PETEGULESSSS…..SUL CASO BRUNELLO…..

 


 


Man mano che passano i giorni, incomincia a delinearsi lo scenario, di come sia nato tutto il pandemonio intorno al caso Brunello. Credo che tutto questo si sia concretizzato durante l Anteprima Brunello 2008, avvenuta a febbraio di questanno. Un produttore, famoso al punto giusto, tanto da vendere i suoi brunelli a non meno di 100 euro alla bottiglia, che non ha partecipato allanteprima, per motivi suoi che io non conosco, decide in quei giorni di NON aprire le porte ad alcun giornalista perch , cosi testualmente mi ha confermato al telefono, non lo riteneva giusto nei confronti dei suoi colleghi che partecipavano alla manifestazione e per una forma di seriet nei confronti del Consorzio. Fino a qui niente di male, anzi tutti i nostri apprezzamenti gli sono dovuti. Ma in quei giorni, un gruppetto molto ristretto di giornalisti ( tre ) viene ricevuto da questo produttore famoso, il quale non si fa scappare loccasione per fare la parte del gola profonda , spifferando ai tre giornalisti che alcuni in zona aggiungono altre uve, che taroccano il Brunello, e che hanno impiantato nelle loro vigne cloni di cabernet/sauvignon, di merlot, di petit verdot ecc., mentre lui un purista del sangiovese grosso. Infatti dopo alcuni giorni grandi articoli ad osannare Il Divino , mai bevuto un vino del genere Er mejo der Mejo ( e vorrei vedere con oltre 100 euro a bottiglia, sai quanti ne troviamo di vini cosi ed anche migliori, con la met di questo prezzo ? )


Passano alcuni giorni, e due ( dei tre ) giornalisti mantengono il giusto riserbo, perch in definitiva siamo a livello di chiacchiere, per giunta spifferate da un diretto concorrente, mentre il terzo giornalista ( o giornalaiodipende dai punti di vista. ! ) non perde occasione per spifferare, e questa volta scrivendolo in internet , il che sicuramente avr tutto un altro rimbombo,  che gi partita una indagine ( coperta dal segreto istruttorio ), che il Brunello sarebbe taroccato con uve pugliesi, che l tutto sbagliato, l tutto da rifare .


Il resto lo conoscete anche voi, cronaca di queste ultime settimane. Ma mai possibile sputtanare un intero settore, un intero comparto agroalimentare, rendere pubbliche indagini ancora segrete, solo per correre dietro ad affermazioni, ancora tutte da dimostrare, rilasciate da un produttore direttamente in concorrenza con le aziende tirate in ballo ? Io al momento non lo avrei fatto, avrei aspettato la conclusione delle indagini, ed una volta conosciuti i risultati finali ne avrei dato ampia diffusione, qualunque fossero stati, diversamente mi sarei comportato da incosciente, superficiale ed incendiario. Troppo facile accendere la miccia nella polveriera, il difficile poi, spegnere lincendio quando tutte le bombe avranno iniziato a brillare una dopo laltra. Questa non informazione, questo terrorismo mediatico, ed ognuno se ne dovr assumere tutte le responsabilit, che se anche non saranno di carattere materiale, rimarranno sempre e comunque di carattere morale e difficilmente si potranno cancellare con un colpo di spugna o sperando finiscano nel dimenticatoio.


I produttori onesti tirati in ballo, senza alcuna colpa, ne avranno buona memoria.


Roberto Gatti