MI SCRIVE UN PRODUTTORE DELLA VALPOLICELLA

 


 


Come ricorderete ho pubblicato pochi giorni fa, le considerazioni che mi sono giunte dalla Valpolicella, da parte di un associato alle Famiglie d Arte dell Amarone, e da un non associato, di cui al link:


https://www.winetaste.it/ita/anteprima.php?id=5085


Tra le tante lettere che mi sono pervenute in questi giorni, ognuna interessante a suo modo di vedere, ho trovato particolarmente istruttiva ed interessante,  e soprattutto scritta dal di dentro questa che sotto Vi trascrivo, pervenutami da un produttore lungimirante , con osservazioni puntuali e pertinenti.


La sottopongo a Voi tutti lettori di questo sito, cosi da avere una visione ancora piu ampia ed articolata della reale situazione che sta attraversando in questo momento la bella zona della Valpolicella


Buona lettura


Roberto Gatti


 


 


28/07/2009


 


 


 


 


Egregio Signore


Gatti Roberto


 


 


[email protected]


 


 


 


 


 


 


Il problema dellAmarone e della nuova associazione Le famiglie dellAmarone dArte.


 


 


Non Le avevo risposto prima perch molto occupato in altri argomenti, e perch volevo ripensare al problema.


 


Io credo che lassociazione abbia due valenze, una pubblicitaria e una reale.


 


Quella pubblicitaria servir (forse) alle 10 aziende facenti parte della associazione, che potranno fregiarsi di un titolo che a loro parere aumenter il loro prestigio.


 


Quella reale dovrebbe consistere in un miglioramento della produzione degli associati e conseguentemente della commercializzazione del vino.


 


Mi pare, per, che i vincoli per gli associati destinati a migliorare la produzione, non siano molto importanti.


 


Il grado minimo (15 gr.) pu servire a questo (ma, di fatto, gli Amaroni hanno gi quasi tutti 15 gr.) mentre il numero di mercati esteri, la anzianit della cantina, la possibilit di ridurre luva di appassimento, il numero minimo delle bottiglie, non appaiono determinanti a questo scopo.


 


Lestratto secco minimo a 30 gr/l pu essere importante, mentre un invecchiamento superiore di sei mesi non conta molto.


 


Quanto al prezzo che costituisce effettivamente un problema nulla si dice di concreto.


 


Mi pare quindi che le limitazioni che giustificano la partecipazione allAssociazione siano positive ma non certo risolutive.


 


Io credo che il problema dellAmarone richieda ben altri provvedimenti, e soprattutto una unitariet nel ricercare soluzioni condivise dalla maggioranza dei produttori.


 


In primo luogo appare necessario che le uve siano uve di collina perch pi resistenti ed aventi le caratteristiche qualitative particolari necessarie alla produzione di un vero Amarone.


 


In secondo luogo necessario ritornare alla tradizione, che consentiva lappassimento delle uve dal 25% al 30%, con effettiva scelta sia grappolo per grappolo (in parte ancora si fa), che delle zone o dei campi migliori.


 


Da ci conseguirebbe un miglioramento produttivo e una sostanziosa riduzione delle quantit, con ovvia ricaduta sul prezzo.


 


In terzo luogo necessario non tagliare i vini prodotti con le uve DOC per renderli pi gradevoli, pi internazionali, pi come vuole il mercato.


 


LAmarone si guadagnato la propria fama cos come era, e il tentativo di renderlo pi appetibile ha ottenuto il risultato di modificarne in parte le qualit, e quindi di fargli perdere alcune caratteristiche tipiche che lo avevano valorizzato; ovviamente ci accade solo in alcuni casi; sarebbe bene tornare allantico.


 


E poi necessario ritornare alla individuazione del vino valorizzando e specificando le annate di produzione; chi produce il vino con le sole uve sa bene che queste sono spesso molto diverse anno per anno; il mio ripasso del 2004 aveva gradi 12,5 e il ripasso del 2007 ha gradi 14,7!  E gli estratti sono diversi, e i profumi ancora pi differenti.


 


Normalmente in commercio difficile trovare pubblicizzata la individuazione dei vini a seconda delle annate; i veri venditori dovrebbero invece puntare molto su questa qualifica, facendo apprezzare ogni vino per quello che , anno per anno.


 


Si sentito dire troppe volte che necessario seguire il mercato, che necessario che i vini siano sempre eguali a prescindere dalle annate.


 


Se questo vero, pu valere (forse) per i vini di modesto pregio; quelli di valore vanno distinti anno per anno.


 


Il mercato fatto dagli acquirenti ma anche dai venditori, e quindi dovrebbe essere loro interesse distinguere i loro vini a seconda del singolo valore.


 


Questi concetti dovrebbero valere per tutti i vignaioli, e quindi anche per tutti coloro che fanno parte dellAssociazione dellAmarone dArte.


 


La limitazione a 15 anni di esperienza pu avere un significato, e anche no, perch ci sono produttori da oltre 15 anni che producono vino scadente e altri, pi giovani, che producono vino ottimo.


 


La vendita in pi di 5 mercati esteri certo prova di una capacit commerciale, ma non sembra sia qualificante sul tipo di vini.


 


Complessivamente dunque a me sembrerebbe pi importante un accordo di tutti i viticoltori e vinificatori su criteri pi restrittivi e pi seri nel produrre vino, su un impegno pi rilevante nella sua pubblicit ( possibile che in Valpolicella solo 4 o 5 cantine pubblicizzino il Valpolicella e le altre non spendano una lira?), e su un serio confronto sui prezzi.


 


C infatti il problema dei prezzi che vanno da alcuni certamente troppo bassi, ad altri che possono essere qualificati strani; certo che si devono escludere i prezzi troppo bassi, perch si innesca una catena al ribasso che non porta lontano. Ma, sui prezzi, forse, occorrerebbe da parte di tutti un po di sincerit; dichiarare i propri veri prezzi di vendita, in Italia e allestero, forse farebbe bene a tutti, e un tentativo serio di stabilire alcune linee direttive in proposito sarebbe da perseguire.


 


E necessario poi che si curi effettivamente il territorio, ponendo fine alla sua distruzione e occupazione con case e costruzioni, con cisterne dacciaio esterne in piena vista, che certo contrastano con lidea di un vino pregiato, con lidea delle botti, delle barriques e della raffinatezza.


 


Per ora mi fermo qui; mi auguro che queste brevi note possano costituire uno stimolo per un sereno confronto.


 


Cordialmente.


 


 


( lettera firmata )


 


 


Osservazioni di Winetaste


 


Come non essere daccordo con queste lucide, razionali e lungimiranti osservazioni ? Riflettano tutti i produttori di Amarone su quanto sopra riportato, credo ci siano buoni e tanti spunti di approfondimento, per il bene di tutta la zona vitivinicola valpolicellese !


Ringrazio il produttore per la lettera di cui sopra, che gentilmente mi ha voluto inviare.


Roberto Gatti


29-07-2009