Nelle festività ha vinto l’Italia a tavola

Nelle festivit ha vinto lItalia a tavola


E Giorgio Calabrese ne il campione


 


 


 


Ancora tanti botti pericolosi, ma per fortuna con sempre meno vittime. E, soprattutto, tanti brindisi al nuovo anno coi nostri spumanti, sia in Italia sia allestero, e cene coi nostri piatti tipici. Dopo tanta esterofilia e molto provincialismo finalmente stiamo cominciando a comprendere come anche i prodotti italiani possano essere di valore e di qualit. Con non poca soddisfazione per la gola, la salute e il portafoglio. Non certo il caso di fare dichiarazioni stupide come quelle della Coldiretti e del Ministero, che parlano di ridicoli sorpassi continuando a voler paragonare il mercato dello Champagne a quello dei tanti spumanti italiani (dimenticando che in campo in alternativa al prodotto principe dei francesi noi possiamo schierare al massimo 24 milioni di bottiglie di metodo Classico). Archiviamo ancora una volta questi proclami di vittoria come pura demagogia e unoperazione di disinformazione che non servono nemmeno ai nostri produttori.


 


Ma al di l delle solite cadute di stile non possiamo non dare voce alla soddisfazione di quanti avevano puntato proprio su festivit allinsegna dellItalia a tavola per dare un senso al nuovo anno che si preannuncia ancora molto difficile, ma con qualche speranza in pi. E questo con buona pace di quanti fino allultimo hanno cercato di mettere in ridicolo gli appelli che le istituzioni, la televisione e parte della stampa (fra cui in prima fila Italia a Tavola) hanno lanciato perch si valorizzasse lo stile italiano anche a tavola.


 


Se questo linizio possiamo guardare con pi ottimismo ai prossimi mesi, immaginando che fra i consumi domestici e le offerte dei ristoranti che non vorranno andare fuori mercato ci siano davvero pi prodotti tipici, pi ricette tradizionali rinnovate e riproposte per fare da supporto al sistema Italia e marcare con decisione unidentit economica e culturale che ci deve distinguere nel mondo. LItalia deve puntare un po di pi sulla sua tradizione e sui giacimenti enogastronomici e non lasciare questa bandiera solo ai nostri cuochi che in giro per il mondo si ostinano, con crescente successo in verit, a fare da ambasciatori a valori che negli ultimi tempi si erano persi in nome di cucine molecolari e vini barricati alleccesso, osannati dai tanti guidaioli che oggi cambiano magari pensiero (meno male) senza un minimo di mea culpa…E proprio da cuochi italiani nel mondo, attraverso il Gvci (Gruppo virtuale cuochi italiani), verr tenuta nei prossimi giorni una nuova lezione di stile con la Giornata dell’orgoglio della cucina italiana nel mondo, dedicata alle tagliatelle alla bolognese, che saranno cucinate in tutti i ristoranti italiani del globo il 17 gennaio dopo lanteprima che si svolger fra il 13 e 14 a New York, ospite donore il nuovo tre stelle Michelin Chicco Cerea del Da Vittorio di Brusaporto (Bg).


 


E a garanzia di una nuova strategia che dovr rilanciare il Made in Italy a Tavola ci piace ricordare il successo, superiore a ogni nostra pi rosea aspettativa, del sondaggio per designare il Personaggio dellanno per lenogastronomia. Oltre 24mila lettori hanno espresso le loro preferenze decretando la vittoria del dietologo e presidente dellOnav Giorgio Calabrese. Un voto che ci fa piacere perch, oltre a confermare linteresse di tanti italiani per questi temi, si concentrato su una persona che nel corso del 2009 si esposto in prima linea per almeno due battaglie centrali e sulle quali ci siamo trovati assolutamente in linea: lidea di un bere responsabile in alternativa alla follia della tolleranza zero sul vino, che sembrava aver fatto perdere la testa a molti politici, e la difesa senza se e senza ma dei valori salutistici della dieta mediterranea, snobbata da qualche politico pi alla caccia di voti col retino della demagogia che non attento alla salute degli italiani.


 


Il vino e la dieta mediterranea sono due dei temi su cui si possono e si devono invece basare le nuove strategie per una salute che inizia gi a tavola e per una promozione dellagroalimentare italiano allinsegna della qualit e del territorio. Su queste basi i nostri lettori hanno saputo dare unindicazione assolutamente precisa a quei politici che continuano a snobbare (o addirittura lavorano contro, tutelando solo la grande industria…) lenogastronomia. Lincoronazione a personaggio dellanno di Giorgio Calabrese una scelta pi che precisa, che ci fa piacere e, soprattutto, rappresenta un segnale forte: il settore ha bisogno di valorizzazione e di credibilit. Giusto ci che Calabrese pu assicurare.


 


( Fonte Italia a Tavola )


 


 


Cosi risponde il Prof. Calabrese


 


Difendiamo il cibo e il vino dai “talebani” del rigore


1) Caro direttore, le scrivo per ringraziarla per il suo editoriale in cui tratta di temi molto veri con un linguaggio libero, che proprio di personaggi della cultura come lei . Il suo libero pensiero ci fa trovare ancora una volta dalla stessa parte e ci pu far bene alla nostra nazione e alla nostra salute.


 


Le sue parole dedicatemi con affetto sono per me un incentivo come il carburante in unautomobile! Noi scienziati medici spesso siamo per attaccare piuttosto che difendere ci che la scienza ci insegna, la dieta mediterranea stata bistrattata da quei personaggi che per usufruirne economicamente ci vogliono convincere che fare le pericolose diete iperproteiche sia salutista; s lo sono ma per le tasche di chi le appoggia e sono dannose per la salute umana!


 


Laltra mia battaglia a favore del vino nasce dalla grande convinzione scientifica che 2 bicchieri di vino ai pasti e mai a digiuno, non solo non fanno male ma anzi fanno bene alla salute. Per i talebani del rigore che non si conf con la ricerca dellequilibrio in ogni cosa, sono arrivati a dire che anche lannusare il vino faccia male! Mah. Cosa dire?


 


I nostri giovani secondo loro muoiono tutti a causa di 2 bicchieri di vino che in genere non bevono, confondendo lalcol dei super alcolici associato alle tante droghe annesse. Io avrei iniziato, come Polizia stradale, a eseguire subito i narcotest e poi letilometro. Invece ci si focalizzati su questultimo e non sbagliato controllare lalcolemia. Snobbando le droghe e qualche titolare di discoteca se l presa con me perch dicevo ci che tutti dicono con verit: cio: in quei locali gira molta droga!



 


Bene, siccome non sono un Don Chisciotte, lavorer sempre, come ho fatto fino ad ora, con altri colleghi per difendere i cibi che fanno bene definendone per le quantit minime e massime. Buon lavoro caro direttore e ad maiora!


 


Giorgio Calabrese


 


Medico nutrizionista


 


 


 


Annotazioni a Margine di Winetaste


 


Evviva l’ Italia a Tavola ( in ogni senso) , mi riferisco sia al sito dell’amico/collega Alberto Lupini, ed anche all’agroalimentare italiano. Quando durante le festivit natalizie si approvato il ” consiglio ” del Ministro Zaia di mangiare e bere italiano, stato solamente per spirito nazionalistico, perch consci della grande crisi ( forse la piu’ grande dal dopoguerra ad oggi ) in cui versa il nostro agroalimentare, abbiamo pensato fosse giusto aderire a tale invito.


 


Nessuno di noi , che abbiamo approvato tale iniziativa, si mai sognato di mettere in discussione il valore assoluto dello champagne nelle migliori espressioni, che ad avviso dello scrivente ” inarrivabile “, ma ci sono in giro moltissimi champagne che non sono nemmeno degni del nome che portano, in quanto troppo acidi e di qualit mediocre, per non parlare poi dei prezzi troppe volte inusitati.


Se le Maison d’Oltralpe sono strapiene di bottiglie  invendute una qualche ragione ci dovr pur essere.


Alla nostra salute, cari amici lettori, con i magnifici prodotti dell’agroalimentare italiano.


Roberto Gatti