IL CIRO’ NON SI DEVE TOCCARE…….E PERCHE’ ??

 


 


E di questi ultimi giorni di caldo africano, la notizia che sta rimbalzando in internet, da un blog allaltro e da un sito allaltro, dove mi sembra si stia ripetendo un film gi visto.


Tutti, o quasi, a gridare allo scandalo : il Consorzio dei produttori di Cir ha approvato, a larga maggioranza,  la modifica del disciplinare del vino Cir.


Sostanzialmente :


invece di Gaglioppo 100% , ora il disciplinare diventa piu elastico in quanto si potranno aggiungere fino ad un 20% di uve autorizzate nella regione.


Addirittura una privata associazione piemontese, che con il Consorzio non ha nulla a che fare, patrocina il ricorso al ministeroecc.


Mi chiedo e Vi chiedo : se la maggioranza dei produttori del Cir ha votato tale modifica ci sar un buon motivo o no ?


A mio avviso non ci sono lunghi discorsi e/o ragionamenti da fare, ma uno su tutti molto semplice e chiaro :


se i vini prodotti con una aggiunta del 20% di cabernet-sauvignon e/o merlot sono piu buoni e piu godibili da bere giusto fare le modifiche al disciplinare.


Se invece il risultato finale , accertato nella maggior parte dei casi, sar lo stesso in termini qualitativi allora non ne vale assolutamente la pena.


La mia ferma convinzione che sono pochissimi i vitigni che possono esprimersi al meglio in purezza, mentre anche tanti autoctoni con aggiunte di piccole percentuali dichiarate diventano migliori, rispetto al 100% di un unico vitigno.


Quanti vini a livello planetario abbiamo vinificati al 100% con un unico vitigno e quanti invece in blend ed assemblaggi ?


Non credo che un 10% di merlot e/o cabernet-sauvignon possano stravolgere il vino Cir, mentre ritengo sia stato molto grave ed irrimediabile nel passato perdere per strada molti vitigni autoctoni, ora irrecuperabili.


Penso e voglio sperare che i bravi viticoltori calabresi, prima di prendere una decisione di modifica del disciplinare, abbiano fatto le loro prove di cantina, con degustazioni cieche , ed abbiano cosi potuto toccare con mano ( anzi con naso/bocca ) i risultati finali.


Credo che con questo tipo di degustazioni Blind molti dei contrari o di quelli che gridano oggi allo scandalo, si dovrebbero ricredere per quanto ritrovato nel bicchiere.


Il vino va prima di tutto bevuto e venduto, e quando piu buono a me mi  piace , come diceva Proietti in una famosa pubblicit di caff.


Di fronte a due bicchieri :


uno di gaglioppo 100% discreto o buono;


uno di gaglioppo 80% 10% merlot 10% cabernet-sauvignon, molto buono o eccellente ,


io non ho dubbi su quale scegliere e Voi ??


Roberto Gatti


 


 


 


Riporto, per avere anche altri spunti di riflessione, alcune considerazioni pur interessanti , di chi non la pensa esattamente come il sottoscritto.


Buona lettura


 


Omissis


Da qui a Cir, il passo breve visto che l si discute del cambio di disciplinare in questi tempi ed io vorrei sapere come andr a finire, che so, da qui ad un paio danni. Ah certo, parliamo di una zona ai pi sconosciuta, economicamente depressa anche se la coltivazione della vite forma di sostentamento di numerose famiglie e manca loro, ovviamente, lappeal di una zona come Montalcino. Ma c un aspetto sottovalutato di cui bisogna interessarsi lasciando ad altri i titoli ad effetto, i finti scoop e gli aspetti giudiziali a chi deve occuparsene: la dispersione di sapere, di cultura, la rinuncia alla preservazione ed allo sfruttamento di un patrimonio inestimabile fatto di vitigni ancora sconosciuti o vecchie piante di gaglioppo a favore di merlot, cabernet sauvignon, inzolia o sylvaner (s, non avete letto male, sylvaner) e chardonnay inseguendo non si sa quale vecchia moda.


Quindi niente gaglioppo in purezza, che in alcune vette espressive fa mirabilie daltronde basterebbe ricordarsi le quintalate duva che negli anni 60 (o le cisterne di vino poi) partivano per il nord destinate a rinomate zone , per aggiungervi un 20% di vitigni altri. Ultimi rumors vedrebbero gli incriminati merlot e cabernet sauvignon relegati ad un solo 10%, mentre godono di maggiore considerazione montepulciano, barbera ed altri sino al 20.


Perch?


E soprattutto chi vuole questo cambiamento?


Le grandi aziende?


Non si capisce. Si rincorrono voci, sussurri, talvolta contrastanti: gli Ippolito sarebbero divisi, i Senatore a favore.


E Iuzzolini? I Malena? La San Francesco dei Montresor? Librandi che fa? Ah, gi, Librandi fuori dal Consorzio. Librandi ha dalla sua il brand.


S, ma perch?


Altre voci: dopo i vari scandali e scandaletti si cerca di mettere la copertina. Qui cabernet e merlot non certo da oggi che ci sono nei vigneti. E in passato nei vini.


Pare che tra i promotori del cambio del disciplinare ci sia Gaetano Cianciaruso, presidente del consorzio nonch a capo di Enotria, la cooperativa che raggruppa tanti agricoltori associati e 150 ettari di vigna per un milione di bottiglie prodotte.


Pare.


Frasi sospese.


O silenzio con lunica lodevole eccezione di Francesco De Franco che dallalto delle sue due vendemmie e delle diecimila bottiglie di vino prodotte, coinvolgendo altri piccoli produttori, tenta di destare in noi un minimo dattenzione al problema.


Gi, perch alla fine questo non un pezzo di cronaca, perch i fatti mancano.


Come sempre.


Queste sono solo divagazioni.


Ed questo il punto, la mancanza di trasparenza.


Eppure, non parliamo di decidere lesito di un condannato a morte, n tantomeno discutiamo di una condanna allergastolo, ma del cambiamento di un disciplinare vitivinicolo di denominazione. Ognuno potrebbe esporre le proprie idee in pubblico e cercare di far valere le proprie ragioni.


So che i calabresi ci tengono in particolar modo a mostrare un aspetto della loro indole, laccanimento a perseguire il silenzio, a nascondersi, a far s che ci si dimentichi di loro; che la Calabria sia un buco nero su una cartina geografica, ma in Italia che qualsiasi cosa deve essere strisciante, un complotto anche quando non ve n motivo.


Aumma aumma e un occhiolino a suggello dellaccordo.


Machiavellici ad oltranza.


 


E ricordarsi del consumatore?


 


P.S. Mi sarebbe piaciuto concludere queste riflessioni scrivendo in attesa di una cortese smentita. Dovr contentarmi eufemismo per ne sarei lietissimo che i vari operatori citati, i produttori in particolar modo, intervenissero per chiarirci un po le idee.


 


( Fonte Il Viandante bevitore- Blog )