Nomisma: giovani e vino, under 30 fermi al 6% dei consumatori.

Al via uno studio per ripensare il mercato

 

 

 

 

Il nuovo progetto di Wine Monitor analizzerà comportamenti, preferenze e occasioni di consumo dei 18-30enni. Obiettivo, fornire alle imprese strumenti concreti per dialogare con la generazione che rappresenterà il mercato del futuro.

I giovani consumano poco vino e il tradizionale percorso che li portava a diventare consumatori abituali si è progressivamente interrotto. È da questa evidenza che prende avvio il nuovo progetto di ricerca di NomismaWine Monitor dedicato al rapporto tra under 30 e vino, con l’obiettivo di comprendere come stanno cambiando gusti, occasioni di consumo e aspettative delle nuove generazioni e tradurre i risultati in indicazioni operative per le aziende della filiera.
I numeri raccontano un mercato in trasformazione. Oggi gli under 30 rappresentano appena il 6% dei consumatori italiani di vino, mentre i consumatori abituali sono scesi in pochi anni da circa il 57% a meno del 40% della base complessiva. Una dinamica che, oltre al calo demografico, riflette un cambiamento profondo nelle abitudini di consumo.

 

IL CONSUMO CAMBIA: NON BASTA PIÙ L’ETÀ

Una criticità strutturale è rappresentata dal calo demografico e dal progressivo invecchiamento della popolazione italiana, ma la contrazione dei consumi dipende anche dalla riduzione generalizzata della frequenza di consumo, che riguarda non solo i giovani ma l’intero sistema“, osserva Denis Pantini, Responsabile Agrifood & Wine Monitor di Nomisma.
Se in passato il consumo di vino cresceva naturalmente con l’età, oggi questo meccanismo si è indebolito. L’ingresso nel mondo del vino non si traduce più automaticamente in un aumento della frequenza di consumo, rendendo necessario ripensare prodotti, linguaggi e strategie di posizionamento.
Parallelamente cambiano anche le occasioni di consumo. Il fuori casa continua a essere centrale per i più giovani, ma cresce anche il consumo domestico in forme nuove, come aperitivi tra amici, favorito sia da fattori economici sia da una maggiore attenzione alla sicurezza stradale. In questo scenario anche l’enoturismo può diventare uno strumento di avvicinamento al vino, trasformando un’esperienza in conoscenza.

 

 

 

TRA BIANCHI, BOLLICINE E LOW ALCOHOL

Le preferenze degli under 30 delineano un panorama diverso rispetto alle generazioni precedenti. Tra i vini fermi prevalgono i bianchi, mentre i rossi restano marginali. Le bollicine continuano a esercitare una forte attrattiva, soprattutto nel mondo della mixology e dei premixati.
Cresce inoltre l’interesse verso i vini dealcolati e a bassa gradazione. Pur rimanendo un segmento ancora limitato — nel 2025 la gdo italiana ha venduto circa 400 mila bottiglie, prevalentemente di produzione estera — le ricerche di Nomisma evidenziano una maggiore apertura delle giovani generazioni verso queste categorie, in linea con quanto emerge anche nei principali mercati europei e anglosassoni.

NOMISMA, PROGETTO IN DUE FASI PER LA FILIERA

Per rispondere a questi cambiamenti, Nomisma ha avviato un progetto articolato in due fasi. La prima prevede una ricerca dedicata ai consumatori tra i 18 e i 30 anni per analizzare comportamenti, occasioni di consumo e preferenze. La seconda coinvolgerà direttamente i giovani in degustazioni e test comparativi, così da verificare quali tipologie di vino incontrino realmente i loro gusti.
L’obiettivo è passare da una fotografia del fenomeno a una verifica concreta delle preferenze dei giovani consumatori, trasformando l’analisi in linee guida utili alle imprese“, spiega Pantini.
L’iniziativa, sviluppata con il coinvolgimento di Tenute del Leone Alato e Assoenologi, punta ora ad ampliare la partecipazione delle aziende per costruire un osservatorio permanente sul rapporto tra giovani e vino. “Il rapporto tra giovani e vino non è solo una questione di gusti, ma un tema strutturale che intreccia demografia, cultura, comunicazione e innovazione di prodotto“, conclude Pantini.

 

( Fonte Vinonews24.it )