Paraschos, il 3,14 del vino friulano a San Floriano del Collio


La stagione 2011 dei vini Paraschos, a San Floriano, sul Collio Friulano –


 


3,14, ovvero pi grego: partiamo da qui, anzi no, ci arriviamo dopo, prima partiamo da Cormons. Quando arrivate nella citt del vino, a pochi minuti daUdine, trovate in alto un cartello che dice Slow Collio e che ha per simbolo le ruote della bicicletta. Cosa significa questo?


 


Significa che per apprezzare il Collio, le sue bellezze, le sue offerte, le cantine, le persone ed il vino, occorre andare piano, e fermarsi spesso: il Collio metafora della vita, perch per gustare quello che la natura ti offre devi rallentare il ritmo della tua esistenza e godere dei dettagli delle persone e dellambiente che ti circonda, senza rincorrere il tempo, ma lasciando che lo stesso prenda possesso della tua giornata.


 


E una sorta di confine invisibile Cormons: per noi della citt di Udine, diPordenone, del Veneto e della Bassa friulana, ma anche per molti altri, dopo la statale e dopo Cormons c un  mondo che conosciamo poco eppure un mondo bellissimo che si estende tra colline e vallate dolci, tra boschi e vigneti, tra case sparse e campanili svettanti verso il cielo, con la linea di confine appena accennata con la Slovenia da dove tira il vento e il Friuli dove batte il sole. O viceversa magari.


 


San Floriano del Collio (Gorizia) un paese-non-paese, ovvero c il campanile e la chiesa come punto di riferimento a Steverjan (nome sloveno del capoluogo), ma poi ci sono  le frazioni di Bucuie, Zegla, Giasbana, Gradisciuta, Uclanzi, Valerische e altre: piccole realt, stradine lente e riposanti, dove ci sono pi cantine e posti per fermarsi che opifici, dove un Comune intelligente ha fatto delle aree di sosta dei piccoli capolavori darte, con arredo urbano emozionante e modernissimo, eppure perfettamente inserito; dove i cartelli pi frequenti sono quelli dei percorsi ciclabili, numero 1, o 4, o 9 che ti portano da un posto magnifico ad un posto stupendo, passando per un paesaggio indimenticabile.


 


WOW verrebbe da dire, che posto sto posto! Un posto dove, ricordiamoci dello Slow, si leggono insegne della tana dei ghiri o del ronco dei tassi e la mancanza di velocit un emblema di questo stile di vita e di questo terroir. A siamo al pi greco, ovvero al 3.14; siamo a casa di Alexis Paraschos e, se pure siamo nel Collio, chiaro che qui siamo a casa di gente dallorigine greca; il pap Evangelos infatti venne a studiare a Trieste e qui, complice il clima e le belle donne..decise di fermarsi e poi trasferirsi da queste parti iniziando a produrre vino per  il ristorante di famiglia prima e poi, allargandosi ed acquistando altri vigneti.


 


Dal 1997 ha puntato sulla produzione di qualit e sui vini molto particolari di questa azienda, che fa del rispetto della natura e delle piante un dogma da applicare sempre nella produzione vinicola; niente diserbante, niente concime, acqua solo se serve, e poi le uve che danno quello che devono dare  e la vendemmia fatta a mano quando la maturazione perfetta.


 


Il simbolo del pi greco, p appunto diventa il marchio delle etichette della azienda e campeggia su tutte le bottiglie, e permette anche dei giochi di parole, con il Pinot Grigio che si chiama..Not, oppure con la festa dellazienda che viene fatta il 14 marzo, ovvero 3.14 in inglesee il vino era pure presente al record del 3.14 pi lungo fatto a Udine qualche settimana fa.


 


Entri e se vai sotto a vedere la barricaia di Alexis, vedi anche una parete lasciata  grezza, senza intonaco e muratura: siamo parecchi metri sotto terra e la ponca trasuda lente gocce dacqua, e lo fa qui, in cantina, come lo fa nel terreno richiamando le radici assetate in profondit e garantendo sempre quel minimo di acqua che permette alle piante di sopravvivere: magica ponca, difficile ponca, che a volte  non solo gialla e ocra, ma tende al blu: un colore bellissimo per questa terra cosi avara di  nutrimento e ricca di mineralit.


 


Ancora qualche numero: sono circa 30 mila le piante dei vigneti dellazienda, e ogni anno vengono prodotte circa 25 mila bottiglie di vino, ovvero circa 1 kg di uva per pianta: davvero poca, a tutto vantaggio della qualit; la produzione si divide su 10 vigneti sparsi attorno alla casa e alla cantina, esposti al sole e al vento, molto vento, molta aria che asciuga e sanifica; tutti i vigneti sono a terrazza, faticosi da coltivare, belli da vedere, verdi, senza il giallo deidiserbanti, con una cura che va oltre il biologico delle normative, per essere semplicemente tradizionale, come e meglio di una volta.


 


Ponca (opoka in sloveno) anche il nome di un uvaggio che viene fatto con la selezione delle migliori uve, di ben sette qualit: Chardonnay, Sauvignon, Ribolla, Picolit, Verduzzo, Pinot Bianco e Malvasia, e le 2.000 bottiglie sono richiestissime, oltre che buonissime. Vigneti vecchi, ma anche nuovi impianti e la curiosit di questa zona, che fa parte si diceva del Comune di San Floriano del Collio, che qui si devono usare i pali di legno e quindi nei nuovi impianti non vedrete mai il cemento, al massimo dei tondini di ferro, a sostegno delle piante giovani, che poi vengono tolti, ma che con il dilavare della pioggia arrecano ulteriore mineralit alla terra: piccoli dettagli per grandi vini.


 


La zona attorno alla casa si chiama Bucuie, in lontananza si vede il campanile di San Floriano, a 280 metri sul mare; qui siamo tra i 180 e i 230 metri, a pochi passi dal confine e esposti sempre al vento dellest; la zona dedicata ai vini bianchi, ma alcuni vigneti per i rossi sono a ridosso della cittadina di Gorizia, oltre la prima balza, dove la terra pi ricca, pi compatta e dove nasce quel prodotto straordinario che si chiama Rosa di Gorizia, ma ne parleremo unaltra volta.


 


Guardando le bellissime etichette di Paraschos, con quel pi-greco in bella evidenza balza allocchio la scritta IGT, ovvero i vini non sono classificati DOC; questo per motivi molto evidenti: linterpretazione assolutamente naturale che Paraschos fa del suo vino, lo allontana (per fortuna) dai canoni rigidi dei vini DOC  e di anno in anno o sono troppo profumati, o troppo intensi, o troppo gialli ecc ecc sfuggire alla omologazione forse la vera ricchezza di questa cantina notevole, in un posto meraviglioso che purtroppo pochi conoscono e che, speriamo, concorriamo a promuovere. 


 


Parlando di vini straordinari non si pu non menzionare quello che vedete nelle foto: le anfore. Vengono da Micene, in Grecia, sono 5 da circa 300 litri e il vino vi resta dentro 6 mesi con le bucce e poi passa 6 mesi in botti usate e poi ancora 1 anno in bottiglia prima di venire commercializzato; vedere Alexis Paraschos mescolare con un bastone di legno il vino e poi coprirlo, con un tappo trasparente, sigillato dal mastice enologico, guardare queste operazioni significa scoprire quella parte del terroir che rende unica la nostra Regione e bellissimi questi posti cos poco conosciuti e cos pieni di emozioni intense.


 


Annotazione finale: tutti i vini di Paraschos fanno legno e tutti aspettano 2, 3 o anche 4 anni prima di andare sul mercato: se li vedete, assaggiateli, ne vale la pena; esco dalla cantina, guardo in alto dove a fine anno aprir un alloggio agrituristico con 5 camere e vedo e sento gli uccellini, solo quelli, e sembra che volino pi lentamente, sar solo unimpressione, ma molto molto piacevole.



 




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Riferimento: Paraschos Alexis 

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( Fonte Udine.Mondodelgusto )