POLEMICHE E VELENI SUL GAMBEROROSSO

 


 


Caro Bonilli


sono solidale con te e con ciò che ti è successo, ma guardiamo la vicenda da un altro punto di vista…da vero amante del buon gusto non potrebbe essere stata anche una fortuna questa che ti è capitata?….mi spiego meglio…siamo proprio certi che il Gambero Rosso sia espressione, soprattutto negli ultimi anni, di buon gusto (anche nel senso di buone maniere?). Forse spiegandoti la mia vicenda personale capirai: non ci conosciamo personalmente ma per 6 anni sono stato direttore marketing di una delle più importanti aziende vinicole italiane. Non faccio nomi perchè non voglio danneggiare nè me stesso nè altri. Per 5 anni ogni anno a Settembre mi incontravo con i pubblicitari del Gambero e pianificavo in termini di investimento annuale sulla guida il numero di 3 bicchieri che mi sarei aggiudicato. Quando al primo anno comunicai che avrei ridotto il budget sul Gambero Rosso per bilanciarlo con quelli delle altre riviste vinicole, venni chiamato dalla proprietà che avvisata di ciò dal buon Cernilli mi chiedeva se avevo intenzione di rovinare i rapporti con il grande guru e di perdere la possibilità di ottenere i 3 bicchieri. Questa è la realtà in cui anche tu sei stato seduto per anni, nel nostro mondo lo sanno tutti ed è perfettamente inutile negarlo. Allora forse oggi che ti senti più libero, forse, potresti usare tutta la tua esperienza ed anche un po’ di rabbia derivante da questa vicenda per un progetto più vero, più onesto, più legato al pubblico, di quanto non sia stato il Gambero Rosso negli ultimi anni. Se tio va di discuterne in modo più approfondito, scrivimi. Io dopo quelle vicende mi sono licenziato e ho creato una piccola azienda il cui fine è di promuovere le aziende vinicole che, per mancanza di finanze, non possono certo comprarli, i 3 bicchieri.


Un caro saluto


Alessandro


Posted by: alessandro | 15.09.08 12:53


 


Leggibile al link: http://blog.paperogiallo.net/archives/2008/09/il_lato_umano_delle_storie.html


 


 


Considerazioni di Winetaste


 


E ovvio e scontato che, nellintervento di cui sopra, siamo a livello di chiacchere da bar : si dice, si mormora..perché linterlocutore, per motivi di riservatezza ( ? ) ha preferito lanciare il sasso e tirare indietro la mano, pratica molto diffusa al giorno doggi, ma ne possiamo anche capire le ragioni spiegate dal sig. Alessandro ( ? ).


Una cosa è fuori di dubbio : se fosse acclarata e dimostrata una cosa del genere, tutto il castello della Guida piu famosa d Italia, e non solo questa, crollerebbe in un secondo, perché non avrebbe piu alcuna ragione di esistere. Ma fin tanto che rimarranno chiacchere da bar continueremo ad avere fiducia anche in questa guida, cosi come nelle altre, sempre tenendo in considerazione che nessuno ha la verità in tasca, specialmente in questo settore, dove i vini proposti dovrebbero o sono i migliori tra quelli provati, ed in Italia è umanamente impossibile provare tutti i vini prodotti. Certo è che, piu vini vengono testati dai team di degustatori delle varie guide, e piu lattendibilità ed autorevolezza aumenterà, ma a mio avviso siamo sempre a livello di indicazioni, di guida per lappunto. Ognuno dovrà farsi la propria esperienza e crearsi il proprio bagaglio culturale , che sarà un lungo percorso di cui non si intravede mai la fine, e 20 e piu anni di esperienza non saranno ancora sufficienti per dire : ho provato tutto quello che cera da provare. Daltronde è proprio questo uno degli aspetti piu positivi del mondo del vino, a qualsiasi titolo e livello lo si frequenti.


Roberto Gatti