LE GRANDI SOFISTICAZIONI CON L’OLIO D’OLIVA

 


Mi dispiace sempre affrontare questi argomenti delicati e scabrosi, ma ritengo sia dovere morale, di chi vuole fare informazione corretta nellagroalimentare, come mi impegno in prima persona quotidianamente, riportare anche queste tristi notizie, per tentare di tutelarci dalle truffe e frodi alimentari.


Ho partecipato alcuni anni fa, ad un corso sulla degustazione dellolio di oliva, presso lUniversità di Cesena-facoltà degli alimenti, ed il prof. Lercker riconosciuto e stimato luminare in materia di olio doliva, tra i piu preparati in Europa, ci comunicava che ancora oggi con lolio di oliva sono possibili le piu grandi e macroscopiche truffe ai danni dei consumatori, a tal punto che : Il truffatore se ne va a letto alla sera che è un miserabile, e si alza il mattino dopo che è un milionario ( in euro naturalmente sic ! )


Buona lettura


Roberto Gatti


 


 


Copia dellarticolo originale in inglese al link:


http://www.newyorker.com/reporting/2007/08/13/070813fa_fact_mueller


mentre sotto una traduzione, un poco ortodossa, tratta con un traduttore automatico reperito in internet, di cui mi scuso per la scarsa qualità, ma il significato della truffa si percepisce molto bene, fin troppo.


 


 


Il 10 agosto 1991, un’autocisterna arrugginita ha denominato il Mazal II attracco all’orificio industriale di Ordu, in Turchia e pompato ventidue cento tonnellate di nocciola olio nella relativa stretta. La nave allora ha intrapreso un viaggio serpeggiante attraverso il Mare del Nord mediterraneo e. Entro 21 settembre, quando il Mazal II ha raggiunto Barletta, un orificio in Puglia, in Italia del sud, il relativo carico si era transformato in, sui documenti ufficiali della nave, nell’olio di oliva greco. Ha slittato con le abitudini, possibilmente con il connivance di un funzionario, è stato convogliato nei camion dell’autocisterna ed è stato trasportato alla raffineria di Riolio, un produttore italiano dell’olio d’oliva basato in Barletta. Là era vend- in alcuni casi mescolati con oliva reale olio- ai clienti di Riolio. Fra agosto e novembre di 1991, il Mazal II e un’altra autocisterna, il Katerina T., trasportato quasi dieci mila tonnellate di olio turco della nocciola e seme di girasole argentino olio a Riolio, interamente identificato come olio di oliva greco. Il proprietario del Riolio, Domenico Ribatti, si è sviluppato ricco dall’olio bogus, azioni immobiliari notevoli di montaggio, compreso un grande magazzino precedente a Bari. Ha corrotto due funzionari, uno con contanti, l’altro con le scatole dell’olio di oliva ed ha fatto i viaggi a Roma, in cui ha rimasto al grande hotel ed ha incontrato altri produttori senza scrupoli dell’olio d’oliva dall’Italia ed all’estero. Come uno degli importatori principali dell’Italia dell’olio di oliva, l’azienda del Ribatti era un membro di ASSITOL, l’associazione commerciale dell’olio d’oliva potente del paese e Ribatti ha avuto abbastanza colpo a Roma per chiedere un trattamento favore-preferenziale del nipote del socio, che stava cercando l’ammissione agli ufficiali militari scuola- di un funzionario di high-posto al ministero di finanza, un collega-pugliese. Tuttavia, entro l’inizio del Ribatti 1992 ed i suoi soci erano in esame dal Guardia di Finanza, la forza della militare-polizia del ministero di finanza. Un ufficiale, da portare una video macchina fotografica miniatura sul suo legame, ha proposto come cameriere ad un pranzo ospitato da Ribatti al grande hotel. Altri, ascoltando di nascosto sulle telefonate fra i quadri di Riolio, hanno sentito il rustle dei soldi del dono che sono contati fuori. Durante i due anni successivi, la squadra del Guardia di Finanza, funzionando molto attentamente con gli agenti dell’ufficio anti-fraud dell’Unione Europea, ha radunato i particolari del crimine del Ribatti, identificando i clienti svizzeri della banca e le aziende di coperture caraibiche che Ribatti aveva usato comprare l’olio di oliva ersatz. I ricercatori hanno scoperto che l’olio della nocciola e del seme aveva raggiunto la raffineria del Riolio in camion dell’autocisterna e dal treno, così come in la nave e dai ha scoperto che gli stock di olio della nocciola attendono a Rotterdam la consegna a Riolio e ad altre aziende dell’olio d’oliva. I ricercatori anche scoperti dove l’olio adulterato del Ribatti era andato: ad alcuni di più grandi produttori dell’olio di oliva italiano, fra loro Nestlé, leva di regolazione, Bertolli ed Oleifici Fasanesi, che lo ha venduto ai consumatori come olio di oliva ed hanno raccolto circa dodici milione dollari nelle sovvenzioni di E.U. progettate per sostenere l’industria dell’olio d’oliva. (queste aziende hanno sostenuto che swindled da Ribatti e dai procuratori non potevano dimostrare la complicità sulla loro parte.) In 1997 ed in 1998, l’olio di oliva era il prodotto agricolo più adulterated in Unione Europea, spingente l’ufficio anti-fraud di E.U.’s a stabilire un gruppo di esperti dell’olio d’oliva. (“i profitti erano paragonabili a cocaina che traffica, con nessun dei rischi,” un ricercatore mi hanno detto.) Il E.U. inoltre ha cominciato ad eliminare le sovvenzioni per i produttori e gli imbottigliatori dell’olio d’oliva, in uno sforzo ridurre il crimine e dopo alcuni anni ha disperso il gruppo di esperti. Tuttavia la frode rimane un problema internazionale importante: l’olio di oliva è molto più importanti della maggior parte degli altri oli vegetali, ma è costoso e che richiede tempo a produr-e sorprendentemente facile da aggiustare. L’adulterazione è particolarmente comune in Italia, l’importatore principale del mondo, consumatore ed esportatore dell’olio di oliva. (per i dieci anni scorsi, la Spagna ha prodotto più olio che l’Italia, ma molto di esso è spedita in Italia per l’imballaggio ed è venduta, legalmente, come olio italiano.) “la vasta maggioranza delle frodi ha scoperto nel settore della alimento-e-bevanda coinvolge questo prodotto,” colonnello Leopoldo Maria De Filippi, il comandante per la metà nordica dell’Italia del N.A.S. Carabinieri, un gruppo di anti-adulterazione funziona sotto gli auspici del ministero della sanità, detto a me. In Puglia, che produce circa quaranta per cento delle olive dell’Italia, i coltivatori sono stati in un vicino-costante dichiarano della crisi per più d