L’antico Pollio e il Moscato di Siracusa

 


 


 


  


 


Vitigni autoctoni o tradizionali? Sicuramente vitigni e vini storici che affondano le loro origini nei meandri della storia. Una storia affascinante quella del Moscato di Siracusa, il cui recupero e rilancio dopo gli anni 70, si deve allimpegno di Antonino Pupillo, a cui va il plauso di aver ridato vita a uno tra i pi antichi vini della storia.


Grazie a una piccola pubblicazione, prodotta proprio dallazienda Pupillo qualche anno fa, oggi possiamo conoscere una storia antica e affascinante di uno dei vini meno conosciuti nellampio panorama nazionale.


 


Saverio Landolina Nava, storico ed enologo vissuto tra la fine del 700 e i primi dell800, scrisse infatti un piccolo trattato dove ritenne di identificare il Moscato di Siracusa con il celebre, nellantichit, vino Pollio siracusano, che si otteneva, secondo la tradizione, da uve odorose e soavi di una vite che il mitico re Pollio port con s dalla Tracia, sua regione dorigine. La lunga epistola al canonico Andrea Zucchini, con la quale lo storico Landolina, cerc di dimostrare che il Moscato di Siracusa, altro non era che il vino Pollio, ovvero il mitico Biblino, introdotto dallItalia a Siracusa da Pollis argivo, che fu tiranno della citt, un piccolo trattato di enologia e viticoltura.


 


Le analisi e le osservazioni di Landolina si fondano sulla conoscenza diretta, che lautore ebbe della prassi vinicola siracusana e sullutilizzo delle testimonianze storico-erudite, quasi tutte tratte dalla tradizione greco-latina: Omero, Pindaro, Teocrito, lAntologia Palatina, Pausania, Ateneo, Virgilio, Lucrezio, Catullo, Ovidio, Svetonio ecc.


Una dissertazione di oltre 80 pagine nelle quali Landolina si sofferma su pratiche enologiche tradizionali evidenziando strumenti enologici dellepoca e vitigni autoctoni, ancor oggi coltivati e altri dimenticati.


Plinio parl della vite Eugenia di Taormina scrive Landolina-  che fu trapiantata in Italia. Se ne ricavava vino eccellente. La vite Murgentia fu molto celebrata. Plinio scrisse: alcuni chiamano Murgenzia di Sicilia piuttosto che Pompeiana, trapiantata nel Vesuvio.


 


I Mamertini prodotti in Sicilia nei dintorni di Messina furono riconosciuti da Giulio Cesare come tra i migliori quattro vini nelle pubbliche cene. Anche Ateneo ce ne descrive i pregi: Il mamertino fuori dallItalia si produce e si fa in Sicilia, si chiama Jotalino. E soave, delicato e gagliardo. Dalle uve mamertine si ricavava un altro vino chiamato Postulano, descritto anche da Plinio insieme al Mamertino. Plino parl anche di un altro vino dolce (secondo il Landolina), lHaluntium, che si produceva nellomonima citt.


Ci preme sottolineare infine le conclusioni tratte dallo stesso Saverio Landolina Nava che scrive: Spero che dalli miei argomenti appoggiati allautorit delli Greci scrittori, resterete persuaso che il vino Pollio stato introdotto in Siracusa da un sovrano Siracusano, da cui prese il nome: che era lo stesso del vino Biblico: che non era debole, n aspro, n ingrato a bere, ma spiritoso, dolce e soave. Che li versi di Esiodo da me trascritti non sono stati finora interpretati secondo la mente del Poeta, uniforme alla descrizione di Omero, malamente tradotta da altri, li quali non sapevano larte di mettere a lievito le uve. Con tali ragioni ho potuto dimostrarvi che il Moscato siracusano lo stesso antico Pollio, perch ha le qualit medesime del vino Biblico; e si prepara tuttora a tenore delli precetti prescritti da Esiodo.


 


Il libretto Il vino Pollio siracusano edito da Editore Maura Marrone (Siracusa)


 


 


( Fonte Focuswine )


 


 


 


 


Il punto della situazione – Il parere dei produttori


 


 


 


Un Consorzio per il Moscato di Siracusa?


 


Il Moscato di Siracusa, senza dubbio alcuno, il vino pi antico dItalia le cui origini risalgono alla


colonizzazione della Sicilia dallantica Grecia. Tale vino, da sempre famoso in tutto il mondo, scomparve


quasi del tutto negli anni Cinquanta quando la citt di Siracusa sub linvasione dellIndustria Chimica che


stravolse completamente il tessuto sociale della provincia, strappando i contadini dalla campagna.


Nonostante la sua produzione sia oggi limitata a poche migliaia di bottiglie questa produzione riesce a


conquistare mercati importanti e grandi acquirenti.


Ad oggi nella zona di produzione prevista dal disciplinare, vale a dire lintero territorio del comune di


Siracusa, si contano otto aziende, anche con pochi ettari di vigneto, che producono per un mercato di


nicchia. Tante strategie diverse per conquistare il mercato, ma non una visione dinsieme da parte dei


produttori. Per far riconquistare a questo prodotto di straordinario fascino ed eleganza il posto che merita


nei mercati di qualit si sta paventando lidea di dar vita ad un Consorzio di produttori che dovrebbe


essere supportato dallAsca, il centro regionale di Analisi e servizi per la certificazione in Agricoltura.


Al momento per non tutti i produttori si trovano daccordo sulla costituzione della struttura consortile.


Per fare il punto della situazione sulla produzione e comprendere i riflessi che listituzione di


questorganismo potrebbe avere su questa produzione di nicchia abbiamo raccolto il parere di alcuni


produttori.


Per Sebastiano Gulino titolare delle cantine Gulino – azienda che produce 15mila bottiglie da 50 cl con un


vigneto di 4 ettari e che ha come mercati di riferimento lItalia e lEuropa e basa le sue strategie di


penetrazione sul mercato sulla rete di agenti di commercio, buyer e degustazioni mirate in ristoranti


rinomati federarsi in consorzio rappresenta una garanzia enologica per il Moscato di Siracusa Doc, in


quanto permetterebbe di apportare dei miglioramenti sia nella produzione degli uvaggi, sia nella


trasformazione in cantina. Il difetto di conoscenza, di questo vino antico, pieno di storia, accostato sin


ora ai comuni moscati prodotti in Italia, ha fortemente penalizzato la sua importanza. Adeguate operazioni


di marketing, ci permetterebbero di accostarlo ai grandi passiti, visto che il disciplinare della Doc permette


la passatura delle uve. Pertanto, avviare processi culturali, in tal senso, sarebbe una delle operazioni


prioritarie del Consorzio.


Convito della necessit di istituire un Consorzio anche Gaetano Blundo titolare dellazienda agricola


Blundo, quasi due ettari di vigneto per la produzione del Moscato di Siracusa, una produzione di 20.000


bottiglie da 50 cl., una strategia di penetrazione sui mercati basata sullassidua e personale


partecipazione alle pi importanti e qualificate manifestazioni, fiere e concorsi nazionali ed internazionali


accompagnata dalle personali e dettagliate descrizioni sulla particolarit ed unicit del prodotto, conclusa


sempre con la degustazione di rito. Delloperare in forma associata, consorziata afferma Gaetano


Blundo – ne sono stato e ne sono sempre convinto, anche se, il retaggio storico e la mentalit


conseguente nel nostro territorio testimonia esattamente il contrario. Il prossimo sempre colui che ti sta


fregando anche se non te ne accorgi, e poi limportante non che tu possa fare, ma che gli altri non


facciano! Con questa filosofia, in cui naturalmente non mi trovo affatto, parlando di aziende vitivinicole del


siracusano, ci ritroviamo otto aziende produttrici, con otto diverse cantine, con otto apparecchiature


diverse e con potenzialit ciascuna da coprire sicuramente e soddisfare, alla faccia delleconomia, il


fabbisogno di tutte. Con la speranza che ciascuno di noi, dopo aver battuto pesantemente la testa, abbia


compreso e pagato di tasca cosa significa operare allo stato brado, spero vivamente, ma ne dubito ancora


profondamente che si possa arrivare positivamente alla costituzione di un consorzio di produttori.


Daltronde i cambiamenti culturali hanno di bisogno, a meno di un miracolo, di lunghi periodi. Riprendere


lavventura del Moscato di Siracusa non stata cosa da poco in quanto si era quasi del tutto perduta parte


ogni professionalit sia dal punto di vista viticolo che vinicolo. Questo con grandi sacrifici ed impegno


stato superato con successo da parte di ciascuno di noi, ma quello che risulta insormontabile superare il


gap della commercializzazione del prodotto in quanto sono bastati 30 anni per far dimenticare 2400 anni


di presenza sui mercati. Purtroppo lessere visibili ha dei costi enormi che nessuno di noi, piccoli


produttori, si pu sognare di affrontare, mentre laccesso a finanziamenti per tali fini consentito solo ai


consorzi di aziende. Non credo che ci siano soluzioni alternative per promuovere la commercializzazione.


Consorziarsi trovando una formula per convivere nella diversit o aspettare la fata dai capelli turchini.


Per Fabio Catalano dellazienda agricola Monterosso Rosa – 1 ettaro di Moscato con una produzione di


circa 4000 bottiglie di Moscato di Siracusa DOC e circa 5000 bottiglie di bianco seco da uve di moscato


IGT il Consorzio la migliore cosa da fare, per poter far conoscere il prodotto. Il riflessi derivanti dalla


sua costituzione dice Fabio Catalano possono essere solo positivi. Il prodotto buono ed unico, solo


qui da noi si riesce ad avere un vino unico ed inimitabile. Temo per che troveremo difficolt nel


costituirlo, visto che nei passati incontri non tutti i produttori erano presenti.


Di parere contrario alla costituzione del consorzio il produttore Antonino Pupillo, una decina di migliaia le


bottiglie prodotte e 28 ettari di vigneto.


Penso dice Antonino Pupillo che il Consorzio abbia utilit pressoch nulla e pertanto in questa fase


non aderiremo. Di conseguenza altrettanto nulli riteniamo siano i riflessi per i produttori e per il prodotto.


 


REQUISITI DOC DEL MOSCATO DI NOTO


Zona di produzione:


il territorio dei comuni di Noto, Rosolini, Pachino e Avola, in provincia di Siracusa.


 


Vitigni:


Moscato bianco (denominato localmente Moscato giallo o Moscatella).


 


Resa massima per ha: 125 qli.


 


Resa massima di uva in vino: 65%.


 


Gradazione alcolica minima: 11,5%, di cui almeno l’8% svolto.


 


Acidita’ totale minima: 4,5 per mille.


 


Estratto secco netto minimo: 20 per mille.


 


Affinamento: nessuno.


 


Caratteristiche organolettiche:


colore dal giallo dorato tendente piu’ o meno all’ambrato; profumo caratteristico e fragrante di Moscato; sapore leggermente aromatico.


 


Qualificazioni: nessuna.


 


Abbinamenti:


frutta fresca, macedonie con crema, torte di frutta, dolci con ricotta.