L’Università studia il Passito millenario coltivato a Strevi

LUniversit studia il Passito millenario coltivato a Strevi


 


Sin dallanno 1000, sulle colline della valle Bagnario, tradizione fare appassire i migliori acini di Moscato per ottenerne un passito di qualit superiore


Subito una tesi di laurea, presto un libro per far conoscere a tutti una valle e un vino assolutamente unici. Parliamo della valle Bagnario, e di un passito, lo Strevi, battezzato col nome del paese di produzione, proprio per legarne indissolubilmente lidentit al territorio. Tra un mese circa le prime bottiglie contrassegnate dal marchio doc, ottenuto nel 2005, saranno pronte per la vendita. Ma gi prima di arrivare sugli scaffali delle migliori enoteche, il passito Strevi sta suscitando attenzioni e curiosit.


 


Sin dallanno 1000, sulle colline della valle Bagnario, tradizione fare appassire i migliori acini di Moscato per ottenerne un passito di qualit superiore. Il procedimento, nei secoli, si affinato, ma sempre rimasto fedele alla tradizione, fotografata dal disciplinare di produzione: le uve, dopo la raccolta, vengono sottoposte ad appassimento. Quindi, a novembre, vengono pigiati e messi a fermentare insieme a parte delle bucce, separate dai vinaccioli, per ottenere, dopo un processo molto graduale, un vino dolce ma dotato di un aroma persistente e variegato.


 


I produttori aderenti al Consorzio del Passito sono in tutto 11, e ciascuno di loro ha la sua ricetta segreta: c chi, per esempio, lascia appassire le uve al sole, e chi preferisce farlo allombra, chi filtra ancora il vino col tradizionale sacco di juta e chi invece ha scelto metodi di filtraggio pi moderni, e cos via. Tutte situazioni che rendono ogni bottiglia un pezzo unico. E un fenomeno tutto da scoprire per la scienza, che infatti non ha perso tempo: proprio in questi giorni un giovane laureando presso lUniversit di Torino, impegnato in valle Bagnario, in un lavoro scientifico incentrato sullo Strevi. Matteo Poggio, studente di Scienze Viticole e Enologiche per la sua specializzazione in Enologia Varietale sta lavorando ad uno studio chimico-fisico e metodologico sul moscato passito.


 


Faccio la spola tra le varie aziende produttrici di passito – spiega- proprio per confrontare i diversi metodi di produzione, e compararli anche con analisi scientifiche. Ma linteresse dellUniversit di Torino sul Passito Strevi non si ferma qui: al lavoro di tipo tecnico-scientifico potrebbe presto far seguito un altro volume, stavolta di tipo divulgativo, con cui far conoscere la valle Bagnario e i suoi prodotti a un pubblico pi vasto. Un chiaro segnale di interesse per un prodotto dalle enormi potenzialit.


 


I parametri da comparare- aggiunge Poggio- sono quelli riguardanti zuccheri, ph e e gradazione. Il momento cruciale quello dellappassimento: alcuni produttori lo effettuano al sole, altri allombra; c chi cerca di rallentarlo il pi possibile, chi di accelerarlo. La speranza che i miei dati svelino quali sono le procedure migliori, in modo da permettere a tutti di accrescere ulteriormente le qualit di questo vino, eccezionale ma soprattutto inimitabile, perch legato alle propriet climatiche e alle caratteristiche del suolo di unarea territoriale molto ristretta.


 


( Fonte Il Secolo XIX )