Il sole è un amico per la pelle, basta prenderlo con le dovute precauzioni e preparandosi per tempo. Ma, complici incaute esposizioni e la sudorazione abbondante, è facile che in estate riaffiorino problemi della pelle come le micosi. Una delle più frequenti, equivocamente etichettata come fungo del mare, è Pityriasi versicolor; si manifesta con macchie sul collo, sul tronco o sugli avambracci, spiega Gennaro Spera, dermatologo del Cnr. La correlazione con il mare è dovuta solo al fatto che le macchie diventano ben visibili in estate perché risaltano in contrasto con la pelle abbronzata.
Il termine Pityriasi viene dal greco pituron che significa crusca: le macchie, in superficie, presentano infatti piccole squame simili a forfora o a crusca; versicolor perché le macchie assumono varia colorazione, bianco, marrone, roseo a seconda dello stadio della malattia.
La Pityriasi versicolor è causata dalla crescita di un fungo, denominato Pityrosporum orbicolare (sferico, il Malassezia furfur) o Pityrosporum ovale (ovoidale), due specie di lieviti ben distinte nella forma, spiega Spera. Non è contagiosa e questo fungo, normalmente saprofita, cioè presente sulla nostra pelle senza causare la malattia, in particolari condizioni si trasforma in parassita patogeno, vive cioè sulla cute danneggiandola.
Predisposizione genetica e particolari condizioni, come leccessiva sudorazione per esempio, contribuiscono a tale cambiamento.
La micosi si sviluppa soprattutto in autunno e in primavera, ma in queste stagioni, poiché si mimetizza con il colore della pelle, è difficilmente visibile a occhio nudo. Lo specialista può invece identificare la Pityriasi già nelle prime fasi di crescita, con lesame alla luce di Wood, una lampada a raggi ultravioletti di tipo A, la cui illuminazione mette in evidenza le lesioni particolarmente attive che danno una fluorescenza di colore giallo oro brillante.
La cura è possibile anche in estate. I raggi ultravioletti, se da una parte evidenziano maggiormente la patologia, dallaltra hanno un benefico effetto inducendo una guarigione spontanea, precisa Spera. Dovremmo preoccuparci nelle altre stagioni, quando la crescita del fungo è maggiore e attuare, proprio allora, terapie per prevenire le recidive.
Una raccomandazione nelluso degli antifungini topici prescritti dallo specialista, ai quali il ptyrosporum è molto sensibile: applicare le creme su tutte le zone interessate, anche se per quelleffetto mimetico il fungo persiste allinterno dei follicoli dei peli e resta difficile da eliminare completamente. Per questo motivo, può essere consigliabile utilizzare trattamenti generali per via orale ripetendo dei brevi cicli nel corso di tutto lanno, conclude il dermatologo.
Fonte: Gennaro Spera, Ambulatorio medico del Cnr, Roma, tel. 06/49933676, e-mail: [email protected]

















