Home Comunicati Stampa MARIA LETIZIA GAGGIOLI: QUANDO IL PIGNOLETTO E’ DONNA

MARIA LETIZIA GAGGIOLI: QUANDO IL PIGNOLETTO E’ DONNA

Incontriamo Maria Letizia Gaggioli sulle prime colline di Zola Predosa, nelle immediate vicinanze di Bologna. Qui ha affiancato da tempo il padre Carlo nella conduzione dellazienda vitivinicola di famiglia; da qualche anno inoltre responsabile del Borgo delle Vigne, il piccolo agriturismo di charme sorto a completamento della cantina.


 


Letizia, quando hai cominciato a lavorare nel mondo del vino? Come successo?


Ho iniziato quando avevo ventanni, mentre ancora stavo studiando. Il passaggio dai libri allazienda stato graduale e molto naturale.


 


stato un amore a prima vista, quello con il vino?


S, il mondo del vino mi piaciuto subito. E subito ho cominciato a darmi da fare per saperne sempre di pi: corsi da sommelier, corsi di abbinamento con i cibi


 


Oggi di che cosa ti occupi esattamente?


Un po di tutto, dalla gestione dellazienda alla partecipazione alle fiere. Anche se lattivit che assorbe maggiore tempo forse quella legata allagriturismo e allaccoglienza dei clienti.


 


Che cosa ti piace di pi del tuo lavoro?


Direi proprio laccoglienza dei clienti: sentire che si affidano a me, che desiderano sentirsi qui come a casa loro, cio capiti, contenti e soddisfatti. Un momento bellissimo, quando lasciano lazienda o  lagriturismo, quello in cui penso di esser riuscita a entrare in sintonia con loro. E allora mi distendo e mi gratifico veramente.


 


Fra i tanti vini che produci, quale preferisci?


Sicuramente il Pignoletto Superiore. Per me ha proprio tutto: profumi, struttura, gusto. senza dubbio il mio prediletto.


 


( N.d.r. Ne ho scritto poche settimane un articolo ad hoc, al link : https://www.winetaste.it/ita/anteprima.php?id=6993


Che cosa pensi del momento che sta vivendo il mercato del vino?


La gente oggi ha meno denaro da spendere, e anche di vino ne compra meno. Il numero dei produttori invece molto cresciuto, c grande affollamento di cantineEcco, in questa distonia c a mio avviso la chiave di lettura della crisi di oggi.


 


Che cosa significa, oggi, essere una Donna del Vino?


Una volta era diverso, cera un altro fascino, eravamo in poche. Oggi direi che Donna del Vino rischia di essere unetichetta vuota, poco significativa, una specie di stereotipo.


 


Che cosa pensi del turismo del vino?


stato, ed , un fenomeno molto positivo. La stampa di settore, i corsi di cucina e di vino hanno avuto il loro seguito. Oggi in azienda vengono persone interessate, attente, curiose di conoscere la cantina, la sua storia, i suoi prodotti.


 


Tu sei anche sommelier: ancora importante lattivit della sommellerie per promuovere il vino e il suo consumo?


Lattivit del sommelier importante, affascinante; stata, e resta il tramite ideale per avvicinare  il grande pubblico al mondo del vino. Anche se, da produttrice, mi permetto di aggiungere che per parlare veramente con cognizione di causa il vino bisogna non solo degustarlo: bisogna farlo.


 


Letizia, che cosa vedi nel tuo futuro?


Senza mettere mano alla sfera di cristallo, che ovviamente non ho, vedo in prospettiva un mio ruolo sempre maggiore nella direzione dellazienda. Per garantire la continuit a quanto per primo ha fatto mio padre, e per consegnare una realt sempre pi solida e affermata alla prossima generazione Gaggioli.


 


Che cosa ti d fastidio, professionalmente parlando?


Se penso ai nostri Colli Bolognesi, due sono soprattutto le cose che non condivido. Dal punto di vista produttivo, la ricerca esasperata, direi quasi paranoica, di un perfezionismo tecnico  standardizzato, che rischia soltanto di appiattire i vini e di renderli tutti uguali fra loro. Dal punto di vista commerciale, la tendenza delle nostre cantine a restare chiuse nel proprio guscio, senza guardare a mercati pi grandi, in Italia o anche fuori dei confini nazionali.


 


Si pu dare di pi, diceva una vecchia canzone possibile, secondo te?


S, senzaltro. Anche se il panorama produttivo dei Colli Bolognesi fatto di tante, piccole realt (anzi, forse proprio per questo), ci sarebbe bisogno di una maggiore coesione fra produttori. Una coesione che oggi non c, o comunque non c sempre. Ecco, su questo fronte si potrebbe, e si dovrebbe, dare di pi.


 


Ultima domanda: se avessi la bacchetta magica, per che cosa la adopereresti?


Per trovare un po di tempo in pi e fare qualche scappata al mare. Vivendo la collina tutto lanno, sento fortissimo il richiamo del mare!


                                                                                                                                      Piero Piero Valdiserra


 


 


 


 


Azienda Agricola Gaggioli Agriturismo Borgo delle Vigne


Via Raibolini Il Francia, 55 40069 Zola Predosa (BO)


Tel. e fax 051 75 34 89, e-mail info@gaggiolivini.it, www.gaggiolivini.it