La vicenda del riconoscimento del marchio Doc
E’ scoppiata una nuova guerra di Troia. Questa volta, per, i protagonisti non sono gli eroi dell’Antica Grecia, ma i produttori di uno dei vitigni di maggior fascino della nostra terra: il “nero di Troia”, appunto. Il “pomo discordia” in questo caso la nascita del marchio “Doc” per questo vitigno. Un marchio desiderato con forza dai produttori della Provincia di Foggia ed osteggiato con altrettanta forza da quelli della Provincia di Barletta-Andria-Trani.
Evitando di addentrarsi nei meandri del sistema di riconoscimento delle Denominazioni di origine controllata (le Doc), il motivo del contendere naturalmente economico. E gli interessi in campo sono rilevanti. Il vitigno “Nero di Troia”, uno dei pi antichi presenti in Puglia. Le sue origini, come quelle di molte variet indigene, sono oscure. Una teoria sostiene che abbia avuto origine proprio in Asia Minore e che stato portato in Italia dai Greci. La sua riscoperta e rivalutazione, per, enologicamente abbastanza recente e le aree di maggiore vocazione sono quelle di Troia e Lucera, in provincia di Foggia e di Barletta, Andria e Canosa nella Bat. Il rapporto di produzione per fortemente squilibrato: il 15 per cento in provincia di Foggia e l’85 per cento della produzione concentrato nella Bat.
Eppure, nella proposta di riconoscimento della Doc, si tende a garantire l’area geografica di appartenenza (quindi proprio Troia e la provincia di Foggia). Riconoscimento che si tradurrebbe in un’autentica mazzata per i produttori della Bat che negli ultimi tempi hanno investito cifre rilevantissime nell’affinamento di questo vino delizioso e forte.
Il riconoscimento del marchio Doc per il vino Nero di Troia non pu trasformarsi in una battaglia di campanili, in una vera e propria guerra tra poveri visto il difficile momento che attraversa la nostra agricoltura. Occorre mettere da parte le polemiche e le contrapposizioni e lavorare, tutti insieme, per un obiettivo importante per lintero sistema dellagroalimentare pugliese.
Lo afferma Savino Santarella, assessore provinciale alle Politiche Agricole della prov. di Foggia, con riferimento alla querelle innescatasi nei giorni scorsi in relazione alla procedura per l’ottenimento da parte del vitigno della provincia di Foggia del prestigioso riconoscimento.
Negli ultimi giorni afferma lassessore provinciale abbiamo purtroppo assistito ad un approccio alla questione a nostro avviso tuttaltro che corretto. Non con la contrapposizione tra territori e cantine che i produttori vitivinicoli di Puglia riusciranno ad imboccare la strada della competitivit. La nostra convinzione, al di l della provincia di appartenenza, sempre stata quella della necessit di rimettere al centro dei processi di qualit gli operatori agricoli.
Secondo lassessore provinciale bisogna proseguire con determinazione nel lavoro condotto sino ad oggi sollecitando con maggiore vigore la Regione Puglia a modificare il parere negativo espresso dal Comitato Vini regionale per adottare cos le conseguenti determinazioni utili a consentire lottenimento del marchio Doc per il Nero di Troia.
Proprio gioved scorso Santarella aveva inviato una lettera allassessore regionale allAgricoltura, Dario Stefno, affinch imprimesse unaccelerazione allintero iter, anche alla luce dellimminente scadenza dei termini. Confidiamo nella sensibilit dellassessore Stefno aggiunge lassessore provinciale nei confronti del quale ci facciamo portavoci delle esigenze e delle richieste che provengono dai produttori, dalle associazioni e dalle istituzioni coinvolte in questa vicenda.
Per fare il punto della situazione lAmministrazione provinciale convocher nella Sala Giunta di Palazzo Dogana, venerd 9 luglio alle 11.00, una riunione straordinaria e monotematica del Tavolo Verde di Capitanata, per loccasione allargato a tutti i soggetti interessati dal riconoscimento del marchio Doc. Intendiamo concordare con quanti in questi anni si sono impegnati in questa
battaglia conclude lassessore Santarella le iniziative da assumere perch sia compreso fino in fondo che questo riconoscimento non confligge con le norme europee n danneggia gli operatori agricoli di altre aree della Puglia.
All’incontro sono stati invitati anche i vertici istituzionali della provincia Bat.
( Fonte Andrialive )
Annotazioni di Winetaste


















