Nasco e Malvasia: vini da meditazione

 


 


I latini lavevano capito da tempo: quel dulcis in fundo il dettaglio che cambia la vita. Nasco, Moscato e Malvasia allattacco di Zibibbo (uva blasonata dei grandi passiti siciliani). Vini da dessert o da meditazione, la scommessa dellenologia isolana fa passi da gigante. La conferma arriva dalla vigna: dieci ettari di nuovi impianti negli ultimi due anni, una netta inversione di tendenza rispetto al passato, commenta Mariano Murru, enologo e direttore tecnico delle Cantine Argiolas, casa dellAngialis (il vino da dessert da uve nasco pi premiato e, con il Latinia di Santandi, il pi apprezzato). Un rilancio che premia le aziende, ma sopratutto il territorio,che cos non vede scomparire quei vitigni strettamente legati alla sua storia ed alle sue tradizioni. Serdiana, Dolianova, Sinnai, Maracalagonis, Settimo, Selargius,Quartu: ecco il cuore di vigna sarda del Nasco e Malvasia di Cagliari. Questaumento delle superfici vitate, aggiunge Murru, il frutto di un delicato e lento lavoro di promozione e valorizzazione della qualit di queste tipologie di vino ,che da anni portano avanti alcune cantine ,e che ha permesso ai vini ottenuti da Nasco e Malvasia di diventare tra i pi richiesti ed apprezzati dal consumatore. Un motivo di orgoglio per i tecnici che su questi vitigni hanno lavorato a lungo proprio sulla qualit. I riconoscimenti internazionali (da ricordare le medaglie doro al Concours Mondial de Bruxelles 2007 ai due i vini da dessert della Sardegna Angialis (Argiolas) e Aristeo ( Feudi della Medusa) le recensioni entusiastiche su riviste e guide specializzate(l’Angialis annata 2001 stato premiato dalla prestigiosa guida del Gambero Rosso come miglior vino dolce italiano) hanno mostrato ad un pubblico sempre pi vasto le grandi potenzialit di questi vitigni.. Agli enologi dellIsola dunque la capacit, non scontata, di essere riusciti a esaltare le caratteristiche tipiche di questi vitigni, offrendo dei vini con un una visione pi moderna e pi vicina al gusto attuale del consumatore ,che predilige vini dolci a carattere riduttivo,cio con aromi pi intensi e fruttati in contrapposizione a quelli a carattere ossidativi (vernaccia)


Nel 2007 a Oristano il corso di laurea in Viticoltura Enologia ha dedicato un importante convegno ai grandi vitigni sardi per vini da dessert. Non solo. Il successo a Quartu SantElena, della manifestazione DolceVino, nellex Chiostro dei Cappuccini curata da Massimo Mascia, presidente di Botteghe in piazza, conferma il momento doro. E se non bastasse, a giugno la prestigiosa Accademia italiana della vite e del vino ha fissato proprio a Oristano il tradizionale appuntamento annuale. Un promemoria su cui meditare anche per la classe politica sarda, talvolta poco attenta al settore.


 


( Fonte Unione Sarda )