PER VENDEMMIA 2008 CALABRIA PUNTA SU QUALITA’ E INNOVAZIONE

( nella foto Roberto Gatti in un favoloso uliveto secolare, nei pressi di Cirò )


 


ENOLOGIA: DA CIRO’ A REGGIO, PER VENDEMMIA 2008 CALABRIA PUNTA SU QUALITA’ E INNOVAZIONE 


 


 


Per la vendemmia 2008 la parola chiave dei produttori e’ una sola: qualita’. Nonostante l’estate difficile a causa delle elevate temperature, i viticoltori sono ottimisti e assicurano che quest’annata garantira’ buoni frutti. La pioggia caduta nei giorni scorsi ha rinfrescato le piante appena prima di essere preparate per l’antico rito della vendemmia. All’immagine dei vecchi tini con le donne a spremere l’uva con i piedi, oggi si sostituisce una produzione che tende all’innovazione costante. Cosi’ le cantine piu’ longeve nella zona di Ciro’, Lamezia Terme e Reggio Calabria si sono attrezzate per rendere sempre migliori i loro prodotti e affrontare la concorrenza puntando sulla qualita’. Meno conosciuti i vini del cosentino e del vibonese, ma sono pronti a farsi spazio sui mercati non solo in territorio nazionale.


”Bisogna lavorare su tutela e valorizzazione”, dice all’ADNKRONOS il presidente della Coldiretti Calabria Pietro Molinaro, che annuncia la costituzione di un Consorzio ad hoc a cui si sta lavorando dal mese di giugno e che secondo le previsioni sara’ partira’ a regime entro la fine dell’anno. ”Non si puo’ stare fermi”, ammonisce il presidente dell’organizzazione agricola. ”Le abitudini cambiano – continua – chi gia’ in passato ha pensato di confluire in consorzi oggi ne trae benefici. C’e’ ancora una minima parte di produttori, nel cirotano in particolare, che vende l’uva a privati a 40 euro al quintale mentre chi si e’ organizzato con le cantine guadagna 60 euro a quintale e a volte riesce a vendere il prodotto anche a 80 euro. Dobbiamo far capire ai produttori la convenienza di organizzarsi, anche perche’ altrimenti rischiano di rimanere fuori mercato”.


Il mondo dell’imprenditoria agricola in Calabria incontra ancora qualche difficolta’, tra lentezza della burocrazia e gap strutturali rispetto alle altre aree a vocazione vitivinicola d’Italia. Pietro Molinaro chiede tre cose alle istituzioni e alla politica. Primo: ”La politica dovrebbe capire che la Calabria ha preso la strada dell’innovazione e dovrebbe rendere piu’ favorevole il contesto per un serio processo di sviluppo”. Secondo, migliorare con una serie di procedure semplificative uno dei piu’ grandi avversari dell’imprenditoria italiana, la burocrazia. Terzo: ”Avere piu’ convinzione in quello che stiamo facendo e operare avvalendosi di professionalita’ per proseguire in questa direzione”.


 


(Fonte Adnkronos )


 


 


ANNOTAZIONI DI WINETASTE


 


Per approfondimenti sullo stato di salute dellenologia calabra, consiglio un passaggio al link: https://www.winetaste.it/ita/anteprima.php?id=3655