E’ di questa mattina la notizia che ho pubblicato su questo stesso sito qui :
https://www.winetaste.it/ita/anteprima.php?id=6359
ed ora pubblico integralmente la lettera aperta del Prof. Lambertini, gi Presidente del Consorzio di Tutela Vini Colli Bolognesi, indirizzata al Direttore del Gamberorosso Daniele Cernilli.
Buona lettura
Roberto Gatti
”
I produttori dei Colli Bolognesi sfidano la guida del Gambero Rosso
Gentile Direttore,
chi scrive un sopravvissuto. Un sopravvissuto (nella Guida ai Vini d’Italia) al terremoto che da un paio d’anni ha colpito l’Emilia Romagna con epicentro sui Colli Bolognesi. L’evento naturale, assolutamente non prevedibile fino a due anni fa, ha un nome, come si addice al pi classico dei tifoni. Si chiama Giorgio. Ma, in questo caso, ha anche un cognome, Melandri. Dicevo, sono un sopravissuto perch la Tenuta Bonzara una delle tre aziende ad aver mantenuto la scheda grande. La zona dei Colli Bolognesi che, sino a due anni fa contava 16 aziende in Guida (10 schede grandi e 6 piccole), l’anno scorso ne aveva 5 (4 grandi e 1 piccola) e quest’anno 6 (3 grandi e 3 piccole) e nessun vino in finale (come l’anno scorso peraltro), ma quello che sorprende che i giudizi del “nostro” sono in netta controtendenza con la storia di questa zona e con le valutazioni delle altre Guide che non registrano un crollo di qualit nei vini bolognesi. Gambero (e Melandri) quindi sempre pi voci isolate nel panorama delle Guide. Possibile che si sbaglino tutti gli altri?
Invito alla lettura di ci che stato scritto nelle pagine di presentazione della Guida 2010 e 2011 a proposito dei Colli Bolognesi. Guida 2010: I Colli Bolognesi sono sempre pi in difficolt e i vini di questo territorio sempre pi deludenti e omologati. E’ un declino che dura oramai da qualche anno . ma che con questa edizione della Guida diventa ingombrante e vistoso relegando la zona in fondo alla classifica dei territori regionali.
Guida 2011: Nei colli bolognesi (non meritiamo nemmeno pi la maiuscola, nota mia) la comunit di produttori fatica a trovare la cifra del territorio, stretta tra progetti legati ai vitigni internazionali sempre meno convincenti e l’incapacit di ragionare sul vino in termini di linguaggio. Il risultato sono in generale vini formali e poco originali, concepiti su un’idea di qualit che non fa i conti con il terroir.
Solo una chiosa. Nella mia vita un po’ ho studiato, ma forse non a sufficienza per comprendere termini come “cifra del territorio” e “ragionare sul vino in termini di linguaggio”. Mi pare che queste espressioni, ermetiche e un po’ snob, contribuiscano ad allontanare il lettore che avrebbe bisogno di linguaggi chiari per ricevere un orientamento, che la vera funzione di una Guida. Osservo solo che Melandri ha un’idea del vino tutta personale che a mio avviso si sta sempre pi allontanando da quella di chi il vino lo acquista. Ci detto, da sopravvissuto, dovrei accontentarmi che a me sia andata meglio che a tanti altri, ma non questo il punto.
La verit che non si pu liquidare in questo modo una intera zona ed il lavoro appassionato di tante persone e di tante famiglie che sta dietro ad ogni bottiglia di vino di qualit, anche dei Colli Bolognesi. Si pu certo discutere se di anno in anno i vini siano pi o meno riusciti, ma non si possono tranciare giudizi sommari in questo modo.
I Colli Bolognesi non lo meritano e i risultati conseguiti in passato, anche sul Gambero, e l’anno scorso e quest’anno su tutte le altre guide sono l a testimoniarlo.
Data la situazione, vorrei dare una mano a Giorgio sollevandolo dal “pietoso ufficio” dell’assaggio dei nostri vini.
Mi fermo ai box per un po’ di tempo non spedendo pi i campioni per la Guida. Rientrer in pista quando sar cambiato il direttore d’orchestra. Tengo a precisare che questa lettera esprime unicamente il mio pensiero anche se posso assicurare che un certo malumore, determinato dallo sconcerto, diffuso in tutta la Regione e non solo sui Colli Bolognesi Per la stima che ho nei Suoi confronti, non credo Direttore che la mia “carriera” al Gambero si concluder con questa lettera ma, se anche cos fosse, per dirla con Tot, “ogni limite ha una pazienza”. Spero invece che questo serva a porre una serena riflessione su dove vogliono andare le Guide e in particolare quella del Gambero Rosso.
I saluti pi cordiali.
Francesco Lambertini “
















