Al Centro di Documentazione per la Viticoltura e lEnologia che ha sede presso la Cantina Sociale di Ricaldone (AL), venerd 8 giugno, stata ricordata la figura dellenologo Renato Ratti (1934-1988), storico direttore del Consorzio di Tutela dellAsti e produttore di prestigiosi vini di Langa. La giornata ha riunito tanti illustri protagonisti del mondo del vino piemontese che hanno visto in Ratti una persona carismatica, di valore, con grandi capacit tecniche e imprenditoriali.
Renato Ratti, persona che ha capito cos bene il vino e che per il vino ha lavorato tanto, con amore appassionato, ma anche con razionalit e discernimento. Il suo percorso biografico stato breve, mancato infatti quando stava per compiere 54 anni, ma ha vissuto intensamente. Era nato il 23 ottobre 1934 a Villafalletto, dove suo padre faceva il veterinario. Avendo amato fin da piccolo laria delle colline, delle vigne e del vino si iscrisse alla Scuola Enologica di Alba, dove si diplom nel 1953.
La sua prima importante esperienza di lavoro inizi prestissimo, a 21 anni, quando la Cinzano gli affid un incarico in Brasile, nellambito della produzione di vini per vermouth e aperitivi. Vicino allo stabilimento che la Cinzano possedeva a Recife, nel Pernambuco, sebbene la regione fosse siccitosa, prov limpianto di vigneti e fece realizzare una rete idrica di canali per portare lacqua dal Rio San Francisco nellarea dei nuovi vigneti. La sua esperienza brasiliana dur dieci anni.
Nel 1965 torn definitivamente in Italia, con il desiderio di produrre un suo vino importante, in un luogo importante.
Cominci cos lesperienza della produzione del Barolo a La Morra. Qui nella frazione dellAnnunziata, avvi la sua cantina e prese in affitto unantica abbazia dove, nel corso degli anni, raccolse oggetti, strumenti e documenti e arriv a formare un caratteristico museo del vino di Langa.
Nel 1973 fu tra i fondatori dellAlbeisa, Unione dei produttori Vini Albesi.
Nel 1976 si apr per lui unaltra grande avventura professionale: la direzione del Consorzio di Tutela dellAsti.
In questa veste stato protagonista di tante battaglie e di molte tappe che hanno segnato la storia dellAsti spumante, del Moscato e del Consorzio.
Renato Ratti, molto attento agli aspetti culturali, alla promozione, alla divulgazione, stato autore di libri, di articoli sui giornali specializzati del settore enologico, ha tenuto corsi sul vino in Italia e allestero, ha collaborato spesso con lIstituto Italiano per il Commercio Estero. La sua intensa attivit si fermata il 23 settembre 1988, quando si spento nella sua casa dellAnnunziata.
A raccontare il significato umano e professionale di tanti momenti importanti sono stati invitati alcuni suoi amici di sempre, persone che lhanno conosciuto da vicino e hanno tante volte potuto apprezzare il suo impegno. Il cav. Ezio Rivella, compagno di banco di Renato Ratti alla Scuola Enologica di Alba, ha portato alcune lettere di una fitta corrispondenza che Ratti aveva intrattenuto con lui dal Brasile. Oltre alle osservazioni sul successo della sua attivit, che in tre anni aveva portato a triplicare il numero di bottiglie prodotte, Rivella ha ricordato le sue doti di osservatore della realt internazionale e di come da uomo pragmatico fosse sensibile non solo alla produzione del vino, ma sentisse tutta limportanza di accompagnare la qualit del prodotto con adeguati interventi sul commercio.
Il dott. Ezio Pelissetti, direttore del Consorzio dellAsti, ha parlato delle attivit del suo storico predecessore in seno al consorzio, dallimportante ruolo svolto nellattuazione dellAccordo Interprofessionale che, unico in Italia, regolava il rapporto fra i diversi operatori della filiera del Moscato e dellAsti, alla pesatura del Moscato, allattualit delle sue intuizioni sulla commercializzazione dellAsti e la valorizzazione del suo marchio.
Il dott. Elio Archimede, autorit nel settore della comunicazione del vino piemontese, ha ricordato Ratti per la sua sensibilit al collegamento fra vino e cultura e la sua volont di creare un sistema di pubblicazioni dedicate a far conoscere il vino piemontese.
Toccante e appassionato stato Iintervento di un grande amico di Ratti, lenologo Gigi Rosso, celebre barolista, che gli fu sempre molto vicino, dallinizio della sua attivit in Langa fino a quando gli offr un cestino di dolcissimi grappoli di Moscato, pochi giorni prima della sua morte.
A conclusione del convegno, il presidente della cantina di Ricaldone, Franco Zoccola e il direttore dellOICCE, Pierstefano Berta, hanno premiato i laureati che hanno messo a disposizione del Centro di Documentazione una copia della loro tesi su temi di Viticoltura ed Enologia.
( Fonte Focuswine )


















