Questo il testo integrale di un mio intervento su di un forum vinicolo, sull Ais che vorrei, e di seguito la risposta del V. Presidente nazionale Antonello Maietta, persona di grande equilibrio e capacit.
Buona lettura
Roberto Gatti
Intervento di Roberto Gatti
Credo che noi tutti appassionati di vino, dobbiamo molto a Mamma Ais, tra le piu’ prestigiose, le piu’ qualificate Associazioni del vino oggi operanti in Italia. Non dimentichiamoci poi, che molte iniziative e manifestazioni del settore enogastronomico vengono concretizzate grazie all’impegno di tante persone che, nell’ombra e nell’anonimato, impiegano il loro tempo per le buone riuscite delle stesse. Da non sottovalutare i corsi AIS, che ogni volta che me ne capita l’occasione, consiglio vivamente a chi si vuole avvicinare in maniera seria a questo mondo del vino. Poi come ogni medaglia anche l’ Ais ha il suo rovescio :
affari, business ( e la vicenda Bibenda a testimonianza ), gente che rimane ed opera nell’associazione solo per i propri fini e scopi personali, traendone molto spesso ingiusti guadagni. Ma questo fa parte del mondo in cui viviamo, ” pecunia non olet “, ed allora sentiamo persone fare certi ragionamenti perch con l’ Ais ci campano, e non danno spazio ai giovani per entrare nei piani alti della dirigenza. Ma per questo non dobbiamo buttare a mare il tutto, anzi dall’interno che bisogna battere i pugni sui tavoli, farsi sentire energicamente in ogni delegazione italiana, senza la paura di essere cacciati o censurati. In fondo non una libera associazione che vive del contributo volontario di ogni singolo associato ?
Se si’ ogni singolo associato dovrebbe avere la possibilit di esprimere un voto in tutta libert ed autonomia, poi alla fine si contano i voti….almeno cosi’ dovrebbe essere dove vige la democrazia.
Appena sentir aria nuova, un vento di libert e di democrazia, non esiter a rientrare a capofitto nellassociazione, mettendo tutta la mia esperienza e passione al servizio di tutti i soci e non.
salute
Roberto Gatti
Risposta del V. Presidente Nazionale dott. Antonello Maietta
Credo che Roberto Gatti, che persona di grande profilo, nel suo intervento molto equilibrato abbia toccato un problema che merita attenzione quando dice “non danno spazio ai giovani per entrare nei piani alti della dirigenza” . In effetti gli elementi di maggiore crescita della nostra Associazione sono nella fascia dai 25 ai 35 anni, quindi un’Ass.ne che suscita interesse in quella fascia. Per contro non c’ un ricambio adeguato negli organi dirigenti, tanto a livello regionale quanto a livello centrale e la dice lunga il fatto che prima dell’ingresso di Catia Soardi in GEN ero io il consigliere pi giovane, che ho 47 anni e proprio giovane non sono ! E questo, credetemi, un problema che assilla anche noi. Dobbiamo lavorare in quella direzione creando le condizioni per l’ingresso di persone giovani e dinamiche nelle varie “stanze dei bottoni”. Questo non vuol dire fare una rivoluzione ma sfruttare al meglio il contributo che ciascuna generazione in grado di esprimere. Ci stiamo lavorando ma non facile per chi giovane ed inserito organicamente nel mondo del lavoro (magari da dipendente) trovare tempo sufficiente da dedicare ad un’impegno che, voglio ricordarlo anche se susciter qualche ilarit, non remunerato.
Io se vi far piacere continuer a seguire questo forum per dare delle risposte di carattere associativo, con il rischio di annoiare chi AIS non , con il semplice scopo di dare informazione e magari comunicare pi direttamente e pi efficacemente alcune scelte intraprese. Visto che la comunicazione efficace un’altro dei problemi di cui soffre questa nostra Ass.ne (ma ne siamo consapevoli ! anche se esserne consapevoli non mitiga il disagio).
A coratina che chiede “mi dite di ha diritto di voto alle elezioni ais della propria regione?” Rispondo: tutti i Sommelier e Sommelier professionisti in regola con la quota associativa al 30 Aprile.
Un abbraccio, Antonello Maietta
















