LA CO2 CHE PIACE: CONTINUA L’ASCESA DELLE BOLLICINE,

 


 


 


LA CO2 CHE PIACE: CONTINUA LASCESA DELLE BOLLICINE,


SEGMENTO TRAINANTE DELLINTERO COMPARTO ENOLOGICO ITALIANO. DALLAPERITIVO AL DOPO CENA, IL CONSUMO DI SPUMANTI


ORMAI SPALMATO LUNGO LINTERA GIORNATA, E COINVOLGE


APPASSIONATI DI TUTTE LE ET


 


                             Allegre e versatili negli abbinamenti, le bollicine sono sempre pi trendy, e saranno protagoniste a Vinitaly (Verona, 8-12 aprile), uno degli eventi pi importanti dellenologia internazionale


 


Dallaperitivo al dopo cena, il consumo degli spumanti italiani ormai spalmato lungo lintera giornata e coinvolge appassionati di tutte le et,  perch se per gli adulti e gli esperti la sfida quella di trovare sempre nuovi abbinamenti con il cibo, per i giovani, grazie alla loro versatilit, le bollicine sono sempre pi trendy, predilette soprattutto in compagnia perch mettono allegria. Segmento trainante dellintero comparto enologico italiano, la destagionalizzazione degli spumanti una tendenza consolidata, una vera e propria mania, in linea con i gusti internazionali e con i bisogni di cucine mondiali diverse. E la Co2 che piace, simbolo di un bere moderno e capace di accontentare tutti, che sar protagonista a Vinitaly, a Verona dall8 al 12 aprile, uno degli eventi pi importanti dellenologia internazionale.


Nellultimo decennio il consumo di bollicine italiane quasi raddoppiato: questo perch, se una volta erano relegate ai brindisi delle feste, oggi gli spumanti ricoprono tutto lanno un ruolo da protagonisti, e rappresentano la scelta pi gettonata, tra i pi classici bianchi e rossi, non solo al momento dellaperitivo, ma anche a tutto pasto. Grazie alla loro versatilit di abbinamento – dalla morbidezza elegante del Franciacorta al prestigio dei migliori spumanti trentini, dallimmediata piacevolezza del Prosecco alla dolcezza e classicit dellAsti, fino alle tante etichette dellOltrep Pavese – gli spumanti rappresentano una soluzione ideale che accontenta tutti e che va bene con quasi tutti i tipi di cibo, siano questi tradizionalmente italiani oppure etnici. Fondamentale , poi, la variegata gamma di tipologie offerte dal Belpaese, grazie alla quale lItalia il terzo produttore al mondo con 360 milioni di bottiglie, dopo Germania e Francia: sono 278 le denominazioni dorigine che possono produrre un vino spumante, un numero assai ampio, spesso legato a produzioni limitate e addirittura localistiche (dati: Forum Spumanti dItalia). Senza dimenticare la leva del prezzo, dalle etichette per le grandi occasioni alle bottiglie pi easy e meno impegnative, lampia diffusione nei punti vendita e le etichette semplici e chiare.


La destagionalizzazione dunque ormai la chiave del successo delle bollicine made in Italy, i cui consumi continuano a crescere, testimoniando un cambiamento epocale sulle tavole nazionali. Fra i meno giovani, al di l delle tipologie pi famose e conosciute, gli spumanti italiani accontentano anche chi alla ricerca costante di chicche enologiche, con produzioni legate a poco diffusi vitigni autoctoni – dallErbaluce di Caluso al Nerello Mascalese – ma sono in molti quelli che le scelgono semplicemente perch sono buone. Ma i principali consumatori sono soprattutto i pi giovani, che le amano perch le sentono molto vicine al loro modo di essere: semplici, effervescenti e a volte molto chic, le nuove generazioni le preferiscono ai cocktails, ed iniziano a sceglierle anche al ristorante quando sono in compagnia. E la mania delle bollicine non riguarda solo il Belpaese – nel mondo si consumano 2,6 miliardi di bottiglie lanno e lItalia con 190 milioni di bottiglie il secondo esportatore dopo la Francia, con un fatturato export pari a 1,9 miliardi di euro (dati: Forum Spumanti dItalia). Il loro successo mondiale dovuto soprattutto al fatto di essere paladine del made in Italy accessibile, grazie ad una proposta forte di prodotti in grado di soddisfare in questo momento culture alimentari, gusti personali, possibilit econonomiche e abbinamenti a tavola assai differenti.