Privilegia il rapporto diretto con i commercianti, senza rappresentanti di commercio o intermediari di sorta, boicottando alcune fra le manifestazioni vetrina del settore pi note e prestigiose come Vinitaly, nella convinzione che sia questa la dimensione ottimale per raccontare della qualit e delleccellenza dei propri prodotti. Lui Francesco Maurigi, un produttore di vini siciliano che ha attirato su di s lattenzione degli addetti ai lavori per questo suo stile a dir poco rivoluzionario. Una scelta controcorrente e coraggiosa quella di puntare sulla vendita diretta, congedando gli agenti di vendita e fuggendo le passerelle, che non nasce dalla voglia di farsi notare, ma che di certo ha guadagnato al giovane imprenditore una bella dose di pubblicit. Daltronde gli outsider se la meritano sempre, perch volenti o nolenti si fanno promotori di atteggiamenti e comportamenti nuovi, e nel caso di Maurigi sono gi in tanti, colleghi, commercianti ed estimatori del settore, a caldeggiarne liniziativa. Motivati anche dal successo dello stile-Maurigi: quando decise di produrre vino punt a un territorio fuori dagli itinerari enologici come Piazza Armerina, nellEnnese, in Sicilia appunto, il cui territorio abituato a vedere pi piante di fichidindia che vigneti. Scommettendo su Sauvignon, Chardonnay, Pinot Noir e altri vitigni internazionali. Ed oggi tira fuori 700 mila bottiglie. Da alcuni anni ha investito in Toscana, regione vinicola per antonomasia, rilevando una tenuta (Torre a Decima) nelle campagne di Firenze e trasferendo l tutta la famiglia. Pi recentemente ha deciso di uscire dalle guide, almeno quelle tradizionali. Niente pi campioni inviati ai degustatori. E lui stesso a spiegare la sua innovativa filosofia:Abbiamo abolito la figura dellagente di vendita in Italia. Ne avevamo una trentina. Via tutti. In alcune zone li abbiamo sostituiti con una nuova figura, almeno per noi, quella dellaccount che cura limmagine dellazienda intrattenendo rapporti con il cliente e spiegando il prodotto. Poi ci avvaliamo di qualche distributore in alcune citt. E soprattutto ricorriamo alla vendita diretta. Il cliente chiama e noi mandiamo il vino. Una scelta che nasce dalla consapevolezza delle problematicit che segnano oggi i sistemi tradizionali di vendita e comunicazione nel settore: gli agenti tradizionali ormai hanno una quantit impressionante di mandati. E gi c un problema perch infatti nella distribuzione del vino tutti si lamentano ma nessuno ha il coraggio di immaginare una nuova politica () Il mondo del vino tende a farsi concorrenza giocando sullelasticit dei pagamenti. Ma sul medio termine questa strategia, nel momento in cui si concede credito a chiunque, non paga. E non paga, secondo Maurigi, nemmeno la partecipazione alle grandi fiere: Le fiere sono diventate uninutile passerella barocca. Fai lo stand bello, ci metti le foto, le hostess carine, ma alla fine mentre 10 anni fa un Vinitaly era risolutivo, oggi non pi cos. () Quando sono uscito dalle guide non ho perso una bottiglia. cambiato lo scenario e non vogliamo capirlo. Il mondo del vino e i suoi riferimenti si evolvono ad una velocit impressionante. A cosa serve una fiera? La risposta: incontrare tante persone in poco tempo. E allora non mi serve. Meglio pertanto, secondo limprenditore siciliano, selezionare con attenzione la clientela, a cui offrire prodotti di qualit al giusto costo: Ho assistito alla guerra a riempire di vino le persone. Cercando di agevolare le vendite a scapito del concorrente. Ma cos si diventa vittime e carnefici dei nostri stessi clienti. Anzich dare un vino a un prezzo stracciato molto meglio dare un servizio. E al ristoratore dico: se paghi il vino come la carne e il pesce, ordinami le bottiglie che ti servono, che motivo hai di comprare 5.000 euro di vino?. Stiamo scontando una serie di ostacoli che erano messi nel conto conclude Maurigi Ma sono ragionevolmente soddisfatto. La strada va affinata, vanno amalgamate una serie di figure ma bisogna ragionare in modo diverso nella distribuzione. Io ho dato la spallata. ( Fonte Onlinenews ) Annotazioni di Winetaste Trovo questa nuova visione della promozione e vendita del vino, messa in campo dal giovane imprenditore siciliano Maurigi, molto lungimirante e concreta. Per non dilungarmi ho sottolineato , quelli che secondo me, sono i punti salienti del pensiero ” Maurigi “, con il quale mi trovo in completo accordo. Sono convinto pure io che le guide dei vini oggigiorno, non facciano vendere una bottiglia in piu’ di vino segnalato o meno. Quello che conta a mio avviso ” educare ” il ristoratore, avvalendosi di figure preparate, e non riempirgli la cantina di vino. Un ristoratore mi disse un giorno che lui non vuole nemmeno fare le serate, sponsorizzate dalle cantine, perch poi si sentirebbe vincolato ad effettuare grossi acquisti, anche contro la sua effettiva volont. Complimenti a questo bravo, coraggioso e lungimirante imprenditore siciliano. Roberto Gatti
Vini dautore: lo stile Maurigi
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