Comunicato stampa dellAssociazione Colline di Qualità
Alba, 17 novembre 2008
Un bilancio e un brindisi allarcheologia enoica per lEnoteca del Barolo
Venerdì 14 novembre si è svolto presso il Teatro del Comune di Monforte lincontro annuale fra lEnoteca di Barolo e i produttori associati: un appuntamento tradizionale legato alla ricorrenza di San Martino. Nel corso della riunione è stato presentato un bilancio delle attività svolte e dellaffluenza turistica e, brindando con un Nebbiolo da Barolo della vecchia scuola, si sono espresse le prime considerazioni sullannata 2008.
La Presidente dellEnoteca Renata Salvano ha illustrato le molteplici iniziative portate avanti nel corso del 2008: dallorganizzazione in soli 8 mesi di quasi 10.000 degustazioni guidate per i visitatori (3 degustazioni giornaliere di Barolo e 1 settimanale di Barolo chinato), alla partecipazione a eventi di rilievo come Vinitaly a Verona e Salone del Gusto a Torino. La Presidente ha evidenziato che «nonostante il numero degli impegni non sia affatto diminuito rispetto al passato, le spese sono state ridotte e razionalizzate, tanto che si prevede di raggiungere il pareggio di bilancio nel 2009, grazie anche ai contributi erogati questanno dai Comuni della zona di produzione del Barolo, dalla Regione Piemonte e dalla Camera di Commercio di Cuneo. Inoltre, dal 2008 lEnoteca partecipa attivamente alla creazione di alleanze territoriali forti tra tutti i soggetti che promuovono il nostro vino a livello locale e internazionale, come lAssociazione Colline di Qualità e Piemonte On Wine-Centro servizi per lìEnoturista.»
Fonte di particolare orgoglio per il personale direttamente impegnato nellaccoglienza del pubblico in Enoteca è stato il costante aumento delle vendite nel corso del 2008, a dispetto dellandamento economico italiano e della chiusura di Castello Falletti per i lavori di allestimento del Museo del Vino. Gianluca Viberti, in rappresentanza del Comune di Barolo, ha sottolineato che il Museo (la cui apertura è prevista per lautunno 2009), dove si stima entreranno circa 80.000 persone allanno, offrirà una visibilità enorme allEnoteca, che costituirà la tappa conclusiva del percorso di visita al Castello.
Il 2008 ha portato altre gradite novità in Enoteca: lafflusso di numerosi clienti dalla Francia e dai Paesi scandinavi (Norvegia, Svezia, Finlandia e Danimarca) e la visita di parecchi appassionati di sport (cicloturisti e amanti del trekking) che per la prima volta hanno inserito una sosta di shopping enoico nei loro percorsi.
Armando Cordero, Presidente del Comitato Tecnico incaricato di selezionare i Barolo in esposizione presso lEnoteca, ha poi espresso il suo entusiasmo per lannata 2008 che, nonostante un andamento climatico bizzarro e condizioni metereologiche difficili protrattesi fino alla fine di luglio (piogge persistenti, temperature al di sotto della media e grandinate che hanno imposto onerosi interventi di lotta alle varie ampelopatie), promette dopo la vendemmia un buon livello qualitativo per i Dolcetto e le Barbera, con qualche punta di ottimo e anche di eccellenza; ottimi ed eccellenti bianchi e «osanna, esultanza somma, plauso allOnnipotente!» per tutti i vini ricavati da uve Nebbiolo.
Leccezionale grado di maturazione raggiunto dalle uve grazie al sole di settembre e ottobre ha consentito questanno di riportare in uso unantica pratica di Langa. Spiega Cordero: «In alcune cantine 4.000-5.000 quintali di uve Nebbiolo sono ancora steccati nelle vasche con il cappello di vinacce sommerso e così resteranno fino a dicembre. Questa tecnica contribuirà a conferire al futuro Barolo tutta la sua ricchezza in polifenoli, stabilità antocianica, sostanze minerali e il rilascio di quei misteriosi precursori daroma che i nostri antenati, senza nemmeno lombra delle conoscenze odierne di chimica e biologia, erano già in grado di individuare per istinto nelle bucce mature delluva. Era lo spirito, lessentia che faceva grande il Barolo di quei tempi.»
Lincontro con i produttori organizzato dallEnoteca non poteva che concludersi con un brindisi di Nebbiolo da Barolo ancora sotto vinaccia, allinsegna di tradizioni preziose da preservare con cura, attraverso una sorta di archeologia enoica, come ha richiamato nel finale Armando Cordero: «Heritage dicono gli americani che giungono in visita alle nostre cantine. Questa parola non si traduce solo con il termine tradizione. Significa legame al pensier


















