A due giorni di distanza dall’operazione Non solo vino, coordinata dalla Procura della Repubblica di Caltagirone, che ha condotto la guardia di finanza all’arresto di undici persone accusate di aver immesso sul mercato quasi 300 mila ettolitri di vino prodotto con sostanze diverse dal mosto d’uva, ( leggi al link : https://www.winetaste.it/ita/anteprima.php?id=6911 )
le manette sono nuovamente scattate per alcuni protagonisti del mercato siciliano del vino. Le fiamme gialle di Gela, nell’ambito dell’indagine In vino veritas, infatti, hanno fermato sette imprenditori accusati di truffa ai danni dell’Unione Europea. Alcuni di questi erano gi stati raggiunti dai provvedimenti emessi nel corso dell’indagine Non solo vino. Fra questi, l’imprenditore gelese Salvatore Nicastro che proprio ieri stato interrogato dal gip di Caltagiorne Salvatore Aquilino a seguito del blitz di due giorni fa. Stando ai magistrati della procura di Gela che hanno intessuto questa seconda inchiesta, proprio Salvatore Nicastro sarebbe stato il capo di un gruppo di imprenditori in grado di frodare l’Unione Europea ottenendo contribuiti per oltre un milione di euro. Il gelese, attraverso la sua impresa, infatti, avrebbe messo in circolazione almeno 1.600 documenti di accompagnamento vitivinicolo, necessari per giustificare inesistenti operazioni di vendita e far ottenere, in questo modo, ad un’azienda di Marsala e a una cantina di Mazzarrone notevoli vantaggi fiscali. Stando all’esito dell’inchiesta, Salvatore Nicastro avrebbe emesso fatture false per oltre 7 milioni di euro. L’azienda di Gela sarebbe stata una grande cartiera pronta a sostenere le richieste provenienti da imprenditori compiacenti nel periodo ricompreso fra il 2006 e il 2008. I militari della guardia di finanza, inoltre, hanno scoperto oltre 500 mila euro di iva evasa e il mancato versamento di 2 milioni di euro relativi alle imposte sui redditi. I provvedimenti restrittivi sono stati notificati anche ad altri sette imprenditori di Marsala, Canicatt, Mazzarrone e Palma di Montechiaro. Salvatore Nicastro, proprio per evitare i controlli, si sarebbe servito di falsi timbri comunali e di dati anagrafici di ignari agricoltori, alcuni dei quali gi deceduti. Gli investigatori sono riusciti a sequestrare anche beni immobili per quasi 4 milioni di euro. Le inchieste Non solo vino e In vino veritas, in appena quarantotto ore, hanno fatto luce sugli affari che si annidano fra le coltivazioni di uva e il mercato del vino. ( Fonte Siciliainformazioni )

















