L´ITALICA MANDORLA

 


 


 


Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Le Vaglie  ‘ 06  Alcool (% vol)  13,5 


Uve verdicchio  90 /100


 


Azienda:  Santa Barbara 


Citt: Barbara  ( AN )


Via: Borgo Mazzini, 35 


Tel: 0719674249 


e-mail: [email protected]


 


 


 


Mi trovo sempre pi spesso di fronte a vini, spesso eccellenti come questo Le Vaglie, nei quali il descrittore olfattivo e gustativo prevalente la mandorla. Declinata in modi e con sfumature diverse, ovviamente: pi o meno “nitidamente espressa e di qualit”, pi o meno “dolce”, pi o meno “aggressivamente prevalente”, pi o meno “persistente”. Questo (eccellente) verdicchio non sfugge alla legge della “italica mandorla”, e declina tale frutto sia allolfattiva che alla gustativa in toni di “dolcezza”, ed avvolge tale sentore “primario” con note minerali, anchesse intense e mai pungenti, e sentori, pi soffusi, di ginestra e di erbe aromatiche. Di eccellente sapidit e lunga persistenza in bocca, con sempre la mandorla a farla da padrona. Che la mandorla diventi il “marcatore” gusto/olfattivo maggiormente riscontrabile nei vini italiani (secchi) prodotti da uve a bacca bianca? Quasi un predittore del vino “made in italy”? Esagero, ovviamente, ma la numerosit dei vini contraddistinti – in modo primario – da tale descrittore che mi capita di degustare veramente impressionante. E, tra i tanti, questo Le Vaglie uno degli esemplari di maggior qualit e di maggior convenienza ( stato reperito a non pi di dodici euro in enoteca!). Uno dei migliori rapporti “mandorla/prezzo” della penisola, potremmo – quasi scherzando – chiosare.


Costo   12 


( Fonte Degustare )


 


Annotazioni di Winetaste


 


Vi riporto questa bella degustazione, del  collega Maurizio Rosina, che non conosco ancora, per un duplice motivo :


il primo perch le sue degustazioni sono ben descritte e rispondenti alla realt, senza tanti fronzoli e/o esercizi di pura fantasia.


Mi riferisco a coloro che in un solo vino sono come dei veri maghi della degustazione ( o che tali si vorrebbero spacciare ), e riescono ad andare oltre i 3-4 descrittori olfattivi, solitamente percepiti dalle persone normali


Mentre il secondo, e piu importante motivo a mio avviso, il fatto che il nostro amico degustatore ha posto laccento su un aspetto che da qualche anno avevo messo a fuoco anchio : l Italica mandorla.


A volte avevo come limpressione di sembrare ripetitivo, per certi vini bianchi, dove puntualmente emergeva litalica mandorla o una nota amarognola/ammandorlata. Nel verdicchio dei Castelli di Jesi una nota che si sempre percepita, e molto bene identifica il vitigno, nella garganega del Soave pure, in quanto i due vitigni hanno delle assonanze genetiche, ma in tanti altri vitigni a bacca bianca normale che ogni volta la si debba percepire allolfattiva  ed in retrolfazione ?


Da parte mia non mi creo tanti problemi, limportante, come da sempre sostengo, che i vini siano piacevoli, esenti da difetti e/o puzze, ed in equilibrio sensoriale, tutto il resto passa in secondo piano, mandorla o non mandorla.


Resta il fatto segnalato dallamico : sempre piu di frequente la mandorla italica segna i vini bianchi, ed allora mi/Vi chiedo :  che non sia anche dovuto a pratiche di cantina, molte/troppe volte uguali a se stesse dalla valle d Aosta alla Sicilia ?


Un aspetto che mi riservo di approfondire con gli addetti ai lavori, produttori e degustatori, non da ultimo con prove dirette sul campo.


Roberto Gatti