Risposta del Direttore del mio Vino alla produttrice scandalizzata

Ricevo queste annotazioni del Direttore della rivista ” Il Mio Vino “, in risposta alla produttrice che si ” scandalizzata ” per nulla.

Buona lettura

Roberto Gatti

 

 

Caro Gatti,

purtroppo la confusione regna sovrana.

Il settore della rivista IL MIO VINO cui la signora Sara Carbone si riferisce il nostro “ANDAR PER CANTINE”.

Il settore funziona in modo molto semlice e chiaro: alle ziende interessate a vendere i vini direttamente al pubblico noi proponiamo la possibilit di far conoscere la loro offerta con una presenza nella sezione “ANDAR PER CANTINE”. Questa presenza possibile solo se i vini dell’azienda superano l’esame dei nostri degustatori. Le aziende interessate ad essere presenti nella sezione “ANDAR PER CANTINE” pagano un rimborso spese di poche centinaia di euro, rimborso spese che non copre neppure i nostri costi vivi. La sezione stata creata proprio per dare la possibilit a piccole aziende con budget ridotti di farsi conoscere dai consumatori. Le operatrici telefoniche che contattano le aziende spiegano che se i vini inviati per la degustazione risulteranno buoni saranno comunque  citati nella rivista senza che l’azienda debba pagare nulla. Ricordo infatti che i nostri degustatori assaggiano pi di 7.000 etichette l’anno e di queste poco pi di 2.000 superano la pova e vengono proposte nelle varie rubriche della nostra rivista senza che mai a nessuno dei produttori sia chiesta una sola lire. Lo stesso sarebbe capitato alla signora Carbone se avesse inviato i suoi vini per essere sottoposti alla degustazione e se i suoi vini fossero risultati degni di menzione. Sottolineo che la signora Carbone sempre in tempo per inviraci i suoi vini. Come nostra prassi metteremmo subito i suoi vini in degustazione e comunicheremmo alla signor Carbone il risultato della degustazione. Se il risultato dovesse essere positivo (con un voto di almeno 7) i suoi vini troverebbero posto nei nostri articoli senza che la signora debba mai pagare un euro, cos come da quasi dieci anni  capitato a migliaia di piccole e grandi aziende italiane.

I produttori che vogliono comunicare con i nostri lettori, compresa la signora Carbone, possono farlo acquistando una pagina di pubblicit o contribuendo alle spese per la presenza nella sezione “ANDAR PER CANTINE”. Tutto normale e tutto alla luce del sole.

Nel corso degli anni il servizio da noi offerto alle aziende e ai lettori ha dimostrato di essere apprezzato da tutti e ha sempre generato ottimi rapporti fra chi vende buoni vini e chi vuole comprarli.

La pubblicit elemento fondamentale dei meccanismi di comunicazione moderni. Senza pubblicit non esisterebbe la televisione, non esisterebbero le olimpiadi, non esisterebbero i giornali e non esisterebbero i siti Internet e i blog onesti. L’importante mantere sempre netta e non corruttibile la linea di demarcazione fra la pubblicit e gli articoli. Allora forse la signora Carbone dovrebbe chiedersi da dove arrivano i soldi che fanno campare chi dedica tanto tempo  e tanta energia per far vivere i suoi blog senza fatturare una lira di sana pubblicit. Ai missionari che lavorano solo per il sommo bene del vino italiano io non ho mai creduto e consiglio a tutti di fare altrettanto.

Non ho alcuna intenzione di rispondere tramite il blog in questione poich non ho  rispetto per chi non pratica la regola base del nostro mestiere secondo la quale si deve sempre dire nome e cognome delle persone e delle aziende di cui si parla.  Chi pubblica una lettera “emendata dai riferimenti specifici alle persone e alla rivista in questione” non merita l’attenzione di nessuno. Rispondo invece a lei, mettendo in copia la signora Carbone, e naturalmente la autorizzo a pubblicare la mia risposta sul suo sito. Cordialmente

Gaetao Manti

 12-01-2009

 

p.S. ) la mia risposta al link: