Ho avuto occasione, durante la mia recente partecipazione all anteprima del Chianti Rfina, di visitare una azienda di medie/grandi dimensioni dellarea, posta proprio sopra il centro abitato di Rfina, st scrivendo dellazienda :
FATTORIE DI GALIGA E VETRICE
Via Trieste, 30 – 50068 – Rufina – Firenze
Tel. 055.8397008 – 8396009
Fax 055.8399041
Un po di storia
( liberamente tratto dal sito aziendale )
Grati coltivano e producono vino e olio a Rufina da cinque generazioni.
La cinquecentesca villa di Vetrice si sviluppata intorno a un’antica torre di avvistamento del XIII secolo.
La tradizione continua e gli attuali discendenti non scendono pi a Firenze con il carro trainato dai maestosi buoi bianchi per consegnare i propri fiaschi ai clienti cittadini.
Adesso li attendono nella sala di degustazione della fattoria.
Fanno parte del complesso la vinsantaia, gli edifici rurali e la cappella privata di famiglia. Un’ospitalit dal sapore genuino come la consuetudine all’accoglienza.
Pochi chilometri ad est di Firenze, fra pievi romaniche, case torri dell’undicesimo secolo, priorie, castelli medievali con cantine sotterranee, antichi fortilizi trasformati nel corso dei secoli in amene residenze di campagna, sfarzose ville cinquecentesche e borghi seducenti si estende, in mezzo a vigneti circondati da boschi di cipressi, a oliveti che punteggiano e ingentiliscono il paesaggio collinare, il territorio del Chianti Rufina Docg. Un Chianti giovane ma con tanta tradizione: gi nel 1716 il Granduca Cosimo III de’ Medici ne delimitava la zona di produzione fra le quattro pi pregiate della Toscana, perch “solo dalle alte colline di Rufina proveniva un rosso longevo, corposo e aristocratico”.
Sono di propriet dei fratelli Grati e occupano un territorio di 562 ettari di terreno, di cui cento a vigneto specializzato, sulle colline fra Pontassieve e Rufina. Il legame della famiglia con la propria terra ha radici profonde, tali da farli intervenire anche sull’assetto morfologico del territorio con la creazione di due laghi: Galiga e Vetrice appunto. Alternati alle viti, dodicimila piante di ulivo, il paesaggio quanto di pi toscano: sui crinali svettano i cipressi. I terreni sono fertili e argillosi, ben esposti al levar del sole e godono di un clima asciutto e ventilato. I vitigni tipici coltivati sono il Sangiovese, il Canaiolo e il Colorino. Insieme ad essi Malvasia, Trebbiano, Cabernet e Merlot.
La famiglia Grati ha avviato un programma di recupero, con conservazione in campo di numerose cloni di sangiovese coltivati fin da tempi antichi nella zona della Rfina, di concerto con lUniversit di Firenze, e tra alcuni mesi ve ne dar ampio e circostanziato dettaglio. Onore al merito.
DEGUSTAZIONE
Lo scorso anno ho avuto modo di degustare alcuni prodotti di questa bella realt della Rfina, e cosi ne avevo scritto al link:
https://www.winetaste.it/ita/anteprima.php?id=3038
ma in questa occasione vi voglio scrivere, cari amici lettori, di un vin santo annata 1990, che mi stato gentilmente fatto degustare in azienda, direttamente dai titolari. Ho visitato la vinsantaia, creata dal nonno dellattuale titolare, dove le uve vengono appese a delle canne, in verticale, fino allappassimento ( vedi foto )
Il Vin Santo di Caratello viene fatto solo nelle annate migliori: le uve scelte (Trebbiano, Malvasia e Sangiovese) rimangono appese nell’appassitoio dalla vendemmia a dicembre. Il Vin Santo riposa nei caratelli per un minimo di sei anni fino a un massimo di dieci dopodich viene imbottigliato.
Caratteristiche organolettiche:
colore ambrato; profumo molto intenso e persistente, speziato, pi o meno secco secondo l’annata.
Abbinamenti:
con dolci e biscotti. Servito fresco un ottimo aperitivo e si accompagna bene ai formaggi stagionati.
NOTE DI DEGUSTAZIONE
Vin Santo Villa di Vetrice-Grati- 1990- gr. 16
Al colore di un giallo ambrato, luminoso di grande impatto visivo; scende denso nel bicchiere e da subito sprigiona intensi profumi, che con il passare dei minuti cambiano, mutano ed evolvono : etereo inizialmente, poi fichi secchi, uva sultanina, spezie, noce moscata, scorza di cedro essiccata, un grande ventaglio olfattivo e non si smetterebbe piu di odorare, piacevoli note di ossidazione; in bocca entra caldo, morbido, ritornano le note agrumate intercettate al naso, di spessore, denso tra lingua e palato, lunghissima la Pai finale, che sembra non finire mai. Ogni sorso, lasciati passare pochi minuti, diverso dal precedente ed allora la voglia di centellinarlo si fa grande. Un vino con ben 18 anni sulle spalle, ma sembra ancora un bambino. Un vino dolce/non dolce, calibrato il residuo zuccherino, che lo rende accattivante, piacevole ma mai stucchevole. Un vino che personalmente consiglio da meditazione , sorseggiato lentamente ed a piccoli sorsi, ma non azzardato provare un accostamento a formaggi erborinati ed a pasta dura.
Un grande prodotto della piu alta e vera tradizione toscana, e fiorentina in particolare, vinificato secondo i canoni di tanti anni fa, dove le botticelle vengono lasciate leggermente scolme , poi tappate per decenni e lasciato riposare in una soffitta buia ed umida.
Un vino da classificare eccellente, in base alla legenda di cui sotto.
Alla nostra salute, cari amici lettori, con il magnifico Vin Santo della fattoria Vetrice della Famiglia Grati, in quel di Rfina.
0-60 | scadente o difettoso |
61-70 | passabile o corretto |
71-75 | medio e senza pretese |
76-80 | piacevole o franco |
81-85 | buono |
86-90 | molto buono/ ottimo |
91-95 | eccellente |
96-100 | Top Wine |

















