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In un vino l’eredità di Filippo Corsini, scomparso a 21 anni a Londra

Un Sangiovese al 100 per 100, “Fico”, prima vendemmia nel 2015: è il progetto al quale aveva lavorato prima della sua morte il giovane principe vittima di un incidente nella capitale inglese

 

 

Il nome glielo ha suggerito un vecchio albero di fico che segna il confine della vigna delle Gugliaie. Ma Fico, il vino-testamento lasciato da Filippo Corsini, scomparso a soli 21 anni per un incidente a Londra,091759027-b32d37d4-6d1d-491c-832c-33af6efe2e39

è anche l’acronimo del suo nome. Anzi, è qualcosa di più. “Fico è il ritratto del suo nobile autore. Fico è un dono del futuro”, ha spiegato Duccio Corsini. Un progetto a cui Filippo ha lavorato oltre un anno, e che oggi è diventato realtà. Il 2015 è l’anno della prima vendemmia. Cento per cento Sangiovese, solo 280 bottiglie numerate e certificate organiche, questo vino è il domani dell’azienda Principe Corsini. “Da anni ci siamo convertiti al biologico – ha detto ancora Duccio Corsini – ma la visione di Filippo rappresenta un lascito prezioso, è la filosofia produttiva per il nostro futuro”.

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Un vino che ha dentro il sorriso di un ragazzo che aveva tracciato il suo orizzonte rispettando la tradizione e la storia di famiglia. Dopo il diploma Filippo si era preso un anno sabbatico per mettere a punto l’idea di produrre un vino che fosse in perfetta armonia con l’ambiente. E aveva viaggiato. Prima a Buenos Aires, nella distilleria dei fratelli Branca dove, spiegava Filippo sul suo sito Internet “ho imparato i segreti del marketing e cosa c’è dietro la promozione di un brand”. Poi in Patagonia, nella cantina Bodega Chacra del cugino Piero Incisa della Rocchetta “dove ho imparato come sperimentare, creare ed essere originale con le uve, e quali risultati si possono raggiungere attraverso una profonda conoscenza dei vini”. Infine a New York, nel ristorante Enoteca Babbo di Mario Batali “a cui sarò sempre grato per avermi fatto lavorare in tutti settori, anche lavare i piatti”.

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Con questo bagaglio di esperienze, e le idee più chiare Filippo è tornato a Villa Le Corti e ha messo a punto con il padre Duccio il suo nuovo progetto. “Sono pronto per un’altra avventura, questa volta con mio padre – scriveva ancora Filippo – Passare un anno fuori casa a lavorare, imparare e guardare mi ha aiutato a capire meglio cosa fa la mia famiglia da generazioni, che è produrre vino. Sono contento di essere a casa e sono pronto a iniziare qualcosa di mio con la mia famiglia”.

 

L’ultima tappa del suo viaggio, però, Filippo l’ha fatta al Castello di Reschio, in Umbria, ospite della zia Nencia Corsini e dello zio Benedikt Bolza. Ed è proprio Nencia, insieme alla sorella Fiona, a disegnare per Filippo l’etichetta di Fico che ritrae appunto quell’albero nella vigna delle Gigliaie da cui è partito tutto. “Lasciare un segno. Questo è il compito non detto ma sempre presente nella nostra famiglia – ha detto ancora Duccio Corsini – Il vino è uno dei mezzi con cui ci impegniamo e amiamo farlo e Filippo ha fatto molto di più. Con i suoi 21 anni, la sua curiosità ed il suo entusiasmo ha illuminato a giorno la strada già ben tracciata dando vita a qualcosa di nuovo, un progetto che porteremo avanti perché è la strada giusta da seguire”.

 

 

 

( Fonte Repubblica )