Home Curiosità Il sogno di Maria, una vigna ‘nica’ da crescere

Il sogno di Maria, una vigna ‘nica’ da crescere

Nel messinese l’azienda biologica di una giovane imprenditrice

 

 

Affacciata sul Golfo di Patti, in provincia di Messina, guardando alle Eolie, Maria Genovese, 31 anni messinese, coltiva il suo sogno su tre ettari in cui produce artigianalmente vino biologico destinato al mercato siciliano. Sulla strada che conduce alla sua azienda agricola che si chiama “Vigna Nica” (‘nica’ in dialetto siciliano significa piccola, ndr) lo sguardo si posa sul verde degli ulivi e si scorge il promontorio di Tindari, dove sorge l’omonimo santuario noto per la statua lignea della Madonna nera di stile bizantino, a due passi dalla spiaggia di Marinello.

 

“E’ un paesaggio bellissimo ma quando ho deciso di piantare questo vigneto e creare l’azienda – racconta Maria Genovese – su queste terra non c’era niente. Oggi abbiamo quattro vitigni, coltivati tutti a bacca rossa, e produciamo circa 3mila bottiglie destinate al mercato siciliano. Il nostro fiore all’occhiello è il Pomarazzo rosso, denominazione Igp Sicilia, annata 2012, vino prodotto con uve biologiche vendemmiate a mano con processi naturali, utilizzando trattamenti biodinamici”. Con l’arrivo della primavera la vigna sembra rinascere: i tralci d’uva sono stati potati e lentamente comincia a germogliare la forza vitale della pianta. Per adesso la giovane azienda sta lavorando per produrre un Doc Mamertino, la cui prima vendemmia è stata fatta nel settembre 2013 e che tra circa cinque mesi dovrebbe essere lanciato sul mercato con 6mila bottiglie. La cantina, invece, è al centro della località di Barcellona Pozzo di Gotto, all’interno di un vecchio magazzino ristrutturato dove Maria e suo marito Daniele imbottigliano il loro vino. “Chiudiamo tutto il ciclo di produzione dalla raccolta all’imbottigliamento – continua la giovane imprenditrice -. Siamo una azienda piccola e lavoriamo in una zona in cui non ci sono tante aziende, come nel marsalese.

 

Vogliamo però crescere e riuscire a produrre almeno 20mila bottiglie”. E così con una laurea in Scienze della comunicazione in mano, Maria, crisi economica permettendo, coltiva l’amore per la terra tramandato dalla famiglia che possedeva una azienda agrumaria. Realizzando un vino che ha il profumo del mare, dei misteri di Tindari e di giovani che ancora credono nella Sicilia.

 

 

( Fonte Ansa )