Uno spirito si aggira per lEuropa. Tranquilli: è uno spirito innocuo, un po nostalgico, che suscita comunque molta curiosità.
Parliamo dellassenzio, la mitica bevanda alcolica dei poeti decadentisti e dei pittori dellImpressionismo, che un manipolo di valenti produttori sta riportando sulla cresta dellonda.
Lassenzio nasce nella seconda metà del XVIII secolo, e diviene popolare soprattutto in Francia dal momento in cui entra ufficialmente a far parte del corredo da viaggio dei soldati dellesercito transalpino. Di ritorno dalle loro spedizioni allestero, i militari francesi cercano anche in patria lassenzio (la fata verde, come nel frattempo lhanno ribattezzato per via del suo colore, dovuto alla macerazione in alcool della pianta Artemisia Absinthium), e ne diffondono così il consumo con grande rapidità. Verso la fine dellOttocento, i maestosi boulevard parigini, allora dellaperitivo, profumano letteralmente di assenzio, e dellaromatica bevanda alcolica diventano consumatori appassionati molti esponenti dellintellighenzia francese dellepoca. Il successo porta però con sé i germi della rovina: lassenzio della Belle Époque contiene unelevata quantità di tuione, una sostanza attiva sul sistema neurovegetativo che oltre certi livelli può provocare crisi di tipo epilettico e, si dice, con lassuefazione può condurre alla pazzia. Sulla verde bevanda si scatena così una violenta campagna di opinione che, negli anni immediatamente precedenti la Prima Guerra Mondiale, la mette fuorilegge in Francia e negli altri Paesi europei.
Il proibizionismo per lassenzio dura così per oltre ottantanni, finché una recente legislazione UE, recepita dalle singole normative nazionali, ne disciplina nuovamente la produzione, e soprattutto pone limiti severissimi e di assoluta sicurezza al contenuto di tuione. Ecco fatto, la strada è di nuovo aperta per la produzione e il consumo della fata verde. Che ritorna in breve tempo a occupare la scena delle bevande alcoliche, forte comè della grande suggestione che deriva dal suo passato di prodotto colto e maledetto.
I locali di tendenza di New York, di Londra, naturalmente di Parigi, e ora anche delle principali città italiane, tengono oggi in assortimento e propongono ai loro clienti una o più marche di assenzio. Come degustarlo? Potete apprezzarlo liscio, secondo i canoni classici, oppure come ingrediente di molti fantasiosi cocktail. Potete anche aggiungervi acqua, in ragione di 6-10 parti di acqua per ogni parte di assenzio, così da preparare una rinfrescante bevanda alcolica dal finale piacevolmente amaro. Oppure, da veri raffinati, potete ricostruire tutto il magico cerimoniale della Parigi di Baudelaire e di Van Gogh: su un bicchiere, contenente un dito di assenzio, ponete lapposito cucchiaino traforato, sul cucchiaino appoggiate una zolletta di zucchero, sulla zolletta versate lentamente acqua fresca (magari dalla tipica fontana da tavolo in vetro). Lacqua scioglierà la zolletta e il tutto andrà ad allungare, e ad addolcire, il verde assenzio sul fondo del bicchiere.
Santé!
( Di Piero Valdiserra )

















