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PRODUTTORE DEDICA LA SUA BONARDA AL TRISNONNO GARIBALDINO


             


Tra le tante email che ricevo, oggi mi arrivata questa, che pubblico perch interessante da un punto di vista storico-affettivo, di un nipote nei confronti del trisnonno.


Buona lettura


Roberto Gatti



Sono un abitante di Vinix, le invio per conoscenza copia di un articolo apparso sul Secolo XIX di Genova sia on line (nella sezione dedicata al bicentenario) che cartaceo nella giornata di oggi, dedicato al mio trisnonno garibaldino a cui ho dedicato la mia Bonarda DOC, dato che questanno si festeggia il bicentenario della nascita di Garibaldi.


Quasi tutte le bottiglie della mia azienda sono dedicate a personaggi o fatti della famiglia proprio per riallacciarsi al nostro filone conduttore cio la tradizione e la voglia di metterci la faccia sui prodotti, e poi (riferito alla Bonarda) mi sembra utile cos far ricordare in qualche modo un pezzo importante della storia dItalia. Ci sono altre aziende che hanno qualcosa in ricordo di qualche fatto storico?


Nel condurre la mia azienda mi sono sentito spesso garibaldinoper non parlare dellattuale situazione critica in cui si trova adesso lItalia.


Grazie per lattenzione, sinceri saluti.


 


 



Az. Agr. vitivinicola Collina del Sole di Paolo Caorsi


Loc. Casa Bruggia, 7


27040 Borgo Priolo PV


Tel.               0383 872333        cell. 3337703724


P. IVA 02003290182


www.collinadelsole.it


 


GIOVANNI BATTISTA BOZZO


Storia del trisavolo di Paolo Caorsi, G.B. Bozzo, detto Giobatta – bisnonno di sua madre, Grazia Bozzo – che era appunto uno dei Mille di Garibaldi. Al seguito delleroico condottiero si sciropp lintera campagna dellItalia Meridionale, nel 1860, prima inquadrato come bersagliere nella compagnia comandata da Nino Bixio, per poi passare, dopo il 12 luglio 1860, nelle file dei Carabinieri Genovesi, un gruppo di tiratori sceltissimi, armati – perlomeno loro – di ottimi fucili svizzeri calibro 10 a canna rigata, che risultarono decisivi in diversi frangenti della campagna, in particolare a Calatafimi. Bozzo si guadagn sul campo di battaglia di Milazzo la promozione al grado di caporale, il 22 luglio 1860. Quel giorno i Carabinieri Genovesi, aumentati nel frattempo al numero di 85, ebbero otto morti e trentasette feriti. Sono fiero di discendere da un uomo cos valoroso – racconta Caorsi – e in suo onore ho battezzato la mia Bonarda, che si pu acquistare anche on line, consultando il sito www.collinadelsole.it


Produco anche barbera, pinot nero vinificato in rosso e in barriques. E su prenotazione organizzo degustazioni.
Nonostante viva da molti anni lontano da Genova, Caorsi non ha interrotto i rapporti con la terra natale e sabato 1 dicembre ha partecipato alla presentazione del video Genova in camicia rossa, presso il Museo del Risorgimento di via Lomellini. Il suo trisavolo era nato a Genova il 9 marzo 1841, da Francesco Bozzo e Maria Bagnasco, dunque era di schiatta tipicamente genovese, come denotano i cognomi dei suoi genitori. Di professione pellaio, si era unito alla spedizione che Garibaldi, dopo molte incertezze, aveva infine lanciato alla conquista della Sicilia. Terminata la gloriosa campagna meridionale che consegn a Vittorio Emanuele II di Savoia met della penisola Italiana, senza che il suo esercito dovesse sparare un solo colpo di fucile, anche Bozzo come tanti suoi compagni darme venne smobilitato senza tanti complimenti, ovvero messo in congedo a Caserta, il 6 dicembre 1860 e rispedito a casa, a Genova. Poich per era soggetto allobbligo di leva (non aveva ancora compiuti i ventanni!), dovette rivestire nuovamente non la gloriosa camicia rossa garibaldina, naturalmente, ma la divisa dellesercito regolare di unItalia appena venuta al mondo. Iscritto alla seconda categoria del secondo contingente di leva del 1861, Bozzo venne chiamato sotto le armi il 1 ottobre 1862 e serv lEsercito italiano fino al 1 ottobre 1864, prima come soldato di seconda classe e quindi col grado di caporale. Si occup principalmente di repressione del brigantaggio proprio in quelle terre che lo avevano visto battersi per liberare le popolazioni del Sud dal re di Napoli e dal suo dispotico regime. Richiamato in servizio secondo la circolare del 28 aprile 1866, G.B.Bozzo venne definitivamente congedato dallEsercito italiano l11 giugno dello stesso anno, a SantArcangelo di Romagna. Eppure le sue avventure militari non erano ancora terminate. Nel 1867 rispose infatti allappello di Garibaldi che aveva chiamato a raccolta i suoi vecchi miliziani nel tentativo, fallito allAspromonte cinque anni prima, di riconquistare Roma allItalia. Bozzo combatt a Monterotondo e a Mentana, dove si distinse dirigendo il tiro di due piccoli cannoni, purtroppo tra i pochissimi dei quali Garibaldi disponeva quellinfausto giorno. I francesi, armati con i modernissimi fucili a ripetizione Chassepots e perfettamente equipaggiati, col rinforzo delle truppe pontificie ebbero ragione dei coraggiosi garibaldini. Fu una delle pochissime sconfitte campali patite da Garibaldi, la battaglia di Mentana. Una ferita che non si rimargin mai pi, nellanimo del generale. Il caporale Bozzo salv la vita e termin la carriera militare. Rientrato a Genova, ci visse serenamente fino al 5 novembre 1909, quando a 68 anni, rese lanima a Dio.    


 (Da un articolo di Renzo Parodi pubblicato nel Secolo XIX  del 03/12/2007)