Credo che chiunque si occupa di vino, a livello professionale o come semplice amante consumatore, riconosca allindustria francese un primato culturale indiscutibile.
In Francia sono iniziati gli studi che hanno consentito di conoscere nel dettaglio più minuto i meccanismi biochimici responsabili della trasformazione del succo duva in
vino. Sempre in Francia la conoscenza scientifica si è poi trasformata in processi industriali che consentono oggi di produrre grandissimi vini a prezzi ragionevoli. I francesi hanno fatto anche un altro passo importante. Hanno capito per tempo che si doveva puntare sul patrimonio umano rappresentato da chi coltivava la propria terra e che era necessario affidarsi alla esperienza di queste persone per produrre i migliori vini possibili. Il tutto nel
pieno rispetto del territorio ma anche servendo lesigenza di dare ai vini francesi pochi marchi ben riconoscibili e quindi facilmente vendibili in giro per il mondo. Prendiamo ad esempio il Bordeaux. Il disciplinare di questi vini è fatto in modo da valorizzare al massimo le competenze
dei produttori locali. Il disciplinare infatti è rigorosissimo nella definizione dei metodi di coltura della vigna, arrivando perfino a definire gli standard di potatura. Quando
però si tratta di definire con quali percentuali di vitigni può essere fatto un vino Bordeaux viene lasciata ai produttori
grandissima libertà di scelta. Per il Bordeaux di appellazione Pomerol (uno dei più prestigiosi) sono ammessi
5 vitigni: cabernet sauvignon, cabernet franc, merlot, bouchet, malbec o pressac. Massima libertà di scelta delle percentuali in base alle caratteristiche dellannata.
I risultati sono sotto gli occhi di tutti e sono indiscutibili.
Il marchio Bordeaux ha notorietà indiscussa in tutto il mondo tanto che ovunque ci si trovi se ne può bere un
buon bicchiere.
I responsabili della denominazione Bordeaux sanno bene che i mercati si evolvono assieme ai gusti dei consumatori
e sono quindi, come qualunque produttore serio ed accorto dovrebbe essere, molto attenti ai cambiamenti.
Sono anche fermamente intenzionati a sviluppare il loro prodotto e agiscono in modo tempestivo. Così alla fine
dello scorso anno il Syndicat des Vins de Bordeaux ha fatto richiesta allInstitut Nationale des Appellations dOrigine, di poter sperimentare nuovi vitigni allo scopo
di migliorare la complessità dei vini di Bordeaux. Prendendo quindi atto di una realtà indiscutibile: non esiste prodotto non migliorabile.
Florian Reyne del Syndicat des Vins de Bordeaux ha commentato la decisione dicendo: I vini di Bordeaux sono vini dassemblaggio. Noi desideriamo testare nuove varietà per verificare la loro attitudine ad arricchire la complessità aromatica dei nostri vini. Liniziativa coinvolge tre varietà a bacca bianca, chardonnay, petit manseng e liliorila e a quattro varietà a bacca rossa, syrah,
marselan, arinanoa e zinfandel, oltre allo chenin per i


















