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L’ IDENTITA’ DEL SANGIOVESE DI ROMAGNA

 

FAENZA – Un convegno sullidentità del Sangiovese di Romagna, una occasione di confronto con chi la Romagna la vede da fuori. e di relazione per la sempre più nutrita pattuglia di produttori che, in Romagna, lavorano nella direzione della qualità. Per la prima volta in assoluto i più importanti giornalisti specializzati italiani in rappresentanza delle principali guide italiane incontreranno tutti i produttori romagnoli nellambito della giornata-convegno Romagna Lingua Madre promosso da Giorgio Melandri e Fabio Giavedoni, degustatori, giornalisti e referenti per lEmilia Romagna della guida Vini dItalia Gambero Rosso/Slow Food, la guida dei vini più venduta e seguita dItalia.


 


 


 


Il confronto faccia a faccia tra giornalisti e produttori sarà però solo il piatto forte di una giornata che vuole costruire un percorso di identità per i vini Romagnoli: La qualità non è un concetto assoluto, è un concetto che nel vino incrocia necessariamente quello di identità perché senza identità non ci può essere autenticità, riconoscibilità e perché senza identità non ci può essere marketing. Il mondo del vino è affollato di zone e produttori emergenti e per farsi notare serve un linguaggio originale, proprio a partire dal vino.


 


 


 


E sempre a proposito di identità, Fabio Giavedoni e Giorgio Melandri apriranno la giornata con un intervento sui Territori del Sangiovese di Romagna, a sottolineare quanto sia forte la necessità di dare una lettura del territorio che possa essere riconosciuta da fuori. La DOC del Sangiovese   parte da Cattolica e arriva Castel San Pietro attraversando terreni, situazioni e microclimi diversi e noi abbiamo dato una lettura dellidentità attraverso dieci territori, ognuno con una sua peculiarità a parlare è Fabio Giavedoni , Ci sono le curve termiche della zona di Rimini, il terreno calcareo di Bertinoro, le sabbie molasse affioranti di Vecchiazzano, le argille evolute e il clima più duro della zona faentina e tutto è letto anche attraverso il bicchiere perché sia possibile per tutti decodificare un territorio così articolato e complesso.


 


 


 


I produttori hanno accolto con entusiasmo questa lettura della Romagna per territoti tanto che qualcuno ha proposto di recepire nella revisione della DOC Sangiovese di Romagna le sottozone indicate da Melandri e Giavedoni. Il convegno del 27 gennaio a Faenza vuole però andare ancora oltre: Non ci può essere identità se non cè una condivisione di canoni e linguaggio: lidentità deve essere condivisa, esattamente come una lingua. A parlare è Giorgio Melandri che prosegue Il convegno è la prima occasione per porre una domanda nuova e per provare a ragionare sulla necessità di costruire prima di comunicare, costruire uno stile, costruire una proposta enogastronomica tarata sui prodotti locali e una ricettività del turismo enogastronomico, una credibilità che la Romagna purtroppo non ha mai inseguito seriamente. Il convegno sarà chiuso da un intervento di Guido Tampieri, sottosegretario alle Politiche Agricole e Forestali, un personaggio che è sempre stato sensibile ai temi più attuali dellagricoltura di qualità: tipicità, sostenibilità e specializzazione.


 


 


 


 


 


 


 


PROGRAMMA


 


 


 


ore 10 I territori del Sangiovese di Romagna. Una occasione di identità.


 


Fabio Giavedoni e Giorgio Melandri


 


 


 


ore 11,30 La comunità del sangiovese: alla ricerca di un linguaggio comune.


 


Tavola rotonda con Gianni Fabrizio (Slow Food Edi