Italia, primato del vino ma calano i consumi

Il nostro Paese si conferma come il principale produttore al mondo con 44,9 milioni di ettolitri e un valore stimato di 9,1 miliardi di euro. Ma gli italiani bevono sempre meno: penalizzati sopratutto i rossi e i “fermi”.

 

 

 

 

L’Italia si conferma anche nel 2013 il principale produttore di vino al mondo con 44,9 milioni di ettolitri contro i 44,1 milioni della Francia e i 40 della Spagna.

 

La produzione italiana dello scorso anno è salita rispetto ai 43,8 milioni di ettolitri del 2012, pari al 17 per cento del totale mondiale e al 30 per cento della Ue: il valore della produzione nostrana è stimato a 9,1 miliardi di euro. Le giacenze di produzione di fine campagna nel 2013 ha toccato i 21,6 milioni di ettolitri, mentre per i mosti è stata di 984 mila ettolitri.

Di tutt’altro segno i consumi di vino, che nel 2013 sono ancora in calo; anzi, la situazione pare essere ulteriormente peggiorata rispetto allo scorso anno, almeno nella grande distribuzione organizzata. Se nel 2012 la contrazione era stata del 3,6 per cento, l’anno scorso è arrivata al 6,5 per cento, penalizzando in particolare i vini rossi e quelli fermi. Sono cresciute, invece, le vendite a valore, salite del 3,1 per cento per effetto dell’aumento dei prezzi (+10,2 per cento).

 

In Italia si consumano meno di 40 litri di vino a testa all’anno. Nel 2012 le famiglie italiane hanno speso 12 euro al mese per comprare vino, il 2,5 per cento della spesa per alimentari di 468 euro e lo 0,48 per cento della spesa totale mensile di 2.419 euro.

Complessivamente, il settore enologico genera un fatturato annuo di 12 miliardi di euro, dà lavoro a 1,2 milioni di addetti, con una crescita del 50 per cento negli ultimi dieci anni, occupati in circa 450 mila aziende.

 

Il canale di vendita più utilizzato è la grande distribuzione, con il 42 per cento del totale. Nel 2013 la grande distribuzione organizzata ha venduto 517 milioni di litri di vino confezionato per un valore di 1 milione e mezzo di euro (+6,5 per cento rispetto al 2012).

 

 

 

( Fonte La Repubblica )