LA CINA E’ VICINA……MA NON TROPPO

 


 


 


Credo sia ormai assodato che i consumi di vino pro-capite in Italia siano calati nel giro di alcuni decenni, lexport la valvola di sfogo e di sicurezza per molte aziende che da anni inviano i loro vini negli Usa, nei paesi anglosassoni, in Germania ecc.


Ma la concorrenza negli ultimi anni si fatta via via sempre piu agguerrita e spietata : i nuovi e piu temibili competitor dei vini italiani sono a mio avviso: ( a parte i francesi che non sono nuovi ) : spagnoli, portoghesi, argentini e cileni.


I paesi cosiddetti emergenti quali Cina, Russia, India ecc. sono enormi in termini di popolazione e di estensione, per cui le nostre aziende potranno avere sicuri ed interessanti sbocchi commerciali nellimminente futuro.


Ho parlato a lungo,  durante il Vinitaly 2010, con il titolare di una ditta italiana che opera in quei paesi fin dal lontano 1983, avendo uffici  e funzionari stabili in Cina, Russia, Hong Kong, Londra ecc.


A titolo di cronaca e di informazione, per le aziende e gli addetti ai lavori che avranno la bont di leggere queste poche righe, posso testimoniare come una grossa azienda del Nord d Italia, si parla di diversi milioni di bottiglie, abbia provato il fai da te   nel mercato cinese.


Ad onore del vero qualche pallets di vino lo ha pure venduto, ma poi dopo alcuni mesi se ne ritornata a casa e si rivolta ancora una volta allazienda sopra citata che saldamente operante in quei paesi, da circa un trentennio. La stessa azienda si avvale di manager e dipendenti col residenti, di madre lingua cinese , che conosce la realt e quei mondi completamente diversi dai nostri europei.


Unaltra ditta , sempre del Nord d Italia, ma con numeri di molto inferiori alla precedente ( forse 200/300mila bottiglie ), si rivolta alla azienda di export in questione, e dopo avere letto tutte le clausole contrattuali, ha risposto che disposta a spendere circa 1.000 euro allanno, per marketing, pubblicit, costi ecc., perch a suo dire nel mercato canadese, dove presente da molto tempo, attualmente spende quella cifra irrisoria.


Ma ci rendiamo conto che il solo biglietto aereo per andare e tornare dalla Cina costa 1000 euro ?  Con questa mentalit le nostre aziende faticheranno molto ad inserirsi in quei mercati, che se non li conosci a fondo non li potrai mai penetrare. Servono investimenti mirati per almeno due/tre anni, dopo di che il brand aziendale sar scritto indelebilmente come su una lavagna che attualmente vergine.


Infatti in Cina si trovano molti vini francesi, qualche sud americano, ma di italiano quasi il nulla.


Forza imprenditori intelligenti ed avveduti, la Cina vicina.ma non troppo !


Roberto Gatti


 


P.S. ) Ricordo a tal proposito i link:


https://www.winetaste.it/ita/anteprima.php?id=5794


https://www.winetaste.it/ita/anteprima.php?id=5911