Rai e Champagne: cresce l’indignazione e si attende l’Authority







Parlare di indignazione prevalente è poco. Fra siti internet, blog, stampa indipendente e Striscia la notizia (vedi il fillmato) si è ormai creato un effetto domino che attraversa lItalia unendo in un fronte compatto praticamente tutti gli addetti ai lavori, dai produttori ai giornalisti, dai sommelier ai ristoratori. La gaffe di Fabrizio Del Noce a Capodanno non è piaciuta proprio a nessuno. A  parte l’esempio diseducativo e da burino di bere a canna, ha indignato la precisa volontà dei direttore di Rai 1 di mostrare in diretta la riconoscibilissima etichetta di uno Champagne. E ciò mentre i produttori di vino italiani sentono la crisi come tutti in Italia e il ministro delle Politiche agrarie (che al momento fa dire di non avere nulla da dire sulla vicenda, forse in attesa di farlo in Parlamento per le interrogazioni già presentate e preannunciate…) dichiarava quasi nelle stesse ore il suo impegno a favore dello Spumante italiano. Si tratta di un fatto di opportunità politica, sociale ed economica su cui abbiamo per primi chiesto di esperimere un giudizio, ed il responso è stato più che chiaro. Niente di più e niente di meno. Non ci sono intenti populistici o moralizzatori, né campagne contro un prodotto di altissima qualità di cui siamo estimatori e sulle cui capacità di comunicazione la gran parte dei produttori italiani ha tutto da imparare.


I commenti ricevuti da Italia a Tavola e, soprattutto, quelli su innumerevoli siti web (a partire da quello dellAsa dopo la pubblicazione della lettera al ministro Zaia del presidente dei giornalisti della stampa agroalimentare) danno la precisa idea che agli italiani non piace che la tv di Stato (di quello italiano) brindi con champagne (con uno dei più cari sul mercato fra laltro). Anche perché, come ha scritto acutamente Enopressonline nelle case delle famiglie italiane stanno giungendo i bollettini per l’abbonamento 2009, ben 107,50 euro più tasse postali e molti degli italiani destinatari del soccorso di stato da 40 euro se lo sono visto rifiutare tra mille difficoltà, e le loro social card per la spesa non sono state accettate alle casse della gdo.  Come dire cerano moltissime ragioni per pensarci bene prima di stappare quella bottiglia. E nessuno dica che anche Berlusconi ha brindato a champagne per la vittoria elettorale in Abruzzo. Anche quello non è stato certo un gesto elegante. Anzi. Ma, visto il personaggio, possiamo essere certi che quella bottiglia non è stata pagata coi soldi dei contribuenti. Ed in ogni caso non si trattava certo di uno spettacolo con tanto di regia, ma di un fatto di cronaca. Ci mancherebbe altro che non si possa consumare champagne, che resta uno dei migliori vini al mondo, nonché emblema delle feste per eccellenza.


La vicenda insegna purtroppo come il senso delle istituzioni scarseggia decisamente da noi.


Visto il silenzio dei politici, che hanno perso loccasione di mostrare da subito un po di spina dorsale, ora cè da attendere almeno lintervento dellAuthority che ha ricevuto non poche denunce contro il gesto di Del Noce. Ci sarebbe poi la Commissione di Vigilanza sulla Rai se potesse funzionare e, meglio ancora, il consiglio di amministrazione Rai. A parte la questione di opportunità che abbiamo sollevato, qualcuno dovrà pur dire se si è trattato di un sanzionabile caso di pubblicità occulta o meno…


Per chiudere rimandiamo ancora ad Enopressonline che ha ha raccolto la dichiarazione di Adriano Baffelli, direttore del Consorzio per la tutela del Franciacorta che riassume tutto il disappunto tra le categorie interessate per la carenza di attenzioni e per la disattenzione culturale verso il Made in Italy. «Si è trattato di un episodio paradigmatico, in quanto non isolato – commenta Adriano Baffelli – di come le istituzioni ed una comunicazione superficiale ed autoreferenziale, troppo frequentemente mortificano quel Made in Italy citato ogni giorno a destra ed a manca, ma poco rispettato e valorizzato». Continua Baffelli: «E un atteggiamento incomprensibile, figlio del provincialismo e della pigrizia, che perpetuano stereotipi sempre meno validi. Cultura dovrebbe voler dire, soprattutto da parte di quanti rivestono ruoli prioritari nel mondo della comunicazione e delle istituzioni, anche saper individuare, si pensi al Franciacorta, le vere eccellenze del nostro Paese, e di conseguenza difenderle, proteggerle, tutelarle e presentarle nel modo più opportuno». Un commento che vale per tutte le altre bollicine italiane, dal Trento allOltrepo, dal Prosecco allAsti, con cui invitiamo a brindare alla faccia di Del Noce.


( Fonte Alberto Lupini- Italiaatavola )