Queste le dichiarazioni di Marco Toti Direttore Generale della Cooperativa di Gaiole in Chianti (Si):
Abbiamo deciso di non partecipare pi al Vinitaly poich i costi sono diventati indubbiamente maggiori rispetto ai benefici offerti da questa fiera.
Il lavoro attivo con gli anni si ridotto a due giorni – dal gioved pomeriggio al sabato mattina lasciando sempre pi spazio ai consumatori finali pi o meno interessati.
Anche la ristorazione ha dimostrato con il tempo sempre meno interesse,
partecipando soltanto in parte il luned mattina.
Credo che se Vinitaly volesse riprendere un ruolo di maggiore spessore dovrebbe ipotizzare un’apertura limitata dalla domenica al mercoled,
ed avvalersi di una location migliore da un punto di vista dei servizi.
Il Geografico investir la spesa della fiera direttamente sui mercati, nazionali ed internazionali, fiducioso in un migliore ritorno sia in termini commerciali che di immagine.
Ufficio Stampa
Studio Umami Roberta Perna
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Osservazioni di Winetaste
Tra le decine e decine di comunicati stampa che, da un mese a questa parte, mi arrivano quotidianamente nella casella di posta elettronica, non che questo fosse piu’ interessante di tutti gli altri che annunciavano la partecipazione delle aziende al Vinitaly.
Per questo mi ha fatto riflettere, non sull’utilit del Vinitaly in quanto tale, ma di come ogni azienda dovrebbe approcciarsi al Vinitaly.
Se una piccola azienda partecipa a questa grande e bella kermesse del vino italiano, senza avere prima programmato e fissato una serie di appuntamenti con buyer italiani e stranieri, con qualche addetto ai lavori ecc. credo che alla fine abbiano ragione gli amici del Chianti Geoografico.
Le aziende di medie-grandi dimensioni hanno uffici attrezzati che programmano e fissano appuntamenti con i vari operatori della filiera, diversamente si assister a stand vuoti e/o semivuoti per le aziende sconosciute, calca infernale di appassionati negli stand delle aziende famose, ed una calca e/o bolgia infernale tra i corridoi degli stand.
Personalmente ho frequentato il Vinitaly piu’ negli anni addietro come appassionato, che non da addetto ai lavori, perch oggi rischierei di accontentare pochi amici e produttori, trascurando invece quelli che per mancanza di tempo non riuscirei a visitare.
Non voglio e non posso giudicare la scelta dei produttori del Chianti Geografico, ma credo che dopo numerose partecipazioni alla manifestazioni abbiano tirato le loro somme tra gli investimenti fatti ed i risultati ottenuti, quello che dovrebbe fare ogni azienda che sa fare i suoi conti.
Troppi ” curiosi ” od ” appassionati ” tra gli stand che nell’arco dell’anno faranno vendere forse un cartone da 6 bottiglie alle aziende visitate.
In questi giorni sono stato costretto ad attivare la risposta automatica alla mia email, inondata di gentili ed apprezzati inviti da parte di uffici stampa e/o associazioni per partecipare a degustazioni , molte volte guidate da ” colleghi ” che hanno iniziato ad occuparsi di vino solo pochi anni fa, e sinceramente questo mi mette un po di tristezza e delusione in certi casi.
Roberto Gatti