La Tintilia, questo vino testimone del territorio molisano, sta diventando importante grazie ad una intuizione che lo rende vino distinto dagli altri, con lofferta che non va a squilibrare la domanda e con il territorio delle aree interne che continuano ad avere la possibilità di coprirsi di vigne e di dar vita a nuove attività imprenditoriali.
Non è il frutto di una moda il successo che vive, oggi, il vino del Molise per eccellenza, la Tintilia, per lungo tempo dimenticato e da poco riscoperto, anche grazie ad una scelta importante fatta nel momento del suo riconoscimento allinterno della doc Molise, quando era Assessore allAgricoltura della Regione, lattuale presidente della Provincia di Campobasso, Nicolino DAscanio.
Un successo per niente scontato, frutto di tanta pazienza, in primo luogo di quei pochi, ma testardi, produttori, che hanno creduto in questo vino ed hanno lavorato per dare al territorio un testimone esclusivo, espressione di una identità e di una immagine, sia del Molise che del suo patrimonio agroalimentare, così ricco di biodiversità e di bontà
Come si sa il successo quasi sempre dà alla testa, ciò che porta spesso al fallimento di un progetto o di unimpresa per lincapacità di saperlo gestire o per la voglia di volerlo sfruttare fino a farlo finire e renderlo, così, inutile come una meteora.
Per evitare che questo successo non dia alla testa di qualcuno mi corre lobbligo, avendo vissuto con passione le sorti di questo nostro importante vino ancor prima, molto prima, della sua avvenuta consacrazione di vino doc, di riportare un fatto che spiega la natura del successo e la necessità di non cambiare per non far scendere in pianura il vitigno delle colline interne e, in non pochi casi, della montagna del Molise. Si tratta di mantenere viva la scelta fatta nella metà degli anni 90, che è stata quella di mantenere al di sopra dei 200 m.s.l. del mare la sua coltivazione, grazie al suggerimento di Gaspare Di Lisa, allora Sindaco di Roccavivara. In sintesi, nel corso della pubblica audizione, prevista dal DPR 930 del 1963 che apre alle Denominazioni di origine e istituisce il Comitato Nazionale per la Tutela e la Valorizzazione dei vini a d.o, che si è tenuta a Campobasso per preparare il riconoscimento della DOC Molise, fra i 19 tipi di vino è stato inserito anche laTintilia. Fra i presenti, come dicevo prima, cera lallora Sindaco di Roccavivara, il paese che guarda dallalto linteressante sito archeologico raccolto intorno al bellissimo santuario della Madonna del Canneto, la Madonna che sorride con il suo piccolo figlio in braccio appena nato. Nel suo intervento, Di Lisa, ha parlato della inutilità di inserire un vitigno poco produttivo come la Tintilia, e, come tale, incapace di competere con la produttività delle vigne della fascia costiera, se non si fosse trovato il modo di staccare questo vitigno dal resto, eliminando ogni possibilità di coltivarlo lungo la fascia costiera, fuori dalla sua zona di adozione, cioè il territorio del Molise interno, quello che comincia a partire dai 300 metri slm.
Quale membro, allora, del Comitato, ho fatto mia questa riflessione, bene accolta nel momento dellapprovazione dellattuale disciplinare di produzione della DOC Molise, con la sola mediazione di abbassare da 300 a 200 metri il limite dellaltitudine, al di sotto del quale non era possibile avere il riconoscimento della doc Tintilia del Molise o Molise Tintilia.
È cosi che la sua bassa produttività e i suoi caratteri organolettici, molto spiccati e di facile riconoscimento tra i grandi vini rossi, vengono ripagati dal mercato per il buon rapporto qualità-prezzo, al quale bisogna aggiungere il valore della curiosità e dellapprezzamento del consumatore esigente e, perché no, dellorgoglio crescente dei molisani. Un prezzo che riesce a spuntare con grande facilità per quanto detto prima, ma anche e, soprattutto, per la limitata quantità.
In questo modo limmagine della qualità rappresenta un importante valore aggiunto, sia per il produttore che per il territorio. cè da dire anche che la sua notevole carica di tannini e di sostanze coloranti (tinte, tentije, tentiglie), la sua capacità di trasmettere questi caratteri interamente al vino, possono venire meno una volta portato lungo una costa che avrà problemi di temperature e idrici crescenti nel tempo. E poi quel colore nero dagli intensi riflessi violacei che lo rappresentano e lo rendono diverso con la sua struttura di vino robusto (tosto) come le pietre dellalta collina e della montagna del Molise diversamente dalla sabbia del mare.
La Tintilia, oggi, ha tutte le possibilità per ottenere la DOCG, il riconoscimento massimo per un vino, per entrare cosi nella squadra composta dai Brunello di Montalcino, Barolo, Chianti, Amarone, Gavi, Taurasi, Vernaccia di S. Gimignano, e pochi altri ancora.
Ecco, invece di pensare a come distruggere un giocattolo da poco fatto con la proposta di eliminate il limite posto dallaltitudine, sarebbe quanto mai utile pensare a come organizzarsi per raggiungere un obiettivo così prestigioso e, visto che ci siamo, anche per dare ad un altro vino, secondo me altrettanto simbolo del Molise , il Moscato di Montagano un suo disciplinare d produzione con la delimitazione di unarea che, per quanto mi riguarda, non può che essere il territorio dei paesi che circondano questa cittadina che richiama lantica Faifoli.
Il successo della Tintilia apre anche ad appetiti di produttori esterni al Molise. Per esempio quelli della Campania che, per fortuna del Molise, operano in una Regione che non ha tra i suoi vitigni raccomandati la Tintilia, fra i tanti che sono riusciti a recuperare facendo della Campania la Regione più ricca in quanto a biodiversità viticola.
In questo senso cè bisogno di stare attenti per evitare che quello che non cè oggi diventi una realtà domani. Un dovere di tutti per dare a questa straordinaria motrice della vitivinicoltura molisana e del suo territorio, non solo la sicurezza, ma, anche, la forza necessaria per costruire il suo futuro<


















