Riporto queste sacrosante osservazioni e considerazioni del sempre puntuale, preciso ed acuto, Gianpaolo Paglia imprenditore vitivinicolo della Maremma Toscana, che mi trova totalmente daccordo, ed in calce potrete leggere le mie considerazioni.
Buona lettura –Roberto Gatti –
Forse c’ da chiedersi perch, se vero come ci dice Elisabetta – ed io non lo sapevo e rimango stupito – esistono in Italia ben 139 strade del vino, ma di queste ne funzionano solo 18. E bisognerebbe anche, e sopratutto, chiedersi quanti soldi pubblici siano stati spesi, o forse meglio dire, sprecati, per queste Strade. Io la mia idea me la sono fatta, per quanto riguarda la “mia” Strada (quella dei Colli di Maremma): bench l’idea in teoria sia giusta, all’attuazione pratica si rivela un disastro. Si tratta di una istituzione completamente calata dall’altro, con fortissima, dico fortissima, connotazione politica. Quella politica con la p minuscola, capace di togliere ogni respiro ed iniziativa all’imprenditoria privata mediante l’occupazione sistematica di qualunque postazione che pur lontanamente, teoricamente, pu dare luogo ad un pur minimo controllo del territorio. Salvo poi, una volta ricoperta la poltrona, disinteressarsi completamente del problema. L’importante averci messo il piede, poi si vedr. Quindi, la mia strada, che prende 13 comuni, ha un consiglio di 25 membri, di cui 9 diretta ed esplicita espressione degli enti locali, 6 viticoltori (tra cui pochissimi quelli di spicco), ecc. In queste condizioni, dove gli imprenditori, che sono i soggetti che dovrebbero avere l’interesse e la voglia di partecipare, sono letteralmente scoraggiati dal farlo, in quanto si rendono conto che tutte le decisioni saranno improntate al basso profilo, alla mediazione della politica locale, che se quella nazionale spesso pecca di provincialismo questa si pu immaginare a che livello pu volare. Ma di soldi, quelli ne vengono spesi a bizzeffe, per la realizzazione di musei del vino che hanno 10 visitatori l’anno (ma con sala riunione con decine di seggioline marca “poltrona Frau”), siti internet inutili (http://www.stradavinimaremma.it/index.php ) e statici, presenza sul territorio quasi impercettibile, effetti sulla promozione pressoch nulli. Ormai alcuni lo sapranno, mia convizione che siano gli imprenditori, i vignaioli per capirsi, a doversi riprendere in mano il bandolo della comunicazione e della promozione del loro territorio, per gli aspetti che li riguardano (e le Strade del Vino, intuitivamente, sarebbe uno di essi). Anche a costo di fare tabula rasa, di abbandonare la comunella con l’assessore, il consigliere, il sindaco, che alla lunga ha dimostrato di non portare a nessun risultato e ad un ampio spreco di risorse (tranne casi rari, ma qui si parla pi o meno del 10 % se non sbaglio, e bisognerebbe vedere se anche questi non funzionerebbero meglio senza palle al piede). La catena pi che altro mentale: noi non abbiamo bisogno di loro, noi siamo i soggetti che interessano all’esterno ai visitatori, agli appassionati, non il politico locale o il funzionario della Camera di Commercio. Le risorse impariamo a reperirle da soli, facciamo gruppo e puntiamo in alto, con iniziative serie, ben fatte, per le quali a volte non sono necessarie neanche risorse enormi, ma solo senso comune e professionalit, che un materiale completamente assente in questi organi politicizzati e inutili. Poi le risorse verranno anche, non quello il problema. Il problema liberarsi la mente, e imparare a trattarci da colleghi e non da nemici. Le Strade del Vino sarebbero risorse immense, se fossero gestite con quei criteri che richiamavo: senso comune e professionalit. Dovremmo fare qualcosa noi, facendo un passo avanti, e loro – un certo tipo di concezione di amministrare il bene pubblico – fare uno, o pi, passi indietro. Scusate la lunghezza. ( Scritto da Gianpaolo : http://poggioargentiera.simplicissimus.it/ )
Considerazioni di Winetaste
Come non condividere le osservazioni di Gianpaolo a proposito del malfunzionamento o non-funzionamento delle Strade del Vino in Italia,? Esiste in provincia di Ferrara, dove io vivo, una strada dei vini e dei sapori, ed anche questa in mano ai politici ed infatti funziona poco e male. Ho contattato i responsabili di questa strada, per mettermi al servizio di questa organizzazione, anche gratuitamente, non si sono nemmeno degnati di rispondermi : le professionalit evidentemente a loro non interessano, ma interessano le poltrone, i lauti compensi che gli vengono elargiti con il denaro pubblico ed anche degli associati, poi la strada vada come vada : e chi se ne frega ? E ora che gli associati, i diretti interessati che ci mettono soldi loro, si diano una smossa, che si avvalgano delle specifiche competenze esistenti sul territorio, questo avvenga a Ferrara o in Maremma, il concetto non cambia, e con laiuto e le competenze di gente preparata, che gira in lungo ed in largo lItalia vinicola, fare in modo che possa portare il proprio contributo in termini di esperienza e conoscenza per fare finalmente decollare questi carrozzoni politici che fino ad oggi non sono serviti a niente, salvo rarissime eccezioni ( se non ad elargire prebende a gente che di enogastronomia e di turismo enogastronomico, nulla o poco capisce, se non quello di abbuffarsi alla varie manifestazioni pagate con soldi pubblici, e pavoneggiarsi con discorsi che il piu delle volte non hanno ne capo ne coda, ma sono solo pregni di fumo, fumo..tanto fumo negli occhi.
E ora di finirla, la misura colma , non sappiamo cosa farcene di questi incapaci, buoni a nulla. Roberto Gatti
Agosto 2007
















