MURANA SALVATORE : L’ANIMA DEL PASSITO DI PANTELLERIA

 


 


Sono stato  a Pantelleria, ed ho avuto la fortuna di conoscere personalmente Salvatore Murana, il primo agricoltore pantesco ad imbottigliare e fare conoscere fuori dallisola, il ( ora… ) famoso passito di Pantelleria. Salvatore è uno di quei personaggi che se entri nelle Sue corde e simpatie Ti accoglie a braccia aperte, diversamente è meglio guardare altrove, personalmente ho legato fin dal primo impatto, forse perché presentato da un caro e comune amico fraterno siciliano.


Ho avuto la possibilità di visitare lisola, ancora allo stato naturale , anche se non sono pochi i forestieri che qui arrivano per cementificare e distruggere quanto la natura ha creato in molti secoli, ma stiano attenti questi pirati della new economy : lisola era e rimarrà sempre dei panteschi.


Fatta questa premessa, e per meglio farvi capire il personaggio Salvatore Murana, Vi voglio riportare una recente intervista che una bella rivista online gli ha riservato, poi in calce le mie degustazioni di alcuni vini di Salvatore.


Buona lettura


Roberto Gatti


 


  


VIVERE DI VINO


Salvatore Murana fa vino a Pantelleria da sei generazioni. Che futuro cè per il prodotto principe dellisola? Non si faranno più grandi numeri ma grandi bottiglie e non ci sarà più spazio per i piccoli contadini-artigiani


 


Passito prossimo


 


Quando lamore smisurato verso una terra difficile quanto ricca si coniuga al vino, nascono dei prodotti che sono speciali. Salvatore Murana produce vini a Pantelleria da sei generazioni. Non solo è un grande appassionato dellisola, ma anche un profondo conoscitore delle sue potenzialità. La sua immensa devozione per questa terra si percepisce immediatamente fermandosi a parlare per qualche istante con lui. Poi, soffermandosi a degustare i suoi vini passiti ci si accorge che il suo lavoro di vignaiolo è una continua dichiarazione damore allisola. Ed è proprio tra i filari carichi di grappoli e un leggero vento di scirocco che si sofferma a parlare del prodotto principe dellisola, un vino passito che di Pantelleria racconta il fascino e i profumi.


 


Cosa deve possedere un passito per essere degno di questo nome?


Il vino dolce di Pantelleria è caratterizzato da una maturazione che avviene attraverso il calore. Ciò significa che deve essere la massima espressione del calore stesso. Innanzitutto, il colore non deve essere ingannevole ma proporzionato alla robustezza del vino. La sua dolcezza non deve essere eccessiva, inoltre la persistenza deve essere valutata a bicchiere vuoto, più i profumi sono forti, più imponente è il vino.


 


Cosa ne pensa delle discussioni che ci sono state sulla possibilità di imbottigliare il passito di Pantelleria al di fuori dellisola?


Limbottigliamento del vino sullisola è un doppio vantaggio per i produttori e anche per i consumatori. In primo luogo in termini economici, poi anche dimmagine, poiché conferisce valore aggiunto al territorio. Daltra parte credo che questo vino non porti solo il nome dellisola ma anche tutto ciò che vive qui. I nostri cugini dOltralpe hanno capito che del territorio devono fare risorsa preziosa, noi italiani non molto.


 


Quali sono i rischi che si corrono?


Il vino è la conseguenza del territorio e dunque imbottigliando al di fuori di Pantelleria le tentazioni diventano forti Bisogna evitare quanto accaduto finora, ovvero che il passito isolano venga utilizzato come serbatoio di profumi e corpo di molti vini prodotti altrove. Pantelleria sta ancora pagando il pedaggio per questo motivo.


 


Cosa ne pensa degli innumerevoli passiti artigianali e contadini che si possono trovare sullisola?


Credo che il gusto sia conforme alla rozzezza dellintelletto, chi viene in vacanza qui sceglie cosa comprare ed il grado della piacevolezza di ciò che acquista.


 


Quale sarà secondo lei il futuro di questo vino?


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