PREDAPPIO – Una tre giorni all’insegna del buon bere fra le colline di Predappio, dove il sangiovese di Romagna grazie a un eccezionale terroir’ acquista struttura e complessit, profumi evoluti, un gusto caldo e morbido sorretto da tannini vellutati e suadenti.
La citt di Predappio, storica “culla” del Sangiovese di Romagna, si prepara a celebrare il suo autoctono pi nobile, quel sangiovese grosso’ che nella vicina Toscana prende il nome di Brunello. E lo fa con la terza edizione de “I tre giorni del Sangiovese” in programma venerd 5, sabato 6 e domenica 7 settembre 2008, schierando sotto il loggiato della sua piazza intitolato per l’occasione a Luigi Veronelli, il pi famoso degli enogastronomi italiani, i suoi gioielli, quelle dieci cantine arrampicate fra i vigneti di collina che recentemente si sono unite in una associazione per la valorizzazione del sangiovese firmato Predappio. Un vero e proprio cru’ che rappresenta la punta di diamante dell’enologia romagnola e che sta per guadagnare la cittadinanza di sottozona’ pregiata per il sangiovese di Romagna. Riconoscimento conferito col contagocce a quelle zone collinari altamente vocate e storiche per il vitigno sangiovese, preferibilmente clone R24, ritenuto autoctono della Romagna.
Cos per tre giorni sfileranno nella piazza collocata ai piedi della casa natale di Benito Mussolini i grandi vini del territorio, il Predappio di Predappio, Profondo Rosso, l’Innominato Rosso, il Ravaldo, il Villa degli Spiriti, il Sangiovese dei conti Zanetti Protonotari Campi, il Giovinotto, lo Sbargoleto, il Mirus, il Sangiovesino, solo per citarne alcuni. Sangiovesi dai nomi evocativi di una Romagna forte e irrequieta in cui il vino diventa parte integrante della felice gastronomia e della cultura del territorio.
Il loggiato Luigi Veronelli’ di Piazza Garibaldi sar il teatro di una girandola di degustazioni guidate dai produttori e da un piccolo esercito di sommelier dell’Ais con protagonisti tutti i vini delle 10 aziende
aderenti all’Associazione per la Promozione del Sangiovese di Predappio (La Fattoria Casetto dei Mandorli di Nicolucci, l’Azienda Stefano Berti, la Tenuta Pandolfa, la Cantina Sociale di Forl Predappio, l’Azienda Cond, l’Azienda Roberto Celli, Le Caminate, La Fornace, l’Azienda Zanetti Protonotari Campi e la Tenuta Godenza). Note frizzanti dal vivo tra musica jazz, popolare e classica accompagneranno la degustazione all’aperto (acquisto di calice e marsupio per effettuare degustazioni illimitate) per tutta la durata della “Tre giorni del Sangiovese”. Mentre, approfittando della festa, tutto gi pronto per l’inaugurazione della tanto attesa Enoteca del Sangiovese, museo del vino e vetrina delle eccellenze di Romagna che avr sede nell’appena restaurata Rocca di Predappio Alta.
E per finire, in nome del felice binomio tra arte e vino, la cultura del buon bere passer anche attraverso la scoperta dell’universo del vino nelle opere di 10 artisti del territorio abbinati alle cantine produttrici, che daranno vita a una collettiva curata dal prof. Enzo Dall’Ara dal titolo “ENOARTE. L’universo del vino” che prevede l’esposizione di opere tra pittura e scultura ispirate al tema vino.
La “Tre giorni del Sangiovese”, organizzata dal Comune di Predappio e dalla “Associazione per la promozione del Sangiovese di Predappio e territori limitrofi” in collaborazione con Strada dei Vini e dei Sapori di Forl Cesena, AIS Romagna, GAL L’Altra Romagna, Fondazione Cassa dei Risparmi di Forl, Camera di Commercio di Forl – Cesena, con il patrocinio di Provincia di Forl – Cesena e Comunit Montana dell’Appennino Forlivese si conferma quindi come un importante punto di riferimento per la promozione del vino di Predappio in un percorso di avvicinamento alle cantine produttrici e ai prodotti enogastronomici locali tra cui il raveggiolo, il formaggio di grotta di Predappio Alta e tanto altro.
A condurre per mano appassionati ed enoturisti fra i banchi d’assaggio alla scoperta dei prodotti del territorio saranno sempre i sommeliers professionisti dell’Associazione Italiana Sommeliers Romagna, esperti conoscitori del “nettare di Bacco” e del suo abbinamento ai prodotti della gastronomia romagnola.
( Fonte Romagnaoggi )


















