Uno studio delluniversità di Palermo analizza 246 etichette della varietà siciliana più famosa. Il 60% dei vini è in purezza e circa la metà si tiene sulla fascia di prezzo fra cinque e dieci euro. Mercoledì alla Facoltà di Economia un seminario sui risultati
Una selva oscura, anzi nero dAvola. Districarsi nella giungla di quello che è il vino siciliano più famoso è diventato davvero difficile: tante, tantissime sono le aziende che producono il nettare e ancora di più sono le etichette.
Sebastiano Torcivia, presidente del comitato ordinatore del master universitario di primo livello in Manager delle aziende del settore vitivinicolo, nellambito delle attività del corso di studi ha raccolto dati da vertigine su questa varietà. AllEnoteca Picone di Palermo, in via Marconi, sono state censite 124 diverse aziende produttrici di Nero dAvola e 246 diverse etichette del prodotto.
Tutto ciò metter in evidenza come non siano solo luci a caratterizzare il mercato di questo vino. «Il Nero dAvola è un argomento odioamato sostiene Torcivia è la bandiera dellenologia siciliana, ma allo stesso tempo porta con sé una serie di problematiche legate al prezzo basso, alla tendenza allo svilimento del prodotto, alla presenza di imbottigliatori non regionali. Per questo abbiamo voluto delineare uno scenario futuro». Scenari che verranno affrontati mercoledì 13 alle 9,30 nellaula master alla facoltà di Economia dellUniversità di Palermo nel seminario «Nero dAvola – vitigno principe della sicilia: luci ed ombre».
Al tavolo di discussione Torcivia ha invitato i diversi attori della filiera: i produttori Carmelo Morgante (Morgante), Fabio Sireci (Feudo Montoni) e Gaetano Maccarrone, (direttore tecnico delle Tenute Regalali). Nicola Picone rappresenterà le enoteche, quindi i venditori, e affronterà il tema delle «Scelte dei consumatori in enoteca, lanalisi della domanda, a valle della produzione», Salvatore DAgostino dellistituto regionale della Vite e del vino proporrà «Uno studio sulla realtà del nero dAvola in Sicilia», Salvatore Abbate della Maremonti e Gdo rappresenterà invece la distribuzione organizzata. Concluderà Sebastiano Torcivia su «Il ruolo della ricerca universitaria». Interverranno anche Umberto Ginestra di Milano Finanza e Fabrizio Carrera direttore di Cronache di Gusto.
Durante il seminario verrà presentata la ricerca effettuata dagli allievi del master. Tra i dati, oltre a quelli sulla proliferazione di aziende ed etichette, anche statistiche sui prezzi e sul prodotto. Per esempio delle 246 etichette censite circa il 60% è in purezza, mentre le altre (un centinaio circa) sono blend, per lo più con Cabernet Sauvignon (una su quattro), Syrah (una su cinque) e Merlot (una su dieci). Per quanto riguarda i prezzi si va da un minimo di 3,90 euro a un massimo di 40. La maggior parte delle etichette (poco meno delle metà) ha un prezzo al pubblico tra i 5 e i 10 euro e solo quattro tra i 35 e i 40 euro.
( Fonte Cronache di Gusto )
















