La FIVI nella stanza dei bottoni

 


 


Carissimi Vignaioli,


ho ottime notizie da darvi, perch Costantino Charrre lo scorso marted 3 febbraio ha incontrato a Roma il dott. Giuseppe Nezzo-Capo Dipartimento delle politiche di sviluppo economico e rurale e il dott. Salvatore Petroli-Capo Dipartimento delle politiche Europee ed InternazionaliI. Durante l’incontro, i due importanti funzionari hanno dato il loro assenso affinch la FIVI sia accreditata su tutti i tavoli delle Concertazioni agricole che interessano il mondo del vino. Un risultato entusiasmante visto che la FIVI nata pochissimo tempo fa e gi viene associata a realt storiche importantissime come la Coldiretti, Confagricoltura, ecc…


 Questo vuol dire che abbiamo raggiunto in pochissimo tempo l’autorevolezza di poter sedere nella stanza dei bottoni. Ora dobbiamo comunicare questo fatto e soprattutto allargare la base dei soci!


 Giancarlo Gariglio


 


Di seguito la lettera consegnata dal Presidente Costantino Charrre e indirizzata al ministro Luca Zaia


 


ILLUSTRE SIGNOR  MINISTRO,


 


la Ns. Associazione si costituita ai sensi dellart. 14 e seguenti del Codice Civile ed partecipata da vignaioli che attuano il completo ciclo di lavorazione, dalla produzione delluva fino allimbottigliamento e alla commercializzazione del vino con essa prodotto. Il Ns. compito vuole essere quello di rendere un servizio allo Stato Italiano, offrendo alla funzione legislativa e alla funzione amministrativa, la visione della realt costituita dalla volont imprenditoriale del settore.


Siamo un gruppo trasversale, rappresentato da aziende che attuano viticoltura convenzionale, biologica e anche biodinamica, aziende fortemente radicate nel territorio. Abbiamo una struttura associativa organizzata a livello Nazionale, alla quale aderiscono anche associazioni gi strutturate e costituite a livello Regionale che sono la Associazione Viticulteurs Encaveurs Valle dAoste, la Freie Weinbauern Sudtirol, e la Associazione Viticoltori Provincia Autonoma di Trento. Altre Associazioni Regionali sono in procinto di accomunarsi a Noi.


 


La Nostra missione quella di difendere gli interessi dei Ns. aderenti in ambito morale, tecnico, sociale, economico ed amministrativo, partecipando alle politiche di sviluppo vitivinicolo su scala Nazionale ed Europea.


Con lottica di allargare i Ns. confini operativi stiamo aderendo a CEVI ( Confederation Europeenne des Vignerons Independents), con la quale abbiamo gi partecipato come osservatori allultimo CDA svoltosi in Lussemburgo nello scorso mese di Nov.08. In quelle occasione abbiamo potuto constatare che gli altri paesi Europei ivi rappresentati hanno gi elaborato una POLITICA COMUNE a tutela del TERRITORIO.


 


Stiamo fattivamente e attivamente collaborando con il CERVIM (Centro di Ricerche, Studi, Salvaguardia, Coordinamento e Valorizzazione per la Viticoltura di Montagna) che svolge in Europa un ruolo gi riconosciuto dalla Commissione Agricoltura Comunitaria, a salvaguardia e sviluppo del TERRITORIO EUROPEO DELLA MONTAGNA E IN FORTE PENDENZA.


Con questa lettera vogliamo comunicarLe, Signor Ministro, tutta la nostra preoccupazione per i grandi attuali cambiamenti che riguardano il PRESENTE ed il FUTURO del Ns. lavoro.


 


Il sistema vino universalmente ritenuto la punta di eccellenza del MADE IN ITALY agro- alimentare.


Considerato il frazionamento geografico e quindi strutturale del territorio Italiano, leconomia di filiera si basa necessariamente sulla PMI agricola, che affonda le sue radici nel territorio, e trae da esso tutte quelle componenti socio-culturali-ambientali che determinano la qualit irripetibile delluva, materia prima agricola, e del vino da essa prodotto.


La PMI che rappresentiamo, corre oggi il forte rischio di perdere lELEMENTO IDENTITARIO che rappresenta la Sua stessa ragione di essere: IL TERRITORIO DI ORIGINE.


 


Non possiamo sottacere che il principale fattore che esprime la QUALITA del vino Italiano ed Europeo, la vocazionalit del territorio; per questo motivo sono redatti i catasti vocazionali viticoli che definiscono gli areali sui quali costruire vigne.


Oggi, le POLITICHE AGRICOLE concertate dalla UE, vanno nella direzione diametralmente opposta. Definiscono norme legislative orientate principalmente al mercato, che rischiano di svincolare la materia prima, luva, dal territorio di origine, consentendo la possibilit di veicolarla altrove, e quindi di trasformarla altrove.


 


Una logica che privilegia, in altri termini, laspetto legato al processo di trasformazione, piuttosto che alla valorizzazione delluva PRODOTTA E TRASFORMATA NEL TERRITORIO DI ORIGINE.


 


Il passaggio dei VQPRD nelle IG , che in corso di realizzazione in queste settimane, non esente da questi rischi. Dobbiamo intervenire laddove ancora possibile farlo!


Non dobbiamo sottacere la paventata proposta, in cui si parla della possibile LIBERA CIRCOLAZIONE DEI MOSTI IN AMBITO COMUNITARIO che creerebbe dei disastri. Possiamo, ne abbiamo ancora ampiamente tempo, intervenire sulla volont espressa dalla Commissione, che riguarda la LIBERALIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI a partire dal 2013. LETICHETTA del vino non pu diventare una mera elencazione di COMPONENTI e di FATTORI NUTRIZIONALI.


 


Dobbiamo fare FRONTE COMUNE rispetto alla campagna di DEMONIZZAZIONE DEL CONSUMO DEL VINO, lanciando una campagna di GIUSTA INFORMAZIONE che conduca il fruitore finale al CONSUMO CONSAPEVOLE.. E ancora tantissime altre cose che ci impossibile elencare in questa lettera aperta, per ovvi motivi di brevit.


 


La FIVI esprime con forza queste idee, consapevole del fatto che la qualit del VINO ITALIANO soprattutto frutto dei saperi del CONTADINO/PRODUTTORE/IMPRENDITORE, della cultura del luogo di produzione, ed , al consumo, lespressivit organolettica di un prodotto che affonda realmente le sue radici nel TERRITORIO DI ORIGINE DELLUVA.


 


Quando sorseggia un DOC, il consumatore ha oggi LA CERTEZZA di bere un vino che riporta immediatamente al luogo indicato in etichetta, anzi al vigneto conferente le uve con cui vinificato. Questa garanzia per il consumatore, domani potrebbe non esserci pi.


 


Infine non pu essere dimenticato il grande ruolo di TUTELA e GESTIONE AMBIENTALE che la PMI ricopre sul territorio, contribuendo a realizzare larchitettura del paesaggio,essenziale per il turismo; a incanalare il defluire della acque, per prevenire catastrofi ambientali, e infine a mantenere positivi i livelli occupazionali nelle periferie agricole del Ns. BELLA ITALIA.


Questa PAC unica e indifferenziata, che elimina qualsiasi approccio settoriale, cieca e sorda, rivolta principalmente al mercato e alla competitivit, condizionata da interessi estranei alla valorizzazione del TERRITORIO, rischia, con la Sua applicazione, di minare fortemente quei valori portanti che hanno da sempre, storicamente,caratterizzato la Nostra agricoltura nel segno della qualit alimentare della Nostra ENOTRIA.


 


A Lei Signor Ministro, che sin dallinizio del Suo mandato, ha dimostrato grande sensibilit per queste tematiche, CHIEDIAMO UFFICIALMENTE un posto al tavolo della CONCERTAZIONE AGRICOLA del Suo Ministero, certi di poter dare un costruttivo contributo.


 


La ringraziamo in anticipo per il seguito che vorr dare a questa Ns. richiesta e Le porgiamo, Illustre Signor Ministro, i Nostri pi distinti saluti.


 


COSTANTINO CHARRERE


 


PRESIDENTE F.I.V.I.


 



Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti


Segretario Nazionale


Mob. 39 338 6008420


Tel. 39 0172 419683


Fax. 39 0172 411218


www.fivi.it


 


( Fonte FIVI )