Pantelleria, divisi sul Moscato

( nella foto i vigneti ad alberello coltivati sull’ isola, protetti dai muretti a secco- Foto scattata lo scorso maggio 2007, durante la mia permanenza sull’ isola del vento )


 


LA CURIOSIT


 


 


Il Consorzio di tutela ha chiesto un parere al ministero sulla possibilit di aumentare il coefficiente di trasformazione del vino. Una decisione che fa discutere


 


 


 


La vicenda nata alcuni mesi fa, quando il Consorzio di tutela e valorizzazione dei vini di Pantelleria decise, tramite Federvino, di chiedere un parere al ministero dellAgricoltura sulla possibilit di aumentare il coefficiente di trasformazione del Moscato dolce di Pantelleria. Il Consorzio, insomma, vuol sapere se possibile o meno produrre il Moscato dolce con una inferiore concentrazione di uva. Il ministero, a sua volta, ha girato il quesito allIstituto regionale della Vite e del Vino. Ma nellattesa che i tecnici si pronuncino, non tutti i pareri sulla possibilit di una modifica del disciplinare sembrano essere omogenei.


Giacomo Rallo, patron di Donnafugata, continuer a produrre come fa da sempre: “Donnafugata produce un litro di Moscato Passito, il Ben Ry, con l’impiego di quattro chilogrammi di uva. Il tempo sembra averci dato ragione. Quest’anno abbiamo lavorato il 30% delle uve Zibibbo dell’isola provenienti dai nostri vigneti, quarantadue ettari, e da altri ottanta di vigneti di nostri conferenti. Pantelleria – continua l’imprenditore – un piccolo territorio con delle peculiarit assolutamente uniche e originali, predisposte solo per la definizione di grandi vini di alta qualit. La resa media nei nostri vigneti di uva per ettaro di circa 60 quintali. Resa che soddisfa il nostro orientamento alla qualit”.


Una visione opposta quella di Emilio Ridolfi, direttore marketing delle Cantine Pellegrino: La richiesta del Consorzio dice legata ai cali di produzione che sono stati registrati lo scorso anno e che rende difficile il raggiungimento delle quote previste dal disciplinare. Per questo, prudenzialmente, abbiamo chiesto un parere. Limportante aggiunge il manager che una risposta, qualsiasi essa sia, arrivi prima della prossima vendemmia. Sarebbe assurdo avere un responso dopo, perch non risolveremmo i problemi cui andiamo incontro lasciando la situazione cos com.


 


( Fonte Cronache di Gusto )