Le somiglianze fra il vino e la fanciulla della fiaba ci sono spiega sul suo sito perch entrambi hanno due sorelle pi vecchie e famose, che nel caso della Doc Orcia sono le due zone vinicole con cui confina: Montalcino, patria del Brunello, e Montepulciano, culla del Nobile.
Non tutti sanno, infatti, che la zona delle Crete Senesi che accompagna il corso dellOrcia fra morbide colline di straordinaria suggestione (il comprensorio Patrimonio dellUnesco), anche unottima terra da tartufi (bianchi della migliore qualit) ed unarea vitivinicola di pregio, ove il vitigno Sangiovese pu raggiungere, in considerazione della composizione del suolo, del clima e dellesposizione, risultati molto interessanti, dando origine a vini che hanno una spiccata identit e caratteristiche diverse da quelle che lo stesso vitigno conferisce al Brunello (a Montalcino) o al Nobile (a Montepulciano).
Giovane (data dal 2000) e piccola (400 ettari iscritti, sparsi in 13 comuni) lOrcia sta emergendo come una delle denominazioni pi vivaci. Lazione del Consorzio, che raggruppa 39 aziende ed presieduto da una produttrice dinamica ed entusiasta, Donella Vannetti, ha compiuto, soprattutto nel caso del Rosso (la denominazione prevede anche un Bianco e un Vin Santo), notevoli passi avanti sul piano della qualit.
Lo si visto in occasione della manifestazione Divin Orcia, svoltasi a San Giovanni dAsso, nel cuore delle Crete Senesi, evento che, con la presentazione delle annate 2006-2007, ha inaugurato la sequenza delle anteprime dei vini toscani che culminer a fine-febbraio con la settimana dedicata a Vernaccia, Chianti Classico, Nobile di Montepulciano e Brunello di Montalcino.
Il banco dassaggio si svolto nelle cantine del Castello di San Giovanni dAsso, in contemporanea con la Mostra del Tartufo bianco delle Crete Senesi, prodotto – non inferiore per profumi e sapore al Tartufo di Alba – che viene venduto direttamente dai cercatori nei negozi dellAssociazione Tartufai Senesi a un prezzo decisamente concorrenziale rispetto alle piazze piemontesi (si va dai 140 euro delle pezzature piccole ai 180 delle medie fino ai 220 delle pezzature pi grandi, contro i 200-350 dei tartufi acquistabili nelle Langhe).
Tornando allOrcia, allanteprima hanno partecipato, con i loro vini e il loro olio nuovo, 16 aziende rappresentative del territorio, che piuttosto vasto abbracciando 13 comuni fra i pi belli della toscana (come Buon Convento, Pienza, Radicofani, San Quirico e Castiglione dOrcia, San Giovanni dAsso, Trequanda).
Produzioni sia di piccoli vignaioli che di grandi cantine, come lAzienda Trequanda, di propriet del Fondo Pensioni Cariplo, che alla viticoltura associa anche altre produzioni agricole e un allevamento di razza Chianina.
Vini di antiche tenute come Belsedere a Trequanda o la storica cantina della Fattoria Resta, e di giovani aziende, come il Podere Forte di Rocca dOrcia, progetto innovativo, incentrato sulla viticoltura biologica (e ora anche biodinamica), che limprenditore comasco Pasquale Forte (componentistica per auto) ha realizzato in una zona di grande impatto naturalistico non lontana da Montalcino e da Bagno Vignoni.
Rossi che al Sangiovese (minimo 60%) uniscono piccole percentuali di vitigni locali (Foglia Tonda, Colorino, Canaiolo, Ciliegiolo) o internazionali (Merlot, Cabernet), come consente lattuale disciplinare della Doc, ed etichette che hanno gi colto la sfida di unOrcia 100% da uve Sangiovese.
A questo proposito, spiega Donella Vannetti, che anche contitolare dellazienda La Canonica di San Giovanni dAsso, abbiamo proposto di aumentare la percentuale di Sangiovese, fissando una soglia minima del 90%, con leventuale aggiunta di soli vitigni autoctoni, per cui accanto allesistente versione Orcia Rosso ci sar anche la denominazione Orcia Sangiovese.
E allanteprima sono stati i Sangiovese in purezza (o al 90%) le esperienze pi interessanti, nella misura in cui consentono di cogliere la personalit che questo territorio conferisce al Sangiovese. E il caso di etichette quali il Curzio 2005 di Sante Marie, il Dongiovanni 2006 della Canonica, lAtrium 2006 di Sonia Mencarelli, il Petrucci 2006 di Podere Forte, il Sesterzo 2006 di Poggio Grande, il Banditone Rosso 2007 di Campotondo, il Frasi 2006 di Marco Capitoni, il Tre Calici 07 di Trequanda. Orcia in purezza sono anche il Martin del Nero 07 di Resta, il Selvarella Colleoni 2008 di Santa Maria, lOrcia Rosso 2007 de Il Pero, mentre fra gli Orcia che al Sangiovese uniscono vitigni internazionali si segnalano il Petruccino 2007 di Podere Forte (80% Sangiovese, 20% Cabernet Sauvignon), lOrcia della Tenuta Belsedere (80% Sangiovese, 10% ciascuno Merlot e Cabernet Sauvignon), lInvidia 2007 di Trequanda (60% Sangiovese), lAdone 2005 di Sante Marie (70% Sangiovese, 30% Merlot). Vini, in generale, con buon corredo aromatico, struttura e acidit, ancora giovani, che, in alcuni casi, potranno raggiungere con linvecchiamento livelli molto buoni. Sotto il profilo dei prezzi si tratta di una Doc interessante. Il prezzo cantina (per gli operatori) va da un minimo di 5 euro (per il Rosso Cinabro di Berni Valentino) ai 40 euro del Petrucci di Podere Forte, che sconta anche il maggior costo delle pratiche biologiche (certificate) ed un best seller molto valutato dalle guide (il 2006 ha avuto cinque grappoli su Duemilavini-Ais e le super-tre-stelle della Guida Veronelli).
Ma il Frasi 2006 di Capitoni, che ha appena avuto le 5 bottiglie sulla guida dellEspresso, esce dalla cantina a un prezzo (operatore) di 9,50 euro (attorno ai 15 euro per il turista). E mediamente gli operatori possono acquistare in cantina un Orcia di buon livello a 7-10 euro, prezzo che per lenoturista sale (Iva inclusa) a 12-15 euro.
( Fonte Il Secolo XIX )
Annotazioni di Winetaste
Ho partecipato, insieme alla collega Egle Pagano del Secolo XIX ed altri, a questa bella anteprima il cui report lo potete leggere qui :
https://www.winetaste.it/ita/anteprima.php?id=5499
mentre quello dello scorso anno qui :
https://www.winetaste.it/ita/anteprima.php?id=4371
Buone letture
Roberto Gatti
















