IL VINO ITALIANO NON AVANZA SUL WEB: CRESCE IL GAP CON GLI ALTRI AMBASCIATORI DEL MADE IN ITALY – MODA, AUTO E DESIGN. AL VERTICE DI CANTINE IN WEB N. 8 DI WINENEWS, SANTA MARGHERITA, DONNAFUGATA, PLANETA, TASCA DALMERITA E DUCA DI SALAPARUTA
Se nel 2007 qualche debole passo in avanti cera stato, il 2008 non ha portato particolari, e auspicabili, progressi al mondo del vino italiano sul web, che rimane molto indietro sotto questo aspetto rispetto agli altri grandi ambasciatori del made in Italy nel mondo, come automobili, design e moda. Fatta eccezione per una ristrettissima elite che continua a investire su uno strumento che ormai nel mondo raggiunge più di 1,5 miliardi di utenti, infatti, la grandissima maggioranza delle aziende vitivinicole italiane continua a vedere la rete come uno strumento accessorio, se non trascurabile, per comunicare i propri prodotti, il proprio marchio, per fare marketing e business.
A questa inversione di tendenza sono dovute le poche new-entry nella classifica Cantine in Web (edizione n. 8), realizzata da www.winenews.it, uno dei siti di riferimento del mondo del vino italiano, che, con un monitoraggio unico nel nostro Paese, analizza ogni anno oltre 2.500 siti per tracciare lo stato dellarte delle aziende vinicole italiane.
Queste le prime 12 posizioni: in testa svetta il sito di Santa Margherita (www.santamargherita.it), seguito da Donnafugata (www.donnafugata.it) e Planeta (www.planeta.it); quindi, Tasca dAlmerita (www.tascadalmerita.it ); ed ancora, al quinto posto, il gruppo Duca di Salaparuta-Vini Corvo-Cantine Florio (www.duca.it – www.vinicorvo.it – www.cantineflorio.it, tutti di proprietà della Illva di Saronno); al sesto e al settimo posto, le prime due nuove entrate, rispettivamente San Leonardo (www.sanleonardo.it) e Alessandro di Camporeale (www.alessandrodicamporeale.it); ottava e nona posizione per i friulani Gravner (www.gravner.it) e Bastianich (www.bastianich.com); decima piazza per Caprai (www.arnaldocaprai.it), seguita da Feudi di San Gregorio (www.feudi.it) e dalla Tenuta dellOrnellaia (www.ornellaia.it). Complessivamente, però, non si registrano particolari miglioramenti nel panorama italiano: nessuna sensibile variazione nelle-commerce, fermo al 5% delle aziende (mentre complessivamente il volume di affari in Italia nei vari settori è cresciuto del 20% nel 2008); molte sezioni dedicate ai video, cresciute nel 2008, non hanno registrato una crescita nei contenuti, né quantitativamente né qualitativamente. In generale, molti portali sono ancora semplici siti vetrina, dalla grafica spesso poco accattivante, e con tecnologie che potevano essere adeguate 4-5 anni fa (uneternità nellinformatica), ma che oggi sono ormai superate. Situazione leggermente migliore, invece, per la diffusione di blog e newsletter. Una panoramica poco confortante e difficilmente spiegabile, se si considera che solo in Italia, nel 2008, gli utenti di Internet sono cresciuti del 162,9%, sfiorando i 35 milioni, quasi il 60% della popolazione.
Il web cresce in tutto il mondo, ma il vino italiano non sembra accorgersene …
Prenotare un ristorante, sapere cosa cè al cinema, conoscere fatti e notizie in tempo reale, ritrovare vecchi amici, condurre campagne elettorali (Barak Obama docet), comprare il biglietto di un treno, guardare il meteo, cercare la recensione di un vino.
Semplici esempi per dire quanto ormai Internet sia entrato nella vita sociale ed economica delle persone, con sistemi di accesso sempre più veloci e mobile che rendono il web uno strumento potenzialmente efficacissimo per comunicare e commercializzare i propri prodotti. Ma se alcune grandi eccellenze del made in Italy, come arredamento, automobili e moda, ne hanno ormai consapevolezza e hanno aumentato gli investimenti e le iniziative sul web, il mondo del vino, che a buon diritto ha il suo posto tra gli alfieri della qualità italiana nel mondo, sembra ancora non comprendere appieno, se non addirittura snobbare, le potenzialità offerte dalla rete. Secondo i dati dellInternet Word Stats (www.internetworldstats.com/stats.htm), aggiornati a giugno 2008, sono oltre 1,5 miliardi gli utenti della Rete in tutto il mondo, e nelle prime 11 posizioni per percentuale di utenti su scala mondiale, con lItalia che occupa posizione n°10 con il 2,4% del totale, si trovano Paesi che sono strategici o che lo stanno diventando per il mercato del vino italiano: Cina, Stati Uniti, Giappone, India, Germania, Brasile, Regno Unito, Francia, Corea del Sud e Russia.
Gigantesca, dunque, la potenziale platea che unazienda può raggiungere, per di più con un investimento misurato, tramite il sito internet, che gli consente di essere visibile in ogni istante e in ogni parte del mondo.
Secondo gli ultimi dati Nielsen Media Research sugli investimenti pubblicitari in Italia, riferiti al periodo gennaio-febbraio, se non cè variazione sul totale nel 2008 sul 2007, Internet continua a crescere, facendo segnate un 18,9%, a fronte di un calo della carta stampata del -4,5%. E ancora, secondo unindagine americana di Ms&L e Pr Week sulle strategie dei marchi, il 75% dei top manager di colossi mondiali dei settori più diversi, dalla Coca Cola a Ikea, da Philips a Sony, si dicono pronti a investire in comunicazione e attività on line.
Un altro aspetto che testimonia le potenzialità economiche di Internet è la crescita delle-commerce: secondo il sito specializzato punto-informatico.it, negli Stati Uniti il fatturato del commercio elettronico del 2008 si aggira intorno ai 270 miliardi di dollari, mentre nellUnione Europea si parla di 170 milioni di euro.
Secondo i dati dellOsservatorio sulle-commerce b2c, in Italia il 2008 ha fatto segnare una crescita del 20% sul 2007, arrivando a 6 miliardi di euro. E guardando allItalia, fanno riflettere i dati sui diversi settori merceologici: la moda, con 250 milioni di euro, fa segnare un 43% sul 2007. Ma ancora più impressionante è il dato del turismo: 3,4 miliardi, oltre il 50% del fatturato totale italiano. E visto che proprio lenogastronomia è uno dei motivi di maggiore attrazione turistica, non si capisce perché il mondo del vino, nel suo complesso, investa così poco in questo strumento, che sicuramente non è la panacea di tutti i mali, ma ha indiscutibili margini di crescita.

















