L’assemblea dei produttori applaude la Barbera a DOCG







Lassemblea dei produttori applaude la Barbera a DOCG






La Barbera del Monferrato Superiore diventer un vino a denominazione di origine controllata e garantita. E la volont espressa dalla stragrande maggioranza dagli operatori economici nel corso della pubblica audizione dello scorso 12 dicembre al Castello di Marengo, alla presenza dei membri del comitato nazionale vini a DOC e dei funzionari del Ministero per le Risorse Agricole. Ora si dovr attendere lultimo passaggio in comitato nazionale e quindi la pubblicazione del relativo decreto ufficiale. La garantita contempla il controllo numerico dellimbottigliato attraverso una fascetta di stato numerata e fissa precisi vincoli produttivi. Solo i vini migliori, provenienti da vigneti di pregio e sottoposti ad un periodo di invecchiamento di almeno un anno di cui almeno sei mesi in botte, potranno fregiarsi della DOCG. E un punto di svolta per il Monferrato commenta Maurizio Gily, direttore dellenoteca di Vignale e consulente della Provincia, che ha collaborato in qualit di esperto con il Consorzio di Tutela vini dAsti e del Monferrato nella stesura del nuovo disciplinare e della relazione tecnica – che finalmente viene consacrato anche sul piano formale tra i grandi terroir viticoli del mondo. Infatti la prima volta che il nome Monferrato insieme al suo principale vitigno viene associato ad una vera denominazione di vertice. La commissione nazionale di degustazione che doveva convalidare i titoli dei nostri vini alla promozione a docg rimasta vivamente impressionata dalla qualit, dalla potenza e dalleleganza dei campioni degustati alla cieca, che coprivano le annate dal 2000 al 2005, tutti provenienti da aziende associate allEnoteca di Vignale. In seguito ai risultati dellanalisi chimica si anche deciso, in pubblica audizione, di elevare di due grammi litro lestratto secco minimo, da 23 a 25, essendo i campioni analizzati tutti intorno ai 30: questo significa anche che, con buona pace dei lodatori del tempo passato, i vini di oggi, grazie al progresso delle conoscenze tecniche, sono di qualit nettamente superiore a quelli di trenta anni fa, quando fu redatto il vecchio disciplinare.

Nella stessa giornata del 12 ad Asti unaltra pubblica audizione ha approvato il passaggio a DOCG per il Barbera dAsti. Spiega lassessore Davide Sandalo, uno dei pi convinti sostenitori della nuova DOCG Le due province, la camere di commercio, il consorzio di tutela, le organizzazioni hanno lavorato insieme, con grande impegno, per raggiungere questo risultato, recependo contributi da tutti. Ci sono voluti diversi aggiustamenti e qualche compromesso per poter raccogliere il vasto consenso necessario per unoperazione come questa, ma siamo oramai arrivati alla fine. Pur sapendo che il lavoro sulle denominazioni non basta da solo per affermare nel mondo i nostri vini si tratta di un ottimo punto di partenza. Soprattutto apparso chiaro conclude Gily – che il nostro territorio per crescere non ha certo bisogno di creare nuove frontiere, ma al contrario di creare e consolidare nuove alleanze. Il clima di collaborazione che oggi si creato con gli astigiani potr dare frutti molto importanti nei prossimi anni nella valorizzazione dei rispettivi territori.


( Fonte barbera.it )


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Buona lettura


Roberto Gatti