Lo ha annunciato il commissario europeo allAgricoltura, Mariann Fischer Boel
La proposta legislativa di riforma dellOcm vino sar presentata il 4 luglio. Lo ha annunciato il commissario europeo allAgricoltura, Mariann Fischer Boel, al termine della conferenza tenuta allinaugurazione di Intervitis-Interfructa, a Stoccarda. Conferenza nel corso della quale il commissario ha fatto il punto della situazione, riepilogando i punti chiave della proposta di riforma e difendendo quelli che da pi parti erano stati contestati dagli Stati membri e dal Parlamento europeo. Con alcuni sostanziali elementi di novit che fanno intuire meglio come sar la nuova Ocm.
Siccome il futuro dellindustria vinicola europea dipende dalla competitivit, la nostra proposta di riforma ha esordito la Fischer Boel punta tutto su questo concetto, interpretato in una maniera corretta.
Ed ecco il lungo elenco delle misure previste (e non sconfessate) per ridare competitivit al settore: Credo che dovremmo abolire gran parte delle misure di mercato, in modo da spendere soldi in maniera positiva e non per distruggere il vino prodotto. Credo che i fondi destinati finora a distillazioni e stoccaggi potrebbero essere pi proficuamente messi in envelope nazionale per ogni Stato membro, che li possa spendere in maniera pi appropriata e aderente alle necessit particolari: penso ad assicurazioni, aiuto per le vendemmie verdi, ristrutturazioni e riconversioni. Credo anche che dovremmo trasferire fondi extra al budget di sviluppo rurale, per sostenere la produzione e la trasformazione o indirizzare le tematiche ambientali.
Capitolo espianti e abolizione diritti dimpianto. Il commissario sostiene che si creato un malinteso: Qualcuno nella contemporaneit di queste misure vi ha visto una contraddizione. Io non la vedo, in quanto le due misure lavorerebbero insieme verso lo stesso obiettivo: un mercato equilibrato in cui i produttori sono liberi di rispondere alla domanda. Le misure funzionerebbero in due step: primo, il regime di espianti riporterebbe equilibrio al mercato dando un contributo interessante ai produttori che si trovano in difficolt. Una volta che ci si concluso, aboliremmo la restrizione ai nuovi impianti. Dal momento in cui i diritti dimpianto vengono liberalizzati, i produttori competitivi sarebbero liberi di produrre di pi, e il settore sarebbe aperto a nuove energie in ingresso. Ma questa attivit sarebbe governata da una domanda di mercato genuina, perch nel frattempo ci saremo lasciati alle spalle la situazione in cui le misure di mercato supportavano i prezzi od offrivano artificiali vie di uscita.
Mi hanno fatto notare che gli espianti, in alcune zone soprattutto, potrebbero causare rischi ambientali. Di sicuro non voglio che la misura crei pi problemi di quelli che chiamata a risolvere, ed per questo che funzionerebbe con un forte sistema di sicurezza, per il quale ci stiamo ancora consultando con il settore. Sottolineo da ultimo che la fine delle restrizioni agli impianti non significa libert per tutti, con riguardo ai vini con indicazione geografica, in quanto questi sono regolati da norme nazionali.
Questione etichettatura e pratiche enologiche. E tempo di rendere la nostra politica della qualit pi chiaramente in linea con il Wto e gli accordi Trips, soprattutto per quanto riguarda le nostre indicazioni geografiche. Pi in dettaglio, dovremmo porre termine allattuale divieto per i vini da tavola di indicare vitigno e annata, in quanto pregiudizievole alla competitivit dei nostri prodotti. Con riguardo alle pratiche enologiche, dobbiamo allinearci a quelle accettate dallOiv: ci sono pratiche accettate a livello internazionale e che potrebbero dare ai nostri produttori una marcia in pi. Una volta approvate dalla Commissione, i produttori dovrebbero avervi accesso se vogliono utilizzarle.
Alcuni Stati membri vogliono mantenere la possibilit di restringere il campo dapplicazione di alcune pratiche, soprattutto per i vini di qualit: per essenziale per il successo dei nostri vini che i consumatori siano coscienti di quello che stanno comprando.
Saccarosio addio. Sono consapevole che la proposta di abolire aiuti ai mosti e zuccheraggio ha causato un po di sconcerto, ma in linea con le regole del Wto. So che sto parlando in un Paese che usa lo zucchero, ed proprio per questo che voglio dare un avvertimento: in una riforma di ampia portata come questa, naturale che a livello di Stato membro si pu uscire con qualcosa in meno di quello che si aveva prima, ma in nome di un obiettivo comune bisogna fare delle rinunce. E lo stesso che successo a me: da quando ho presentato la proposta un anno fa mi sono dovuta adeguare ai commenti e suggerimenti che a mano a mano pervenivano dalle parti interessate. Ho posto molta attenzione al rapporto della deputata Batzeli, soprattutto per quanto concerne espianti e misure di promozione. Per cui le voci che dicono che la proposta legislativa sar esattamente la stessa di un anno fa sono false. Dalla nuova proposta di riforma, una riforma reale con i giusti compromessi, ci sar qualcosa da guadagnare per tutti.
( Fonte NEWSFOOD.it )
















