La stagione 2011 dello Schioppettino da Vigna Petrussa, a Prepotto (Udine) – Pur conoscendola di fama e di persona da molto tempo, pur avendo acquistato e bevuto i suoi vini, non cera mai stata loccasione per fare una visita ed una breve intervista con la Signora dello Schioppettino“. Definizione mia, fatta con rispetto verso tutti e tutto, e con lattenzione e la simpatia che posso dare a questa gentile ospite che ci accoglie in casa e ci spiega la sua filosofia aziendale e, quindi, i suoi vini. Eccellenti vini. Se vi capiter di andare a visitare Vigna Petrussa, saranno sufficienti alcuni dettagli per farvi capire il progetto del vino e il contesto in cui viene prodotto. Vi baster vedere la cura delle rose in vigna, lordine del cortile, la passione che stanno mettendo per restaurare un antichissimo tornio in legno, il rispetto della tradizione e della cultura nel recupero della vecchia casa, leleganze dellesposizione dei vini e delle bottiglia nella sala degustazione, la scelta del simbolo (un elmo longobardo) e dei nomi degli uvaggi (Richenza,principessa longobarda, Desiderio Re longobardo dellVIII secolo). Dettagli e visione dassieme, impressione e sostanza, un tuttuno tra azienda e persone: ecco perch, non se ne dispiaccia, per noi Hilde Petrussa La Signora dello Schioppettino. Provengono da Portogruaro i coniugi Petrussa Mecchia e, alla soglia della pensione, hanno deciso di riparare in quel di Albana, nella casa dei nonni, casa borgo in quanto la famiglia era numerosissima, e di prendere in mano le redini dellazienda e di puntare suivini autoctoni e di qualit. Nel 1995 la svolta e il subentro alla mamma e subito limpronta personale di Hilde sia nei vigneti che in azienda. Quello che ti colpisce, prima di bere, prima di assaggiare, prima di acquistare, prima di tutto, la sensazione positiva, dolcemente energica, culturalmente integrata eppure moderna ed elegante dellazienda, sin dallingresso, sin dai filari che la avvolgono e la circondano. Sono quasi sette ora gli ettari di vigneti e si punta decisamente sulloSchioppettino che la nostra Signora valorizza e difende ben oltre il lavoro dellAssociazione Autentico Schioppettino di Prepotto, ben oltre il rispetto del disciplinare e con la consapevolezza che questo grande vino il presente e sar il futuro di questa parte stupenda della provincia di Udine. La sala degustazioni ospita una gradevole distinzione scenografica dei vini: i due galli di Prepotto (francesi) Cabernet e Sauvignon, gli autoctoniFriulano, Refosco e Ribolla Nera (Schioppettino ricavato da vigneti giovani), le perle dei Colli Orientali del Friuli Picolit e Schioppettino, ed infine i capricci dautore, ovvero Richenza e Desiderio. Dalle 25 alle 30 mila le bottiglie prodotte e di queste ben 8.000 sono d Scioppettino. Raramente parliamo in termini specifici dei singoli vini, preferendo una visione dassieme, qui per la filosofia ed il progetto-vino di Hilde Petrussa si sposa perfettamente con la mia personalissima opinione e la Signora dello Schioppettino mette sul mercato le bottiglie a partire dal terzo anno, contro i due del disciplinare e questo, a mio modesto parere, valorizza ancora di pi questo rosso elegante e intenso che gode di questo ritardo e ti ripaga generosamente al naso e al palato, con una esplosione di sensazioni uniche. Mercato prevalentemente nazionale, con molti clienti affezionati e moltissime enoteche e ristoranti; allestero solo vendita diretta e poi molti visitatori in azienda, con il sempre valido sistema del passaparola. Stavo prendendo appunti sul lavoro che in vigna lo Schioppettino ti d, con leliminazione dei doppioni prima, quella dei germogli secondari poi (le femminelle), la pulizia delle foglia per favorire la luce del mattino, il diradamento al momento dellinvaiatura (quando gli acini iniziano a maturare e cambiano colore diventando rossi ), ed infine la riduzione dei grappoli per far arrivare solo il meglio a maturazione. Scrivevo, ma poi mi sono detto che alleno turista come me poco importano questi dettagli, che pure sono fondamentali per la genesi del vino, e molto invece importa del come questo ti viene raccontato. Non solo una fase meccanica ed automatica del lavoro nei campi, non solo seguire regole e tradizioni, come se ogni mattina la vigna ti chiamasse a fare quello che devi fare, insomma, mi si passi lesempio molto forzato, come se tu avessi un acquario che devi curare e pulire e seguire e chi entra poi vede solo i bei pesci colorati che nuotano felici, e non sanno tutto quello che devi fare perch questo avvenga. La vigna: un acquario di uve. Chiss come storceranno il naso quelli che sanno e scrivono di vino. Il sorriso della nostra ospite ci accompagna prima neivigneti poi in cantina a vedere dove nasce il suo vino ed infine in sala degustazione dove una parola ancora la spendo per il Desiderio, ultimo nato in cantina; si tratta di un blend di Malvasia e Friulano lasciati appassire fino a dicembre e a riposare per due anni nel legno delle barrique: assaggiatelo e il nome perder una i e diventer desideroberlo ancora! ( Fonte Udine.mondodelgusto ) Annotazioni di Roberto Gatti Alcuni anni fa, ho visitato questa azienda, degustato i vini prodotti e ne ho scritto qui : https://www.winetaste.it/ita/anteprima.php?id=5385 Buona lettura RG

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