilità. Tenuto conto poi del fatto che entro il 2015 in Arabia Saudita si assisterà ad un forte incremento della domanda di nuove abitazioni (si stima di 1,5 milioni di unità), ampi spazi dovrebbero aprirsi soprattutto per le medie imprese nei settori delle infrastrutture, della logistica, dellarredamento.
Nei programmi di sviluppo delle attività non-oil – ha proseguito Vattani –
















