Mi piange il cuore dovere pubblicare queste notizie, ero indeciso se farlo o no, ma il dovere di informazione bella o brutta che sia, mi impone di farlo. Cosi come ieri, in assoluta anteprima, ho pubblicato la notizia della truffa del Chianti, oggi Vi porto a conoscenza dellennesima truffa questa volta dei panettoni . Sono sconcertato e schifato da tutto questo, ma in che paese stiamo vivendo ?
Ieri ho assistito in TV allo show del Presidente del Consiglio, che in ambito europeo ha letteralmente sputtanato il nostro paese, ma non la conosce la regola che i panni sporchi si lavano in famiglia ??
Poi arrivano queste truffe sui vini del Chianti che invece di usare vini provenienti da uve coltivate in Toscana, e solo nelle zone dorigine, sembra siano stati miscelati con vini di altre regioni, perch un conto sono le chiacchiere dei sentito dire dei sembra che mi hanno detto che , ma qui ci sono sequestri ed indagini in corso.
Altroch Brunellopoli, dove sembrava che alcune aziende avessero aggiunto al Brunello un 5/10% di altre uve coltivate sempre a Montalcino, qui in Chianti invece si tratterebbe, se lindagine in corso lo confermer, di cose ben piu gravi, di cisterne che da altre regioni italiane ( leggasi Sud d Italia ) andavano a fortificare i chianti dei truffaldini, altroch solo sangiovese !
Mi dispiace molto, Ve lo dico in tutta onest, perch in questo modo si corre il rischio di fare di ogni erba un fascio e distruggere una o piu denominazioni, mentre sarebbe urgente e necessario conoscere immediatamente i nomi delle aziende coinvolte, o almeno una volta accertata la loro effettiva partecipazione allillecito.
Da questo sito non mancher di tenerVi aggiornati con tanto di nomi e cognomi, di chi ha truffato NOI consumatori prima, ed addetti ai lavori poi.
Che Dio ci assista.
Roberto Gatti
11-12-2009
Quei panettoni camuffati CONTROLLI NAS. Prodotti industriali spacciati per artigianali e venduti a prezzo quadruplicato. Pasticceri nei guai
E a Chiari la Finanza di Siena denuncia grossista di vini: quel Chianti Docg in bottiglia era un vino normalissimo.
Si presentano bene. Racchiusi in un semplice incarto trasparente con tanto di fiocco o, pomposamente, con carta colorata e etichetta della pasticceria. Si tratta di un pacco alla bresciana. Un panettone o un pandoro che, prodotti a prezzo contenutissimo, si trasformano per incanto in dolci artigianali o di pasticceria. Cambiano soltanto l’incarto e il prezzo, che in alcuni casi lievita di almeno quattro volte. Non sono mancati panettoni acquistati per due euro e rivenduti a 20-25 dall’abile fornaio o pasticciere.
LA FRODE del panettone, venuta alla luce gi alcuni anni fa e ieri smascherata dai carabinieri del Nas di Brescia ispezionando pasticcerie della citt, ma anche le fornerie di quartiere. A fianco di pasticceri onesti ci sono i furbi che sotto Natale voglio far soldi senza impastare. Acquistano, incartano e rincarano. Nel dicembre del 2005 i Nas denunciarono per frode cinque pasticceri e sequestrarono un migliaio di panettoni.
Dopo una tregua di alcuni anni, il fenomeno si ripresenta. Abbiamo constatato quest’anno un aumento dei furbi. In un paio di pasticcerie della citt abbiamo sequestrato centinaia di panettoni che di artigianale non avevano nulla. Abbiamo denunciato i titolari, afferma il luogotenente Giuseppe Scaletta, che comanda il Nas di Brescia. Panettoni apparentemente simili a quelli artigianali, ma lievitati soprattutto nel prezzo.
I controlli, che spesso nascono da segnalazioni dei cittadini, proseguiranno nelle prossime settimane in citt, come in molti paesi del Bresciano. Nessun riferimento su chi siano i furbetti. E dopo i dolci, il vino di gran pregio.
IL FALSO CHIANTI. Ha interessato anche un’azienda vinicola di Chiari, con denuncia del responsabile, il maxi sequestro di Chianti Docg e Igt toscano effettuato dalla Guardia di finanza di Siena.
Vini normali venduti per vini di origine controllata: anche in questo caso, come per i panettoni, a crescere solo il prezzo.
Ben 42 le aziende coinvolte, con 17 indagati per associazione a delinquere e frode in commercio aggravata.
Alcuni venditori, come accertato dalle Fiamme gialle toscane, hanno acquistato sul mercato quantit di vino non rispondente al disciplinare (Igt o Docg). Vini di bassissima qualit imbottigliati, etichettati e rivenduti. Tra i falsi, scovate anche bottiglie con l’etichetta Brunello e Rosso di Montalcino. Venivano falsificati i registri di produzione, di vinificazione e utilizzate fatture fiscali. Numerosi i sequestri in Lombardia.
( Fonte Bresciaoggi )

















